Con la scusa della casta

L’imbroglio di Zaia

 Il presidente della Regione Luca Zaia, sempre abile nella propaganda mediatica, sta in questo periodo imbracciando la proposta di dimezzare i consiglieri regionali, come contributo alla lotta alla casta che va tanto di moda negli ultimi tempi.

Non si capisce perché il Presidente Zaia non cominci a dare lui il buon esempio, riducendosi l’indennità anche oltre il 15% annunciato, rinunciando ai 3000 euro mensili di rimborso spese viaggio che gli derivano dalla rinuncia all’auto blu. Oppure occupandosi di ridurre la Giunta Regionale, da lui nominata, che potrebbe benissimo passare da 12 assessori a 10, visto che ci sono molte meno risorse dallo Stato da amministrare e che alcuni referati sono obiettivamente un po’ troppo leggeri.

Invece Zaia propone il dimezzamento degli eletti, quelli che hanno preso i voti con le preferenze, quelli che rappresentano i cittadini. I Consiglieri regionali costano troppo, questo è un dato di fatto che viene troppo poco sottolineato nei ragionamenti contro gli sprechi. Non ha nessun senso che dei consiglieri di Regione prendano quanto un parlamentare, è una stortura dovuta ad un eccesso di autonomia regionale che fa sì che i consiglieri decidano sul proprio stipendio e sui propri benefit. Ma questo non comporta che se ne debba ridurre il numero. Anche perché il numero dei consiglieri del Veneto risulta piuttosto adeguato al numero di abitanti e del tutto in linea con le altre regioni. Se il problema è il costo del Consiglio Regionale, e questo effettivamente è un problema da affrontare, questo può essere dimezzato in due modi: o lasciando ai consiglieri stipendi da nababbo e dimezzandone il numero, o lasciando il numero attuale e dimezzando lo stipendio e i benefit ai consiglieri.

Nel primo caso, quello che piace a Zaia, ci sarebbe una riduzione della rappresentanza, cioè ampi territori della Regione potrebbero trovarsi privi di una adeguata rappresentanza nell’assemblea regionale, e ci sarebbe una riduzione della presenza dell’opposizione. Questo comporterebbe minor possibilità di controllo sull’operato dell’esecutivo, quindi più sprechi, più clientelismo, più favori agli amici di quanto oggi non si faccia. E ovviamente la riduzione del livello del dibattito politico e amministrativo regionale.

Nel secondo caso, ci sarebbe solo una riduzione dei costi eccessivi della politica, senza nessun risvolto negativo sulla qualità e sulla quantità di democrazia all’interno della Regione.

Per questo, secondo noi, va svelato il carattere ingannevole della proposta Zaia. Il presidente leghista vuole in realtà, con il pretesto buono della lotta alla casta, ridurre l’impaccio di avere a che fare con il Consiglio Regionale e con i consiglieri di opposizione. L’obiettivo è avere le mani libere nel fare e disfare le leggi da parte della Giunta, alla maniera di Berlusconi e del suo Governo. Si è visto però che l’umiliazione del ruolo del Parlamento e il continuo ricorso a decretazione d’urgenza e voti di fiducia non ha portato gran che bene al nostro paese. Non si vede perché l’autoritarismo dell’esecutivo debba invece portare buoni frutti in Veneto.

Insomma, con la scusa della lotta alla casta, Zaia intende depotenziare il consiglio regionale e aumentare il proprio potere e la propria discrezionalità. In pratica, rafforzare la casta.

 

Luca De Marco

Con la scusa della castaultima modifica: 2011-08-01T19:07:00+02:00da admin
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