Accordo di programma sul Menarè: una partita oscura e poco democratica. Meglio chiuderlo

L’esito della conferenza dei servizi sul progetto di sistemazione dell’incrocio sul Menarè conferma quanto andiamo dicendo da tempo. L’accordo di programma del 23 marzo 2010 tra Regione, Provincia, comuni di Colle Umberto, Conegliano, Vittorio Veneto e Impresa Tonon spa è un accordo nato male e che cresce peggio. L’unica cosa saggia è certificarne il fallimento e l’inutilità e dare il via alle opere pubbliche che sono state bloccate dall’accordo di programma.

Il vizio di origine dell’accordo è quello di essersi consegnati mani e piedi al soggetto privato da parte degli enti pubblici. Al soggetto privato, infatti, nell’accordo vengono date in mano le due opere viarie più importanti: la sistemazione dell’incrocio semaforico sul Menarè e la sistemazione con rotonda dell’incrocio per l’ingresso alla Zona Industriale Vittorio-Conegliano. In cambio l’accordo dà il via libera al privato, in deroga a tutto il derogabile, per la realizzazione del Centro Commerciale sull’area dell’Ex Istituto per l’Agricoltura. E alla fine, si vede che tutto ruota attorno alla partita del centro commerciale e le opere pubbliche vengono messe in un angolo. Come dimostra il ricorso al Tar  presentato da uno dei soggetti firmatari dell’accordo (Tonon spa) contro altri due firmatari dell’accordo (Provincia e Comune di Colle Umberto) per riservarsi di chiedere loro in futuro 17 milioni di danni se non verrà fatto il centro commerciale, cioè se l’accordo in questione non raggiungerà il suo vero scopo. E questo nonostante l’accordo sia stato fatto proprio per evitare la richiesta di danni in questione.

L’accordo stabiliva, per la sistemazione dell’incrocio semaforico sul Menarè, quanto segue: “L’Impresa Tonon si impegna a produrre i progetti definitivi ed esecutivi per l’approvazione da parte degli Enti competenti entro il termine di 90 (novanta) giorni dal perfezionamento dell’accordo di programma, ed ad ultimare i lavori entro il termine di 180 (centottanta) giorni dall’ottenimento degli atti necessari all’avvio dei lavori.” Il perfezionamento dell’accordo di programma è avvenuto il 23 marzo 2010, con l’ultima giunta regionale dell’era Galan. Il decreto di esecutività dell’accordo è del 30 marzo 2010.  Dunque secondo l’accordo la ditta Tonon spa avrebbe dovuto presentare il progetto definitivo ed esecutivo (il preliminare era già pronto e allegato all’accordo di programma) dell’opera entro il giugno 2010. La conferenza dei servizi che ha avviato l’iter si è svolta svolta solo ieri 27 luglio.

Nella risposta alla nostra lettera al presidente Muraro del 6 giugno scorso, nella quale chiedevamo conto dei ritardi sulla tempistica delle opere dell’accordo di programma e proponevamo di stracciare l’accordo, il presidente della Provincia, oltre a ricordare tutti i passi in avanti fatti per l’applicazione dell’accordo dopo la nostra sollecitazione (riunione del comitato di vigilanza sull’attuazione dell’accordo in data 20 giugno; presentazione del progetto preliminare della bretella di collegamento tra zona industriale e casello di Vittorio Veneto sud da parte della Provincia), informa che in data 6 ottobre 2010 vi era stata una prima riunione del comitato di vigilanza, nella quale erano state riviste alcune scadenze temporali previste dall’accordo di programma del marzo 2010. Muraro non specifica quali modifiche all’accordo sono state decise. Dunque dobbiamo immaginare che già fosse stata concessa a Tonon spa una proroga sui tempi previsti dall’accordo. Riteniamo che si tratti di una gestione opaca, per nulla trasparente e poco democratica, quella per la quale si firma un accordo di programma che mobilita risorse per milioni di euro, che prevede opere pubbliche importanti e attese da anni su strade ad altissima pericolosità, con delle scadenze precise fissate nero su bianco, lo si faccia ratificare dal consiglio provinciale e da ben tre consigli comunali, e poi si facciano riunioni ristrette e riservate tra tecnici per concordare slittamenti dei tempi di realizzazione delle opere.
E’ un modo di procedere inaccettabile e chiediamo perciò che vengano rese pubbliche tutte le deroghe che i soggetti firmatari si sono concessi rispetto agli impegni presi. Si facciano le cose alla luce del sole e di fronte all’opinione pubblica, senza nascondersi dietro riunioni tecniche segretissime.
Questo modo reticente e poco democratico di applicare l’accordo di programma ci conferma nella nostra richiesta: si butti via l’accordo, e i soggetti pubblici facciano il loro lavoro e realizzino le opere pubbliche. Il comune di Conegliano aveva già ricevuto un contributo regionale di 436.000 euro nel dicembre 2009 per le due opere lungo il Menarè, ma poi con l’accordo quei soldi sono stati stornati per piste ciclabili e le due opere sono state affidate al privato, al quale poi si concedono proroghe sui tempi di realizzazione. Cos’è questo se non un pessimo utilizzo dei soldi pubblici ?

Luca De Marco, coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà
Luigi Amendola, consigliere provinciale Sinistra Ecologia Libertà

 
Accordo di programma sul Menarè: una partita oscura e poco democratica. Meglio chiuderloultima modifica: 2011-07-28T17:55:00+02:00da admin
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