Ora ascoltiamo gli elettori, costruiamo l’alternativa

Il risultato dMani_segno_vittoria.jpgei referendum in Provincia è straordinario. L’affluenza alle urne ha superato quella delle recenti elezioni provinciali e si è avvvicinata al 60%. Hanno votato sì ai referendum più elettori di quanti abbiano scelto Muraro o Casellato alle ultime provinciali.

Gli elettori non hanno seguito l’esempio di Bossi e Berlusconi e hanno dato un ulteriore segnale di voglia di cambiamento.

Sarebbe eccessivo leggere il risultato del referendum solo in termini di schieramento politico. Si tratta di una battaglia, quella referendaria, che è nata in buona parte nella società civile. L’ondata di firme che chiedevano il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, e al quale hanno partecipato i partiti della sinistra come il nostro senza chiedere alcuna visibilità ma ponendosi al fianco di cittadini e comitati, ha saputo mobilitare i cittadini in maniera trasversale e travolgere le resistenze e gli ostacoli posti anche dal centrosinistra.

Lo strumento del referendum più volte dato per morto, dimostra invece la propria vitalità e necessarietà. Solo con il referendum era possibile bloccare un processo di cessione in monopolio ai privati della gestione dell’acqua pubblica, perché su questo l’intera classe politica parlamentare condivideva l’impostazione privatistica.

Solo con il referendum era possibile bloccare la smodata voglia di nucleare di Berlusconi, pronto ad aggirare furbescamente il referendum e far calmare le acque dopo i fatti giapponesi, per poi ripartire da capo con i progetti atomici.

Solo con il referendum era possibile far cambiare idea a tanti onorevoli e dirigenti leghisti, i quali hanno tutti contribuito ad approvare quelle stesse leggi che poi hanno chiesto di abrogare con i referendum.

Sicuramente c’è anche dell’altro, in questo voto. Dopo l’aria nuova che si respira a Milano e Napoli, dopo le ultime provinciali che hanno visto una perdita di 55.000 voti della Lega Nord in provincia rispetto alle ultime regionali, e l’aumento di Sinistra Ecologia Libertà di quasi 10.000 voti, che ha consentito al centrosinistra di tenere le posizioni e di avanzare, è chiaro che i referendum sono stati anche il veicolo che in molti hanno voluto utilizzare per dire basta a questa politica ignobile, fatta di escort e leggi ad personam, e a una classe politica che non riesce a risolvere alcun problema ma lascia il paese alla deriva sociale, economica e civile. Compresi i leghisti che, volenti o nolenti, si sono ridotti a fare gli scudieri servili dell’imperatore a cui tutto è permesso.

Ora si apre una fase nuova per il centrosinistra. Il successo dei referendum dimostra che si può ripartire dai contenuti, la tutela dell’acqua pubblica e il ruolo dei servizi pubblici, le energie pulite e la riconversione ecologica dell’economia, la giustizia uguale per tutti, per costruire una alleanza che punti a vincere e a cambiare questo paese. Si parta da qui e non dal pallottoliere parlamentare per mettere in piedi l’alternativa alla destra, perché l’alleato più importante non possono che essere i milioni di cittadini che hanno fatto vincere i referendum. E’ chiaro che continuare a proporre da parte dei dirigenti democratici, anche trevigiani, un rapporto privilegiato del loro partito con chi su tutti e tre i quesiti referendari stava dall’altra parte, come l’UDC, dimostra l’esistenza di una preclusione meramente ideologica e irrazionale. Questa volta non c’è una Macerata da contrapporre al risultato delle due metropoli, il risultato è chiaro e inequivocabile. I cittadini si sono espressi, ascoltiamoli.

Luca De Marco

Ora ascoltiamo gli elettori, costruiamo l’alternativaultima modifica: 2011-06-13T21:38:00+02:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento