Muraro non è Einstein

 Il Presidente Muraro fa finta di avere una soluzione su come gestire l’emergenza profughi. In realtà non ha alcuna intenzione di gestire il problema, tanto che questi sedicenti federalisti oggi sanno solo dire “lasciamo fare a Roma” e “tutto il potere ai prefetti”, ma di cogliere la palla al balzo per speculare biecamente e aizzare all’odio seminando paura nei confronti di povera gente che scappa da situazioni terribili e che, fino a prova contraria, non rappresenta alcuna minaccia per la nostra collettività. Muraro propone dunque di creare per i profughi delle tendopoli recintate e sorvegliate dall’esercito, immaginiamo con soldati armi alla mano e con feroci dobermann al guinzaglio a pattugliare le recinzioni di filo spinato. Siamo colpiti dal buon cuore di Muraro, che evita, per ora, di citare la costruzione di un forno crematorio per risolvere definitivamente il problema (lo proponeva il suo compagno di partito Stiffoni qualche anno fa per risolvere il problema degli stranieri che non trovavano alloggio a Treviso). Vorremmo però ricordargli che siamo nella Repubblica Italiana, nell’anno 2011, e non nel Reich hitleriano negli anni ’40 del secolo scorso. Una circostanza che spesso pare piuttosto sgradita ai dirigenti leghisti, ma che secondo noi è invece un progresso fondamentale dell’umanità.

borghi.jpgLo stesso sentore di mentalità nazista avvertiamo quando leggiamo delle strampalate contabilità che gli amministratori leghisti si inventato per dimostrare come non si possano spendere soldi per dare un minimo da mangiare e dormire a dei profughi, perché servono per l’illuminazione pubblica. Ci fu un tempo nel quale il regime hitleriano faceva il conto dell’insopportabile costo per collettività dei malati cronici e dei disabili, e ne derivò il Aktion T4, che portò alla soppressione di circa 200.000 persone. Quando si comincia a mettere sul piatto della bilancia il costo delle vite umane, allora ci si inoltra in un percorso di ragionamenti potenzialmente aberrante.

Vittorio Arrigoni, il volontario italiano ucciso a Gaza, utilizzava come proprio saluto: “Restiamo umani”. Rivolto alla Lega di Treviso pare fiato sprecato, ma noi continuiamo a insistere per questo obiettivo. E ricordiamo che quando un profugo, di nome Albert Einstein, rifugiò negli Stati Uniti per sfuggire alla persecuzione nazista, si trovò a dover compilare un modulo nel quale veniva richiesta la “razza” di appartenenza. Egli non esitò unEinstein-Brain.jpg attimo e scrisse “razza umana”. Muraro in una simile situazione sappiamo che si comporterebbe diversamente, e in effetti, lo sappiamo, Muraro non è Einstein.

 

 
Muraro non è Einsteinultima modifica: 2011-05-27T18:26:00+02:00da admin
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