la Provincia riesuma il piano strategico per la campagna elettorale

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Si avvicinano le elezioni provinciali e rispunta dalla tomba il Piano Strategico: buono per il marketing, inutile per i cittadini

 

Domani pomeriggio la Provincia organizza il convegno sul Piano Strategico, per presentare un sondaggio. Si avvicinano le elezioni provinciali, ed evidentemente si rispolvera dalla naftalina il vecchio arnese propagandistico.

Da tempo chiediamo che il Piano Strategico venga chiuso e le risorse impiegata a pagare il consulente vengano impiegato in modo più fruttuoso per i cittadini.

E’ da più di due anni che il Piano Strategico è di fatto sospeso. Del novembre 2008 è l’ultima riunione del board (tavolo), il comitato dove sono rappresentati alcuni sindaci e le categorie economiche e sindacali.

Da allora è esplosa la crisi, è cambiato radicalmente il contesto generale della marca trevigiana. Ma il piano è entrato in letargo, se non per il continuo drenaggio di risorse dal Bilancio della Provincia per il costo della consulenza. Questo dimostra come il Piano Strategico sia uno strumento di marketing e non uno strumento per prendere decisioni o per pianificare lo sviluppo futuro della Marca. Proprio nel momento in cui poteva dimostrare la sua utilità, per fronteggiare l’avanzata della crisi sociale ed economica, si è invece dimostrata l’incostistenza del piano.

Per chi volesse guardare l’apposito sito del piano strategico, potrebbe vedere facilmente come sia aggiornato al 2008.

Se comunque dal sito del piano strategico uno vuole andare a vedersi quali sono le opportunità di sviluppo della marca trevigiana, al capitolo “infrastrutture” troverà vantati “i 140 milioni di euro stanziati solo per il 2004 dalla Provincia, per il ridisegno degli assetti viari provinciali, per la salvaguardia dei centri storici, per la sicurezza stradale, nonché 36 milioni per gli asfalti”: a parte la fondamentale funzione strategica dell’asfaltatura delle strade, che ci sfugge, il riferimento è al 2004 (!) e al piano opere pubbliche della Provincia di Treviso, piano che tutti gli enti locali predispongono comunque, anche se non hanno il piano strategico.

Questo non toglie che nelle elaborazioni del piano si trovino analisi interessanti, come il capitolo su “Le tensioni tra Gesellschaft e Gemeinschaft” (!), ma che appartengono all’ambito delle analisi sociologiche su commissione e restano inutili, se non producono azioni concrete e utili ai cittadini e al territorio.

Per questo abbiamo chiesto che non si prolungasse l’inutile e costosa agonia del Piano Strategico e che gli si desse nel bilancio la giusta sepoltura. Così purtroppo non è stato e già nella discussione sul Bilancio il Presidente Muraro aveva minacciato di voler dar vita ad una seconda fase del Piano Strategico. Oggi possiamo parlare di accanimento terapeutico e di alimentazione forzata.

Oggi che si avvicina la scadenza elettorale, e serve la pubblicità, allora il vecchio arnese torna buono. Come torna buono commissionare nuovi sondaggi alla SWG. Già nel 2006 la Provincia, tramite la società di ricerche collegata al consulente del Piano Strategico, si fece i sondaggi elettorali sulle imminenti elezioni provinciali a spese dei contribuenti, facendola figurare come “ricerca sul clima economico”. E già nel 2006 il consulente del Piano Strategico aveva fatto poi da consulente per la campagna elettorale del candidato Muraro. Praticamente il piano strategico aveva costituito il programma elettorale del candidato Muraro.

Dobbiamo aspettarci il medesimo copione ? Fino a quando, ancora, butteremo (butteranno) via i soldi pubblici in questa maniera ?

 

Luca De Marco

Sinistra Ecologia Libertà





 

la Provincia riesuma il piano strategico per la campagna elettoraleultima modifica: 2011-03-03T11:35:00+01:00da admin
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