trote e federalismo

 Il federalismo è una cosa troppo seria

per lasciarlo nelle mani della Lega

 

Renzo_Bossi_detto_'Il_Trota'.jpgL’analisi più accurata sulle ultime vicende del decreto sul federalismo municipale l’ha fatta un vignettista che ha paragonato il provvedimento alle traversie scolastiche del noto figlio “ittico” di Bossi: “bocciato, ma va avanti lo stesso”. Proprio come capitato al figlio di Bossi, è arrivata anche la seconda bocciatura, quella del capo dello Stato. Il segretario della Lega aveva imposto al Governo di approvare il decreto già bocciato dalla commissione bicamerale, con le modifiche apportate un giorno prima. Una procedura in dispregio del parlamento e in violazione dei percorsi stabiliti dalla legge delega su federalismo dell’anno scorso, dovuta solo alla smania leghista di far passare questo benedetto federalismo.

Ha fatto bene l’opposizione tutta a non votare quell’orribile pastroccio uscito dal calderone di Calderoli. Una vera e propria presa in giro di tutti quelli che credono che davvero la Lega stia facendo quello che dice di fare e di tutti quelli che credono davvero nell’utilità di un riordino del nostro paese all’insegna della valorizzazione delle autonomie locali. Il federalismo che uscirebbe dal decreto bocciato comporta un aumento dell’imposizione fiscale, attraverso la patrimoniale sugli immobili non residenziali, quindi seconde case, uffici, capannoni, locali pubblici, etc., per poter garantire le entrate vitali ai comuni. Più la tassa di scopo e la tassa di soggiorno. In pratica la Lega e il Governo continuano il massacro dei conti pubblici degli enti locali, che dovrebbero dunque chiedere più soldi ai cittadini.

Il federalismo è una cosa troppo seria per lasciarlo alla Lega. O al figlio di Bossi.

 

Luca De Marco

trote e federalismoultima modifica: 2011-02-04T12:57:00+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento