Bernini, la Lega e la coerenza

La Tribuna di Treviso, giovedì 6 gennaio 2011

«La Lega non può omaggiare Bernini»

Pettenà all’attacco: noi agli antipodi della Dc, infurati i nostri elettori

«Più coerenza: un conto è la persona un altro la figura politica, indifendibile» Nel mirino anche le parole di Muraro
ALESSANDRO ZAGO

Terremoto nella Lega: l’ala dei «duri e puri» non ha affatto gradito la presenza di una sparuta rappresentanza leghista ai funerali di Carlo Bernini, il Doge della Dc scomparso nella notte di Capodanno. A parlare a nome dei falchi padani è Fulvio Pettenà, presidente del consiglio provinciale di Treviso, che non tanto indirettamente lancia un bel siluro al massimo leghista presente alla cerimonia: Leonardo Muraro, presidente leghista della Provincia.
Pettenà, che succede?
«Sono in Lega dal lontano 1982, certe cose proprio non le posso accettare, non le posso digerire».
Ossia?
«La Lega è nata per annientare la prima Repubblica, per mandare a casa Dc e compagnia, per portare trasparenza nella politica, per cambiare le carte in tavola».
E invece?
«E invece mi trovo di fronte all’esaltazione di chi ha dato il suo contributo a creare la voragine del debito pubblico. Mi trovo dei leghisti che omaggiano i responsabili di un passato che ha prodotto una crisi economica che peserà sulle vite nostre, dei nostri figli e dei nostri nipoti».
Ci va giù pesante.
«Sia ben chiaro: massimo rispetto per il Carlo Bernini persona. Massimo rispetto per il momento di lutto. Ma non possiamo, come leghisti, rimpiangere in alcun modo la figura politica di Bernini e la sua generazione. Proprio perché la Lega Nord ha sempre combattuto il modo di fare politica dei Bernini, degli Andreotti, dei Forlani e via di questo passo».
Il presidente Leonardo Muraro però c’era, ai funerali, e ha anche speso parole toccanti per Bernini.
«Io parlo per me ma mi faccio anche portavoce di moltissimi leghisti trevigiani, che hanno mugugnato. Muraro? In qualità di presidente della Provincia doveva esserci, e anch’io al prossimo consiglio provinciale chiederò un minuto di silenzio, come prassi vuole, ma solo perché Bernini è stato anche un ex amministratore provinciale. Punto: per il resto, per noi la politica è altro, noi abbiamo sempre combattuto il sistema Bernini-De Michelis».
E’ arrabbiato, Pettenà.
«Sono incazzato nero: vai in osteria, vai a salutare gli amici e ti senti dare del democristiano se la gente, la nostra gente, legge sui giornali che la Lega onora l’operato politico di quello che è sempre stato il nostro nemico».
Insomma, è anche una questione di identità.
«Semplicemente di coerenza politica: si può rispettare la scomparsa di una persona in silenzio, ma non si può decantare doti che un politico non ha mai avuto. Altrimenti il lavoro di una vita, tra gazebo e militanza, finisce tutto in fumo».

Bernini, la Lega e la coerenzaultima modifica: 2011-01-07T10:02:02+01:00da admin
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