il leghismo reale uccide la politica

la dèbacle sul bilancio provinciale in commissione segno dello scadimento della politica nell’era del leghismo reale

Ai consiglieri di maggioranza in Consiglio Provinciale non vengono richiesti particolari sforzi. Non occorre che studino le carte dei provvedimenti in esame, né in generale che si informino sulle attività dell’Amministrazione, tantomeno che intervengano nelle sedute di consiglio o di commissione. Gli si chiede, in pratica, di usare solo le mani, non il cervello né la bocca. Basta solo che votino, sempre a favore della Giunta, buoni e allineati.

L’altra sera è successo che, nel corso della seduta di commissione più importante dell’anno, quella nella quale la Giunta dovrebbe illustrare la sua proposta di Bilancio di Previsione, i consiglieri della maggioranza siano venuti meno anche a questa non certo insopportabile incombenza che il ruolo istituzionale e la militanza leghista impone loro.

Dopo aver firmato la presenza un po’ di leghisti si sono dileguati; non certo dopo due ore di discussione, come dichiara oggi il presidente Muraro, ma dopo al massimo venti minuti, dato che l’intera commissione è durata in tutto un’ora e mezza.

Assieme ad altre assenze nelle file della maggioranza, è accaduto che dopo una stanca discussione, nella quale gli assessori, quelli presenti, davano risposte più o meno complete ad alcune delle questioni e ai chiarimenti chiesti dai consiglieri di opposizione, la maggioranza si è trovata nella situazione di essere in minoranza. Per questo al momento della votazione del bilancio, con la quale la commissione avrebbe espresso il suo parere consultivo in vista dell’esame del Consiglio Provinciale, i consiglieri di maggioranza presenti sono usciti dall’aula per mandare a monte la commissione per mancanza del numero legale ed evitare così la votazione. Dopo l’astuta operazione restavano in aula i soli consiglieri di minoranza e la presidente di commissione, la leghista Dina Baggio, che procedeva all’appello per verificare il numero legale. Fatta la verifica, e visto che continuava ad esserci il numero legale, da parte degli assessori è stato intimato alla presidente di commissione di andarsene pure lei per far saltare il numero legale. Di fronte a questo indegno spettacolo l’assessore al bilancio Noemi Zanette, già evidentemente inbufalita per l’atteggiamento dei suoi consiglieri di maggioranza, scoppiava a piangere, ricevendo tutta la nostra solidarietà.

L’episodio non rappresenterà certo un ostacolo insormontabile all’approvazione del bilancio provinciale, ma dovrebbe porre qualche interrogativo ai partiti della destra sulla qualità della loro rappresentanza democratica nelle istituzioni. La faciloneria con cui vengono trattate questioni istituzionali che riguardano la cosa pubblica, i soldi pubblici, le opere pubbliche, da parte di chi non ritiene di dover esser applicarsi a portare un contributo che vada oltre l’alzata di mano o lo schiacciare un pulsante, e a volte si limita anche a meno di questo, è uno degli aspetti deteriori della politica come la si vive oggi in provincia di Treviso. Una attività indifferente al bene pubblico, volta alla conquista del potere attraverso il progressivo imbarbarimento del dibatitto pubblico e l’incattivimento dei rapporti istituzionali e sociali. Il consenso si coltiva invocando squartamenti, fucilazioni, tagli di mani, pulizia etnica e altre sevizie a extracomunitari, nomadi e gay. La serietà dell’impegno amministrativo diventa un inutile optional, buono per i fessi. I furbi non hanno tempo da perdere in queste cose, stanno già pensando al prossimo slogan e al prossimo bersaglio del quale invocare la morte.

In questa provincia dove il leghismo reale è una triste ipoteca sulla intelligenza e sulla civiltà di una intera comunità, la politica decade a sloganistica insulsa e feroce nel suo lato propagandistico, a gestione e conquista del potere per i potere nel suo lato oscuro.

Luca De Marco

il leghismo reale uccide la politicaultima modifica: 2010-12-15T11:58:00+01:00da admin
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