Nella provincia groviera si scava sotto falda e più dell’autorizzato

cava-padernello.jpgNella Provincia di Treviso si è scavato molto e si continua a scavare. I risultati di una raffinata ricognizione sulle profondità di escavazione nelle cave sotto falda, fatta dalla Provincia nel 2008, dimostrano come si scavi più del consentito e non vengano rispettati i limiti all’escavazione previsti dalle autorizzazioni.

La carenza della normativa regionale e la scarsa attenzione delle istituzioni su questo tema, nonostante da tutte le parti ci si riempia la bocca di proclami sul governo del territorio, fanno sì che non vi siano strumenti adeguati per sanzionare adeguatamente e dissuadere da condotte irregolari i cavatori.

Ieri in commissione ecologia del Consiglio Provinciale sono stati illustrati i risultati del rilievo morfo batometrico con ecoscandaglio delle cave in falda con lago della provincia di Treviso.

La Provincia ha effettuato i rilievi nel 2008, sui 20 specchi d’acqua dei 13 ambiti di estrazione presenti in provincia dove si scava sotto falda. Con un sistema innovativo, che ha richiesto lunghissime fasi di preparazione dello strumento diagnostico e successivamente di interpretazione dei dati, e in collaborazione con l’Istituto Oceanografico di Trieste. Praticamente, attraverso una strumentazione sonar installata su un gommone  e la tecnologia gps, è stato possibile ottenere per ogni lago il rilievo tridimensionale del fondale.

Questa ricostruzione ha permesso di confrontare lo stato di fatto delle escavazioni con i livelli di scavo autorizzati.

Si è così accertato un volume di 358.000 mc di materiale scavato in difformità rispetto ai vigenti provvedimenti, cioè in più rispetto a quanto autorizzato. Solo una parte di quanto estratto abusivamente è stato sanzionato, perché la normativa non consente di sanzionare infrazioni avvenute più di 5 anni prima, e il più delle volte non vi è la possibilità di datare esattamente. Le sanzioni comminate sono state 766.000 euro.

Di questi, quanto verrà incassato dovrà essere girato alla Regione, che poi dovrà rimettere alla Provincia il 50% degli importi (fino a pochi anni fa era solo il 10%), cosa che però non avviene se non a distanza di anni. L’importo delle sanzioni sarà comunque inferiore, per il cavatore che ha estratto più del consentito, del valore di mercato del materiale estratto. La legge regionale stabilisce che ai fini del calcolo della sanzione sia la Camera di Commercio a fissare un valore di mercato per la ghiaia estratta. Questo valore non viene aggiornato da anni, nonostante i solleciti in proposito inoltrati dalla Provincia e dalla commissione ecologia. Dunque si ha un valore sanzionatorio di 6,36 a mc, che viene ridotto ad un terzo per la ditta che provvede al pagamento entro i termini  e non ricorre contro il provvedimento. Quindi le sanzioni che la Provincia si trova a dover applicare non hanno alcun potere deterrente: sul materiale estratto abusivamente il cavatore ci guadagna comunque anche se viene beccato e sanzionato.

Vedi su questo precedente post: http://sdtv.myblog.it/archive/2008/09/25/cave-di-ghiaia-sanzioni-trobbo-basse-contro-gli-abusi.html

Luca De Marco

Nella provincia groviera si scava sotto falda e più dell’autorizzatoultima modifica: 2010-11-20T16:37:00+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento