errare è umano, perseverare è Muraro

Il leghista Muraro dice di non voler chiedere scusa delle sue parole e che anzi un sondaggio dice che i cittadini gli danno ragione

Dopo la pessima figura rimediata il presidente Muraro dovrebbe chiedere scusa:

– per la sete di sangue e di morte che  ha espresso, da parte di chi quando gli fa comodo si erge a paladino del cristianesimo e del valore della vita.

– per lo scarso equilibrio dimostrato da parte di chi ha ruoli istituzionali ed è chiamato a prendere decisioni che riguardano concretamente la vita dei cittadini.

– per aver parlato senza conoscere i fatti, in un territorio e di faccende che non gli competono, tanto da essere smentito oggi dal sindaco di Bovolenta, il comune interessato dai fatti, il quale spiega come i tre abbiano prelevato i rifiuti degli alluvionati in attesa di asporto e non gli oggetti rimasti nelle case.

– per aver chiesto l’uccisione di tre persone che, oltre ad essere esseri umani, secondo il sindaco di Bovolenta “non è detto che fossero degli sciacalli”

Se poi a Muraro bastano i dati di un sondaggio per andar fiero di quello che ha fatto, non possiamo che rattristarci del livello di cinismo al quale si è abbassata la politica trevigiana e veneta.

 Luca De Marco

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articolo da Il Gazzettino di Padova del 19 novembre

  SCIACALLI A BOVOLENTA Meneghello replica al leghista Muraro: « No ai plotoni di esecuzione. Disprezzo quella gente, ma non hanno rubato»

 

«Poveracci a caccia di rifiuti»

 

Gloria Cesarotto

«Contro gli sciacalli, io che per natura sono militarista – dichiara il sindaco di Bovolenta, Vittorio Meneghello – dico che bisogna applicare la legge, farla rispettare. Sulla severità della pena, con me si sfonda una porta aperta, ma da qui ad arrivare alla corte marziale… Non si può mandare la gente sotto il plotone esecuzione». Il primo cittadino contrappone questa sua opinione alle esternazioni del presidente della provincia di Treviso, Leonardo Muraro (Lega), che ha parlato di «fucilazione» e «legge marziale» commentando il caso dei tre serbi arrestati mercoledì dalla polizia con refurtiva razziata nelle case alluvionate del Padovano. Ospite ieri della trasmissione “La Voce del Mattino” di Antennatre Nordest, Muraro, riguardo ai tre, ha detto: «Andrebbero lasciati ai padovani! In questi casi sarei per la fucilazione. Darei alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto dei colpevoli». L’esponente leghista, al conduttore Fabio Fioravanzi che lo ha invitato a riflettere sulle sue affermazioni, ha ribadito: «Sì, sono in questi casi per la pena di morte. In altri luoghi, in circostanze di analoga gravità, si applica la legge marziale. Si potrebbe fare anche qui». Meneghello si smarca da questi toni e aggiunge: «Tra l’altro nel caso specifico dei tre denunciati a Bovolenta, si è trattato più che di sciacalli di gente che vive di espedienti che era andata a rovistare in mezzo ai rifiuti e agli scarti degli alluvionati, gente che va in cerca di ferro vecchio per farci qualche soldo per campare». Tra la refurtiva sporca di fango rinvenuta dalla polizia di Stato spiccava quello che da un primo riscontro sembrava essere un candelabro in argento con affissa una targhetta che celebrava un 25. di matrimonio di un cittadino di Casalserugo. Ebbene, lo stesso proprietario, Giovanni Comiotto, un autotrasportatore residente in via Cà Ferri, rivela: «Sono stato avvisato e sono andato in questura a riprenderlo, si tratta in realtà di un omaggio da parte del consorzio autotrasportatori di Monselice che ricevetti in occasione del 25. di lavoro che, in parte rotto, era finito per errore nel marasma di cose che abbiamo buttato via per colpa dell’acqua che in casa ci è entrata fino a una settantina di centimetri. Si trovava quindi in strada, tra il resto di oggetti e mobilio inutilizzabili. Nessuno è entrato in casa nostra a rubare, per fortuna». «Anche se non fossero sciacalli – riprende Meneghello nella sua disanima – restano sempre delle persone deprecabili, gente che specula sulle disgrazie. Ma direi che c’è anche gente cosiddetta per bene che sta approfittando della situazione, non voglio entrare nei particolari, ma la storia insegna che dopo una guerra c’è chi rimane povero e chi si arricchisce, e ci sarà anche questa volta». Adesso che anche l’esercito in paese da ieri se n’è andato, con la chiusura del Com (Centro operativo misto) a Casalserugo, per garantire il monitoraggio del territorio, l’amministrazione assicura la presenza di ronde da parte dei carabinieri 24 ore su 24 almeno fino a domenica. «Io mi fido di loro – conclude Meneghello – Invito a fare altrettanto anche alla cittadinanza. Ho compreso le reazioni per via del clima che grava sul paese dopo giorni di emergenza e sconforto, ma il linciaggio non è la soluzione, bisogna lasciare alle persone preposte di fare il proprio lavoro, di indagare, anche perché non è appunto detto che quelle persone fossero degli sciacalli».

Sul caso è intervento anche il sindaco di Padova Flavio Zanonato: «Gli sciacalli non possono essere tollerati e vanno perseguiti, ma dire che vanno giustiziati sul posto è una boutade per nascondere che per l’alluvione non stanno facendo nulla. È la solita tecnica della Lega per distarre l’opinione pubblica».

errare è umano, perseverare è Muraroultima modifica: 2010-11-19T12:37:00+01:00da admin
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