la combriccola del bunga fuma il sigaro sull’alluvione

La comparsata di Berlusconi con il codazzo padano in terra veneta resterà nella storia per la fredda accoglienza ricevuta dalle popolazioni e per la consueta cafonaggine di questi beceri governanti. La stampa locale non ha potutto trattenersi dal fare alcune giuste notazioni in proposito:

corsivo de Il Gazzettino a pag. 2:

L’APPUNTO

MA COTA E RENZO CHE CI FACEVANO Lì ?

combriccola.jpgLa politica è anche una questione di forma e di stile. E allora viene da chiedersi cosa mai ci facessero ieri insieme al Presidente del Consiglio e al Ministro delle Riforme in visita ufficiale al Veneto martoriato dall’alluvione anche Renzo Bossi, figlio del Senatùr e consigliere lombardo, e il governatore piemontese Cota. Due rispettabilissime persone, ma prive di incarichi di governo o di partito che ne giustificassero, dal punto di vista istituzionale od operativo, la presenza ieri a Padova o a Vicenza. Oltretutto al fianco di Berlusconi e Bossi c’era già, giustamente, il governatore veneto Zaia, che bisogno c’era della “scorta” lombardo-piemontese? Forse che Berlusconi, dopo il terremoto, andò a l’Aquila accompagnato da esponenti di altri partiti e dai loro figlioli? Non ne aveva bisogno. Il premier è lui e di scorte ne ha già una per la sua sicurezza personale. Basta e avanza. Dettagli? Sarà. Ma di errori e cadute di stile la classe politica, tutta, di fronte al dramma veneto ne ha già collezionate parecchie. Aggiungerne altre non ci sembra proprio il caso. “

La risposta su cosa ci facesse lì Renzo Bossi è purtroppo semplice. Il “trota” del resto presenzia regolarmente ai vertici con Berlusconi. Il senatur ha individuato nel figlio con le pinne il suo successore al trono e gli fa vedere come è il mestiere.

La Tribuna di Treviso fa il suo appunto sul gran dispiegamento di mezzi e di uomini attivato per la visita del premier, con un articolo di Carlo Mion a pagina 3:

Al Marco Polo per la visita lampo una decina di auto blu, quattro elicotteri e due velivoli (uno arrivato e partito vuoto)

Con gli aerei del presidente volano anche gli sprechi

CARLO MION

VENEZIA. Quattro elicotteri, due aerei e un corteo di una decina di auto blu. Arrivano al Marco Polo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e una ventina di accompagnatori. Arrivano dopo aver visitato i comuni alluvionati nel primo pomeriggio di ieri. Un corteo ben poche volte visto per consistenza di mezzi e persone e naturalmente per le numerose autorità che in pista attendevano il Premier. Il Cavaliere è arrivato al Marco Polo con un elicottero Ab 412 dei Carabinieri. Volava con lui il capo della Protezione Civile ed erano scortati da un altro AB 412, sempre dell’Arma e da altri due AB 212 rispettivamente di polizia ed Esercito. Il corteo «volante» a Venezia non è passato inosservato. Infatti i piloti non hanno voluto far mancare agli illustri visitatori che provenivano da luoghi dove regnava la distruzione, un sorvolo del centro storico. Ed ecco allora che il rumore degli elicotteri ha creato non poco allarme tra le calli e ha fatto tremare pure i vetri. Ma mentre Berlusconi si deliziava dall’alto guardando la Serenissima il corteo delle auto di contorno raggiungeva l’aeroporto Marco Polo, dove le varie autorità attendevano gli ospiti. In pista con i motori accesi due aerei attendevano Berlusconi con il seguito. Per il capo del Governo c’era un Airbus A319 che nella versione commerciale può trasportare all’incirca 200 passeggeri. Per Bertolaso invece la Protezione Civile aveva inviato un Piaggio P180, turboelica. Ma alla fine personalità, segretari, tecnici e guardie del corpo, una ventina di persone, sono saliti tutti sull’aereo dell’Aeronautica Militare del Cavaliere. Alle 15.10 l’aereo è decollato. Il P180 è tornato vuoto a Roma. La «corte» vista ieri al Marco Polo stride nei confronti di quella appena notata una decina di giorni fa in occasione dell’arrivo del Presidente della Camera, diretto a Rovigo. Ad accoglierlo c’erano un ispettore della polizia, un maresciallo dei carabinieri e uno della Giardia di Finanza. In tema di corti non va dimenticata quella che ha accolto e seguiva, nell’ultima visita a Venezia, il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Un attento osservatore ha contato settantacinque persone. Chissà cosa pensano gli alluvionati.

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La visita lampo a Padova è stata una passerella ad uso dei media. Un monologo di Berlusconi di un quarto d’ora, Bossi silenzioso preoccupato solo del suo sigaro (in luogo pubblico), e poi foto con le belle donne. Come racconta il Gazzettino di Padova:

Giunto a Palazzo Santo Stefano alle 13,30, dopo un frugale e rapidissimo pasto con il Prefetto, ha parlato un quarto d’ora. Poi si è alzato e ha esclamato: «Voglio farmi una foto con le sindachesse qui presenti. Due secondi dopo i flash lo hanno immortalato abbracciato a Elisa Venturini, Anna Lazzarin e Dorella Turetta, rispettivamente primi cittadini di Casalserugo, Veggiano e Saccolongo.
      Altra musica fuori. “Io bindi, tu bondi”. E poi “Meglio gay che Berlusconi”. Stava così, agghindata da donna-sandwich Marina Mancin consigliere comunale di Sinistra e Libertà, che ieri mattina, agitando il tricolore, ha manifestato contro le recenti prese di posizione del presidente del Consiglio in materia di omosessualità. Insieme a lei anche l’assessore Zan.”

ecco la foto di Berlusconi sui luoghi dell’alluvione

premier.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luca De Marco

la combriccola del bunga fuma il sigaro sull’alluvioneultima modifica: 2010-11-10T10:41:00+01:00da admin
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