Bindi e Vendola “Primarie anche se si vota subito”

nichi e rosi.jpgTORINO – Ovazione per Nichi Vendola, governatore della Puglia e candidato alle primarie, non ancora indette, per la premiership del centrosinistra, stasera alla Festa nazionale del Pd a Torino. Il governatore pugliese, che stasera ha avuto un faccia a faccia con Rosy Bindi ed è stato accolto in una sala strapiena di gente nonostante il maltempo. 

 BINDI E VENDOLA: “PRIMARIE ANCHE SE SI VOTA SUBITO” «Il tempo delle primarie si deve trovare comunque. Qui ci sono 4 mila persone, non ci sono problemi a raccogliere la gente, sappiamo come farlo. Ogni primaria è una cosa diversa, Nichi può poi anche vincerle». Il presidente del Pd, Rosy Bindi, durante l’incontro con Nichi Vendola, si discosta da alcuni esponenti del suo partito, che in caso di voto immediato, avevano detto nei giorni scorsi alla festa del Pd di Torino, che non ci sarebbe stato tempo per le primarie. 

 Il portavoce di Sinistra ecologia e libertà, ha risposto: «Le primarie sono una necessità assoluta. Non possiamo accontentarci di occupare un lotto per sbandierare una bandiera, io voglio cambiare le cose alla radice. Non è tempo della pigrizia culturale nè dei conservatorismi, tutti dobbiamo metterci in gioco, cedendo ognuno una parte delle proprie certezze. E’ cambiato tutto, siamo disorientati e smarriti, e il centrosinistra troppe volte era vittima di una sindrome di afasia. Non basta atto di buona volontà tra di noi, ma serve processo straordinario di osmosi e dialogo».

 VENDOLA BOCCIA IL NUOVO ULIVO E IL PD DI TORINO ESULTAIn Puglia ci sono «60 milioni di ulivi» ma il nuovo Ulivo, proposto da Pier Luigi Bersani, è vecchio, solo un’unione di «cocci», mentre per tornare a vincere serve «cambiare registro». Parla da candidato premier del centrosinistra Nichi Vendola e sferza il Pd dal palco della festa democratica a Torino sotto un tendone che straripa di gente e che fa un tifo quasi da stadio. 

 Rosy Bindi lo invita a entrare nel nuovo cantiere ma il governatore pugliese cita l’Eneide per spiegare che «non bisogna ammazzare i nostri vecchi ma costruire una nuova città». Poteva essere un duello tra il leader Sel e la presidente del Pd. Ma Rosy Bindi è politica navigata e capisce subito che la folla, che riempie il tendone nonostante il maltempo, è con Vendola e vuole più sperare che capire le formule per tornare a vincere. Ma nonostante i toni concilianti, le distanze sono grandi. Bindi, anche lei applaudita, insiste sulla necessità di cambiare la legge elettorale che «ha espropriato i cittadini del diritto di sceglier». 

 Ma Vendola è scettico sulla possibilità di trovare una maggioranza in Parlamento e soprattutto è convinto che «per portare Berlusconi al capolinea, serve un progetto che capovolga gli ingredienti del berlusconismo mentre c’è del berlusconismo anche nel centrosinistra» e attacca le posizioni di Enrico Letta sulla vicenda Fiat. Ed è solo «una difesa di rendite di posizione» l’idea, lanciata da Pier Luigi Bersani, di un Nuovo Ulivo. Bindi spiega che è necessario «aprire da subito il cantiere per stare insieme in una compagnia più larga e omogenea senza litigare”. 

 Ma a Nichi Vendola non piace e quando il presidente del Pd dice che senza di lui il Nuovo Ulivo non si fa dribbla la risposta secca: «In un passaggio d’epoca come questo non si può replicare un vecchio copione per vincere, non è di questo che ha bisogno l’Italia». Vendola spiega di non amare la logica dei veti ma il problema per il centrosinistra è «rompere i vecchi schemi» e non «aver paura» di creare «un disegno alto di un nuovo umanesimo». 

 «Bisogna operare un dissequestro della politica che è stata sequestrata nei Palazzi anche nel centrosinistra», è la stilettata del governatore pugliese. Qui Bindi non ci sta: «Come fai a dirlo se è tutta l’estate che giriamo per le feste di partito, che sono sempre piene di gente?». 

 Su un punto, cruciale, le primarie, i due si intendono. Ma non sui tempi. «Ora», chiede Vendola supportato da cartelli. «Forse, anche per scaramanzia, aspettiamo che Berlusconi cada e che Napolitano decida», frena Bindi, convinta che la consultazione si può organizzare anche in poco tempo. «Noi le primarie le sappiamo organizzare e Nichi anche vincerle», riconosce, tra gli applausi, il dirigente Pd. Che comunque non ha dubbi: «Io voterò per il segretario del mio partito Bersani».

da La Gazzetta del Mezzogiorno

Bindi e Vendola “Primarie anche se si vota subito”ultima modifica: 2010-09-07T23:36:00+02:00da admin
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