La scorciatoia di Asor Rosa e di Bersani

Da Il Manifesto di oggi 4 settembre

Ho letto i tre articoli estivi di Asor Rosa pubblicati dal vostro giornale, sui primi due non tornerò perché condivido in toto le osservazioni critiche fatte da Ida Dominjanni. Torno invece sul terzo, uscito il 1 settembre e che aveva come titolo “passaggio obbligato”.
Era un articolo che plaudiva alla doppia proposta di Bersani : da un lato il nuovo Ulivo da costruirsi in tempi medi come alternativa al berlusconismo, e dall’altro una alleanza democratica per una legislatura costituente ( in tempi brevi) che veda al suo interno non solo forze di centrosinistra ma anche pezzi o forze di centro e addirittura anche Fini se decidesse di staccarsi dal Pdl e che abbia come obiettivo immediato la cacciata di Berlusconi e un governo a termine con coloro che ci stanno senza esclusione alcuna. Nella lettera di Bersani mi pare che Asor Rosa trovi la conferma piena delle sue proposte estive e dunque forse per questo la ritiene il primo atto di iniziativa politica del maggior partito di opposizione. E se ne rallegra chiedendo anche ad altri di farlo. Io posso concedere che se il Pd batte un colpo è un bene rispetto alla paralisi nella quale è immerso da tempo ma non più di questo. Nel merito vorrei discutere : il difetto più grande di entrambe le strade indicate mi pare sia ancora una volta l’indifferenza assoluta rispetto ai contenuti. Accompagnato dal rischio concretissimo, come è avvenuto finora, che non si cominci mai a costruire un’alternativa culturale, politica e sociale al berlusconismo inseguendo l’araba fenice e la scorciatoia del governo costituente subito. Abbiamo osservato come le vuote formule non parlino al paese e ai cittadini e non contribuiscano a rendere comprensibile la politica. E infatti quella lettera di Bersani bisogna leggerla due volte almeno e forse anche tre. Le formule vuote di contenuti che spieghino l’Italia e la qualità dello sviluppo che vogliamo e il mondo come lo pensiamo, e il lavoro come lo creiamo e lo cambiamo senza stravolgerne diritti e ruolo sociale sono soltanto un esercizio che allontana ancora di più i cittadini dalla politica e dalla partecipazione al voto . Ma anche per Asor Rosa i contenuti paiono contare e infatti richiama nel suo articolo l’ambiente e il territorio, temi a lui e a me cari, e dice che le eventuali forze costituenti dovrebbero fare grossi passi avanti su queste materie. E io allora penso subito a Casini che, solo per fare alcuni esempi, lavora per tornare al nucleare e condivide la privatizzazione dell’acqua, ha idee medievali sulla laicità dello Stato e sui diritti civili, condivide “la ristrutturazione” della Fiat di Marchionne , per altro assecondata anche da parti significative del pd. Penso alle leggi Bossi Fini e alla Fini Giovanardi e mi convinco che per l ennesima volta stiamo prendendo un granchio per le chele. Perchè queste differenze non vanno taciute, sono la carne e il sangue della politica buona e non sono scavalcabili con un atto volontaristico come pare pensare Asor Rosa. Si rischia di scambiare ancora una volta lo scontro serio in atto nel PDL su quale profilo debba avere la destra in Italia per una scorciatoia offerta al centrosinistra per “liberarsi di Berlusconi”. Se è vero che il berlusconismo “governando” ha cambiato così tanto la politica , la cultura di questo paese, la finanza , l’ economia e il ruolo sociale del lavoro, la scuola e l’università, la sensibilità civile, l’idea che abbiamo dei migranti, la percezione della stessa Costituzione e della giustizia allora è su queste materie che dobbiamo costruire in fretta una alternativa credibile e convincente.
In sostanza me pare non ci siano nella realtà le due ipotesi che propone Bersani e che in qualche modo aveva nei suoi articoli precedenti proposto Asor Rosa. Ne resta sempre e solo una, mai perseguita in questi due anni, ed è quella di costruire una alternativa sociale, politica, culturale al governo delle destre e della lega. Bersani la chiama nuovo Ulivo e io attendo rapidi chiarimenti. La cosa che mi interessa di più è sapere su quali contenuti questo progetto di Alternativa comincia a parlare al paese. E se si apre un confronto ampio e partecipato per definire le proposte che ci fanno diversi e alternativi alle destre.
E veniamo infine alle primarie sulle quali io, a differenza di altre/i, non ho mai avuto innamoramenti improvvisi e che non ho mai ritenuto salvifiche in assoluto. La domanda è semplice e persino un poco ingenua: se una piccola forza della sinistra in formazione ( SEL), che nasce dalle culture storiche della sinistra e anche da quelle che sono state o diventate Sinistra in altri modi e con altri percorsi più recenti, si accorge di esprimere alcune idee condivise in vari territori, e di avere una certa capacità di sollevare anche temi difficili come sono quelli ad esempio dell’uso dei beni comuni come l’acqua, se le capita di avere l’unico presidente capace di governare una Regione importante nel mezzogiorno e di essere rieletto riportando alla politica e alla partecipazione molti giovani e anche elettori delusi dal pd, perché mai non dovrebbe aspirare a competere nelle primarie che dovranno scegliere la leadership che guidi lo schieramento alternativo alle destre? E perché queste primarie sarebbero democraticiste ( come scrive Asor Rosa) mentre quelle che scelsero Prodi e poi Veltroni e anche Bersani come segretario del pd furono, secondo i più, un grande momento di partecipazione popolare? E non mi farei distrarre dall’interrogativo se venga prima il programma per l’alternativa o la scelta del leader, la risposta per noi dovrebbe essere ovvia: vengono insieme. La sinistra non è populista e non si affida ad un uomo solo al comando.

Fulvia Bandoli

La scorciatoia di Asor Rosa e di Bersaniultima modifica: 2010-09-04T15:12:11+02:00da admin
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