Trasporto pubblico: la cattiva politica leghista

Azienda unica: la cattiva politica è entrata fin dall’inizio nel progetto

Sul progetto di fusione delle aziende di tpl, alla luce di quanto sta accadendo ci permettiamo di dire che ci avevamo azzeccato fin da subito, quando a ferragosto del 2008 venne convocata d’urgenza la commissione trasporti del consiglio provinciale per dare il via all’operazione azienda unica. Come gruppi della sinistra avanzammo subito delle grosse perplessità. Anzitutto sulla tempistica: sciogliere le quattro aziende nel giro di pochi mesi, per chiudere entro il 2008 l’operazione, era utopistico. E così si è dimostrato. Sostenemmo allora che la creazione di un azienda unica provinciale, in una fase nella quale si è in attesa dell’indizione della gara regionale per l’assegnazione del servizio, alla quale l’azienda unica non potrà partecipare, ci pareva rispondere più a logiche di controllo politico da parte della Lega che ad altre logiche. E anche questo ci pare che stia emergendo con forza.  Chiedemmo che prima di tutto ci fosse la redazione di un piano industriale di massima che mettesse nero su bianco le economie di scale, le razionalizzazioni del parco macchine e del patrimonio, le riduzioni tariffarie che si portavano a giustificazione dell’operazione. Piano industriale che ancora oggi, due anni dopo, non esiste.

Oggi il servizio di trasporto pubblico locale è affidato in house dagli enti locali alle aziende ex municipalizzate e pubbliche, ma la riforma dei servizi pubblici locali, oggi rafforzata e accelerata dalle norme emanate da governo e parlamento a novembre (le stesse che impongono la privatizzazione dell’acqua), impone che il servizio di trasporto pubblico (tutto, quello su gomma, su rotaia e via acqua) venga affidato previa gara pubblica di dimensione europea. Sarà difficile dunque per la Regione continuare a spostare in avanti la data di indizione della gara. La gara regionale che ci riguarda non sarà di livello provinciale, ma comprendere il territorio di Venezia, Treviso e Padova, e riguarderà il trasporto pubblico sia via rotaia (dunque il SFMS) che su gomma, sia via acqua (il sistema veneziano gestito da ACTV). A questa gara, che avrà dimensione europea, è chiaro che non potrà partecipare l’ATM o la Marca da sole, ma neanche l’azienda unica provinciale di Treviso. Per questo abbiamo sempre sostenuto che in realtà il problema non fosse quello di poter partecipare alla gara regionale, ma quello di contare di più, da parte della Lega, nel consorzio STIV, nato nel 2006  proprio per produrre una aggregazione tra le aziende di tpl delle tre provincie in grado di partecipare alla gara regionale. Ricordiamo che all’epoca gli equilibri politici, per la parte veneziana, erano meno favorevoli alla Lega di quanto lo siano dopo la vittoria alle provinciali. Il problema era nel 2008        quello di contrastare ACTV, che stava chiudendo accordi con la CTM di Castelfranco, non certo di quello di impedire l’avvento dei concorrenti europei.

Il progetto di azienda unica provinciale ha questo vizio di origine che ne mina il cammino. Non si tratta di un progetto di razionalizzazione ostacolato ora da pretese politiche e giochi di potere, ma era fin dall’inizio una pretesa politica dentro un gioco di potere. Non c’è, purtroppo, un progetto buono e una politica cattiva; ma è una cattiva politica, quella espansionista della Lega Nord, ad aver prodotto un progetto zoppicante.

Abbiamo comunque sempre assecondato i passi che andavano verso un effettivo efficientamento del servizio di trasporto pubblico. In questa logica ci pare che si sia mosso l’Assessore di reparto Noal. Non abbiamo potuto approvare l’atto di indirizzo che ora sta girando per i consigli provinciali dei comuni proprietari delle aziende di tpl, che è in realtà una ripartenza quasi da zero, dato che  non vi è alcuna indicazione di piano industriale né alcuna scelta sul modello societario che si potrà adottare per la nuova azienda unica. Avevamo proposto un emendamento, bocciato dalla maggioranza, per chiedere un pieno coinvolgimento delle parti sindacali nella fase delle scelte. Ci pare che, alla luce delle preoccupazioni occupazionali che stanno emergendo, la nostra proposta non fosse peregrina ma anzi cogliesse una esigenza effettiva.

Luca De Marco

Trasporto pubblico: la cattiva politica leghistaultima modifica: 2010-06-04T12:29:00+02:00da admin
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