la tribù Lega

 

I piagnistei leghisti per le Olimpiadi sono inutili e dannosi: si pensi subito al 2018 e al 2019


lega_raduno_vichingoR375.jpgLa scelta di Roma anziché Venezia come sede italiana candidata ad ospitare le Olimpiadi 2020 dà la stura all’ennesima campagna di lamentazioni da parte del mondo politico Veneto, leghista in particolare. La lagnanza contro Roma, più o meno “ladrona”, sta diventano un leit-motiv sempre utile per giustificare qualsiasi cosa. Un piagnisteo livoroso che da una parte serve a mascherare l’inadeguatezza della classe politica veneta e leghista a conseguire grandi risultati, dall’altra sfrutta questa oggettiva sottorappresentanza politica del Veneto per rafforzare il sentimento antiromano e alimentare il consenso. Il punto è che la Lega non rappresenta la soluzione a questo problema, ma è parte del problema stesso, per il tipo di rappresentazione che offre del Veneto. La richiesta rabbiosa di dimissioni da presidente della federazione squash di Siro Zanella da parte dei sindaci leghisti, per aver votato a favore di Roma, ha, ad esempio, ha dei tratti spaventosi: si fa riferimento ad una appartenza geografica, interpretata evidentemente come un legame etnico inviolabile, come unico elemento condizionante le scelte di merito sulla collocazione di una manifestazione sportiva. Questa visione del mondo in termini tribali, veneti contro romani, razza Piave contro resto del mondo, oltre a essere del tutto prepolitica e preintelligente, non fa i conti con la semplice circostanza che, se è così che va letto il mondo, allora è giusto che i non veneti non abbiano votato per Venezia e dunque abbia vinto Roma. E allora i leghisti non dovrebbero lamentarsi.

Anziché blaterare sciocchezze, ci si occupi invece da subito dell’altra grande opportunità per il Veneto, Venezia città della cultura europea nel 2019. E’ un obiettivo a portata di mano, nel quale Treviso può giocare un ruolo e costruire un partnerariato interessante.

E ci si occupi di preparare per tempo il 2018, costruendo progettualità all’altezza del centenario della fine della Grande Guerra. Ad esempio progettando una funzione per la Villa Papadopoli a Vittorio Veneto, che il Comune vuole vendere e che invece potrebbe diventare uno dei luoghi cardine delle manifestazioni per il centenario, e a livello non solo Veneto, visto quello che rappresenta il nome della città di Vittorio Veneto.


Luca De Marco

consigliere provinciale Sinistra Ecologia e Libertà

la tribù Legaultima modifica: 2010-05-21T13:10:00+02:00da admin
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