Treviso antidemocratica

La Giunta di Treviso dà spazio sui muri solo alla Lega

i forchettoni leghisti stravolgono le norme e si prendono tutti gli spazi per le affissioni, lasciando solo le briciole al centrosinistra

Un manifesto di Zaia “opportunamente corretto”

In campagna elettorale l’affissione di manifesti è consentita solo negli spazi delimitati dai comuni, sui muri o sui tabelloni metallici. Gli spazi vengono attribuiti alle liste in due modi: per la cosiddetta propaganda “diretta” ad ogni lista spetta uno stesso numero di spazi, in pratica un numero per ogni blocco di tabelloni. Per la propaganda “indiretta” si fa riferimento alle richieste pervenute al comune da parte di associazioni che non partecipano direttamente alla competizione elettorale ma chiedono di avere uno spazio per affiggere manifesti, un tempo si dicevano “fiancheggiatori” perché di fatto erano gruppi legati a questo o quel partito. L’attribuzione della indiretta viene fatta dalla Giunta Comunale: in tutti i comuni della provincia, di ogni colore politico, si segue come criterio l’ordine di arrivo delle richieste e il numero delle richieste stesse per distribuire gli spazi. Poiché le richieste contengono quasi sempre l’indicazione della lista che si intende sostenere, accade così che ogni lista per la quale siano state inoltrate richieste abbia assegnato, almeno uno spazio in ogni comune, e le liste con il maggior numero di richieste ne abbiano più di uno, con una ripartizione grosso modo proporzionale. L’unico comune che fa eccezione a questo comportamento è quello di Treviso. Ad ogni elezioni la Giunta Comunale attribuisce alla Lega una quantità del tutto sproporzionata rispetto a qualsiasi criterio. Per le associazioni para leghiste basta infatti anche una sola richiesta per ottenere un numero (ad uno spazio corrispondono 42 spazi, divisi per 21 postazioni e per le liste regionali e provinciali), per il centrosinistra ce ne vogliono 12, di richieste. Capita così che la Giunta attribuisca alla sola Padaniambiente il numero 12 della indiretta regionale, mentre Sinistra Democratica, Punto Critico, partito dei comunisti italiani, federazione giovanile comunisti italiani, amici della rinascita, Paesambiente, Partito politico DCL democrazia cattolica liberale, Lega Abolizione Caccia, Movimento per la Sinistra, Associazione per la Sinistra, Associazione Fare Veneto, Comitato per Andrea Zanoni, che sostengono cinque liste diverse, avranno lo stesso spazio tutte assieme.

Questa decisione arbitraria, faziosa, antidemocratica della Giunta Comunale farà sì che i tabelloni elettorali saranno tutti tappezzati di verde Lega. Evidentemente non basta ai leghisti il fatto di avere un candidato che sfrutta per la sua campagna elettorale il ruolo e la visibilità di ministro, che utilizza riviste pagate con soldi pubblici per inondare le case con i suoi servizi fotografici, o di aver inondato il Veneto di pubblicità nella fase pre-campagna con le enormi risorse a propria disposizione. Vuole anche espropriare le opposizioni di quelle piccolissime riserve che la legge prevede anche a chi non ha milioni di euro da spendere per la campagna elettorale.

Anche questo comportamento scandaloso della Giunta di Treviso rientra nella violenza alla legalità che la destra sta perpetrando alle norme elettorali. Quando si comincia a voler manipolare anche le procedure elettorali per il proprio tornaconto personale e di partito, allora è giusto che la mobilitazione per la democrazia che si sta levando in questi giorni dalle piazze italiane prosegua e diventi sempre più forte.

 

Luca De Marco

Sinistra Ecologia e Libertà

Treviso antidemocraticaultima modifica: 2010-03-09T22:02:00+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento