Contro la caccia selvaggia


PROVINCIA DI TREVISO

Treviso li 25 febbraio 2010

Al Signor Presidente

Del Consiglio Provinciale


INTERPELLANZA: Legge Comunitaria sulla caccia

Premesso che:

  • la caccia in Italia è disciplinata dalla Legge 157 che, pur criticata da varie parti, rappresenta un compromesso equilibrato su una questione che interroga a molti livelli la popolazione italiana;
  • al Senato è passata una modifica dell’Articolo 38 della legge Comunitaria, modifica che “rappresenta una vera e propria deregulation che va contro la Legge quadro e che è incostituzionale, perché la caccia è di competenza delle Regioni, ma la tutela dell’ecosistema e della natura, della quale la fauna selvatica fa parte, appartiene allo Stato” e che “è inoltre una barbarie culturale, dato che in Italia oltre l’80% degli italiani abolirebbe la caccia”, così come affermato dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.


Considerato che:

  • è diffuso in Italia un sentimento, che è anche il mio, di contrarietà alla caccia e in favore della sua abolizione, sentimento che nella nostra Provincia si è evidenziato con la maggioranza assoluta degli aventi diritto nei referendum abrogativi del 1990;
  • il provvedimento ha visto la sollevazione di oltre 100 Associazioni ambientaliste, e che anche dal mondo venatorio vengono critiche rispetto al provvedimento;
  • in sede scientifica è stato riaffermata l’inapplicabilità delle aperture differenziate per la caccia ai migratori nel mese di febbraio. Con l’approvazione alla Camera dell’art. 43 – DDL C2449-B attuale sarebbe invece possibile una dilatazione del periodo di caccia, aggravato dalla frammentazione in sede regionale.
  • nella specie si deve tener conto delle procedure di infrazione pendenti a carico del nostro Paese, riguardanti la materia; ossia la legge comunitaria, che ha contenuti disciplinati in via generale (v. art. 9 legge 11/2005), dovrebbe intervenire a correggere disposizioni statali vigenti oggetto di procedure di infrazione. Un compito che viene del tutto ignorato. Anzi si introduce l’art. 43 che consente ulteriori aggravamenti e latitudini interpretative, tali da accentuare il contrasto con le procedure CEE, che tendono a garantire norme certe e inderogabili di protezione dell’avifauna in determinati periodi necessari per la riproduzione della fauna;
  • il vero rimedio è costituito dall’abrogazione dell’art. 43 oppure del suo rinvio in Commissione per adeguare il contenuto che oggi risulta viziato da diversi profili di incostituzionalità;
  • vi è il rischio di provocare un contenzioso assai complesso che non recherebbe alcun vantaggio applicativo neppure sotto il profilo delle certezze del diritto né per le Regioni né per i cacciatori.


Si chiede:

  • se da parte dell’Amministrazione Provinciale vi sia la volontà di opporsi ad un simile stravolgimento della normativa, e se e quali azioni siano eventualmente in essere, presso il Parlamento ed il Governo al fine di far ritirare o modificare i provvedimenti in questione.


Il Consigliere

Stefano Dall’Agata

Contro la caccia selvaggiaultima modifica: 2010-02-26T01:11:00+01:00da admin
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