no alla violenza contro Berlusconi

No alla violenza contro Berlusconi, no alla violenza di Berlusconi

Silvio Berlusconi è stato fatto oggetto di un atto di violenza gratuito e ingiustificabile, dal quale è giusto che tutte le forze politiche prendano la più netta distanza.

Dopo poche ore dal fatto, è emerso chiaramente che si tratta di un atto isolato dovuto alle precarie condizioni di equilibrio mentale dell’autore del fatto. Non si tratta dunque dell’episodio più grave della storia della Repubblica, come faceva intendere Emilio Fede nel suo programma televisivo arditamente definito “telegiornale”. Non si tratta neppure di un atto di “terrorismo”, come ha dichiarato subito lo stralunato ministro del federalismo Umberto Bossi, quello che con la stessa consapevolezza dell’accaduto definì subito opera dei servizi segreti l’assalto al campanile di San Marco di qualche anno fa.

Questo fatto non diminuisce per nulla la responsabilità di Berlusconi di essere, da anni, l’autore e l’istigatore di una violenza politica continua verso le istituzioni e verso tutti i soggetti civili, culturali, economici e politici colpevoli di mancata acquiescenza nei suoi confronti. Solo l’altro giorno, si è arrivati ad un punto tale che il misuratissimo  Presidente della Repubblica ha dovuto denunciare il “violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione italiana” mosso da Berlusconi nel suo comizio di fronte al partito popolare europeo riunito a Bonn.

Ora partirà dalla destra una strumentalizzazione spietata del fatto accaduto al premier, all’insegna del vittimismo che da sempre costituisce la copertura propagandistica della campagna di odio che fin dalla sua discesa in campo nel ’94 Berlusconi porta avanti nel paese dispiegando tutta la sua spietata potenza di fuoco mediatica. Addirittura alcuni membri del Governo intendono denunciare esponenti dell’opposizione per “associazione a delinquere”, come fossero i mandanti del gesto. L’opposizione non si faccia intimidire e anzi dia una rappresentazione politica più incisiva all’insofferenza di tanta parte del paese verso le aspirazioni autoritarie e il malgoverno della destra, altrimenti atti disperati e irrazionali come quello di Tartaglia rischiano di essere percepiti come le sole forme di opposizione possibili nel regime di Berluscolandia.

   Luca De Marco

 

no alla violenza contro Berlusconiultima modifica: 2009-12-14T16:39:00+01:00da admin
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