Inceneritori: Unindustria non convince nessuno

Commissione Ecologia della Provincia: “inceneriti” i progetti di Unindustria

 

inceneritoriberlusconi.jpgSonora bocciatura ieri sera in commissione ecologia del Consiglio Provinciale degli inceneritori di Unindustria. Dopo che un paio di settimane fa l’Assessore Fanton aveva esposto i dati aggiornati al 2007 elaborati dall’Arpav sulla produzione di rifiuti speciali, dai quali emerge che nel bacino interporvinciale Venezia-Treviso-Belluno solo 117.000 tonnellate/anno di rifiuti speciali potrebbero teoricamente essere destinate all’incenerimento, a fronte di una potenzialità totale dei due impianti sponsorizzati da Unindustria di ben 500.000 ton/anno, i vertici di Unindustria avevano accusato l’assessore di essere ignorante o di essere in malafede. Dopo le polemiche, era seguito un incontro tra il presidente della Provincia e il rappresentante degli industriali, il quale aveva chiesto di poter esporre le proprie tesi di fronte alla commissione.

Il presidente Vardanega  e il direttore Milan, assieme agli ingegneri Cariani e Epis, hanno illustrato i loro progetti e i loro dati, ma non hanno convinto nessuno, anzi hanno probabilmente scoraggiato i consiglieri più propensi a sostenere le loro ragioni dal farlo. Tantomeno si sono persuasi i numerosi cittadini presenti alla commissione, che tramite cartelli e applausi hanno fatto intendere di avere già le idee molto chiare sulla questione. I dati di Unindustria sulla produzione dei rifiuti sono quelli del 2004, manipolati in modo tale da sovrastimare il fabbisogno di rifiuti da smaltire da parte delle aziende. Oltre a considerare infatti i rifiuti prodotti e non riciclati, destinati alla discarica, lo studio di Unindustria considera infatti anche quella parte di rifiuti speciali (tipo legno, cartone, pneumatici) che attualmente viene utilizzata come carburante all’interno di impianti aziendali già esistenti. Incrementa inoltre la quantità registrate secondo una loro stima, sulla base di indagini di settore, e considera tra i rifiuti da incenerire negli impianti anche il CDR (combustibile da rifiuto) che si ottiene dalla frazione secca dei rifiuti solidi urbani delle province di Treviso  e Belluno (Venezia non viene contata perché brucia già a Fusina dentro l’inceneritore e la centrale Enel). La stima di Unindustria arriva così ad una quantità di 433.000 ton/a di rifiuti speciali in attesa di incenerimento. La presentazione di  Unindustria è stata poi condita da una premessa di pura autoesaltazione da parte del presidente Vardanega, che dissertando di etica e di rigorosa selezione del partner tecnico si è però dimenticato di ricordare che il rappresentante del partner tecnico di Unindustria è attualmente in carcere, travolto dalla inchiesta lombarda su gestione dei rifiuti e finanziamento illecito ai partiti (anzi al partito, Forza Italia ovviamente).

Ci ha pensato la dott.ssa Franz dell’Arpav, dati alla mano, a dimostrare in dettaglio e in modo definitivo come, anche considerando i fanghi come combustibile, la stima corretta dei rifiuti delle aziende che già oggi non vengono riciclati o trattati e che dunque potrebbero essere destinati a incenerimento è di 117.000 ton/a.

Salutati i rappresentanti di Unindustria, la commissione ha continuato il proprio lavoro  e ha votato all’unanimità un documento, elaborato su una base proposta dal capogruppo di Sinistra Democratica Stefano Dall’Agata, nel quale si chiede alla Regione di coinvolgere i comuni esclusi dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale  il cui territorio ricade nel raggio di 10 KM dall’ubicazione degli impianti, e di bocciare gli impianti attraverso un atto formale che comporti il ritiro dei progetti di Unindustria.

 

Luca De Marco, consigliere provinciale Sinistra Democratica-Sinistra e Libertà

Inceneritori: Unindustria non convince nessunoultima modifica: 2009-12-11T22:48:00+01:00da admin
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