Il difficile rapporto tra cacciatori e residenti

COMMISSIONE CACCIA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

La Provincia si faccia carico della sicurezza sulla caccia e della compatibilità con residenti e agricoltori

 

Cartello-caccia1.jpgGiovedì 25 novembre si è riunita la commissione caccia del consiglio provinciale di Treviso. All’ordine del giorno, tra l’altro, la questione della coesistenza tra cacciatori, cittadini e agricoltori, alla luce dei frequenti episodi di disturbo e danneggiamenti oggetto di denuncia. L’argomento è stato trattato su richiesta dei tre capigruppo della sinistra (Dall’Agata, Mestriner, Scolese). L’Assessore Lorenzon e il comandante delle guardie venatorie provinciali Mongini hanno relazionato sulla situazione, confermando come il problema della coesistenza tra residenti e cittadini sia particolarmente avvertito e grave. Il numero delle chiamate che arrivano all’apertura della caccia alle guardie venatorie e all’assessorato testimoniano di come sia diversa oggi la percezione e la tolleranza dell’esercizio venatorio rispetto ad anni addietro. Cittadini infuriati tempestano di chiamate per episodi più o meno gravi, il cacciatore che spara verso la casa o che danneggia la proprietà direttamente o attraverso i cani, o semplicemente passa vicino alle proprietà. Spesso però accade che all’intervento delle guardie poi non corrisponda la formalizzazione della denuncia. Al momento di sottoscrivere la testimonianza, dopo la sfuriata spesso i denuncianti hanno remore ad apporre la firma e così il procedimento si esaurisce. Un dato che fa riflettere.

Da parte nostra abbiamo posto tre questioni:

  • incrementare l’organico delle guardie venatorie provinciali. Attualmente la dotazione è di 16 uomini. Storicamente, fino al 2000 l’organico è stato di 19-20 dipendenti. Nelle altre province l’organico arriva anche al doppio rispetto a Treviso. Tenendo conto che tra i compiti delle guardie provinciali rientrano una serie di adempimenti tecnici relativi alla fauna selvatica e alla gestione del patrimonio ittico, e che ora vengono utilizzate anche per la vigilanza al Sant’Artemio nel fine settimana, un aumento dell’organico consentirebbe certamente un’opera più capillare

  • curare la raccolta dei dati sul fenomeno, e in generale sugli incidenti di caccia. Ad oggi, tra denuncie ai carabinieri, segnalazioni alla Provincia e alle altre istituzioni, risulta difficile ricostruire in modo unitario l’entità dei casi ed avere dati ufficiali

  • aprire un tavolo tecnico sulle possibili soluzioni per la prevenzione e la repressione del fenomeno. Il comandante delle guardie provinciali ha riportato che, quando si è scelto di inasprire le sanzioni e di applicare le norme del codice penale e contestare non solo la violazione delle norme sulla caccia ma il reato di “esplosione pericolosa”, si è registrata una rapida regressione del numero di segnalazioni. Abbiamo chiesto che la Provincia assuma il tema della sicurezza dell’attività venatoria e della sua sostenibilità rispetto alle esigenze della residenza e delle attività agricole come uno dei temi di confronto con il mondo venatorio, ambientalista e agricolo.

L’Assessore Lorenzon ha sostenuto che si dovrebbe rivedere il calendario venatorio e spostare da settembre alla prima settimana di ottobre l’apertura della caccia, allorquando la maggior parte delle lavorazioni agricole e delle operazioni di vendemmia sono terminate. Ma ha ricordato come questo sia una competenza della Regione.

I consiglieri provinciali Luca De Marco, Stefano Dall’Agata

Il difficile rapporto tra cacciatori e residentiultima modifica: 2009-11-27T12:41:27+01:00da admin
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