Da Re chiede il licenziamento del preside che applica la legge

  La richiesta della Lega di rimozione del dirigente scolastico di Cordignano è fuori dallo Stato di diritto, e degna di una dittatura

user_36_lega_radici_cristiane.gif

 

I leghisti hanno la richiesta di licenziamento facile, quando si tratta del posto di lavoro degli altri.

Il presidente del Consiglio Pettenà qualche mese fa chiedeva provvedimenti contro una insegnante di origine meridionale, colpevole di aver denunciato un episodio di discriminazione anti-meridionalista del proprio figlio in una scuola del trevigiano. Episodio poi rivelatosi quantomeno dubbio. L’accusa era di aver dato una immagine non vera dei trevigiani, che non sono razzisti. Qualche settimana dopo il Presidente della Provincia Muraro affermò che i meridionali sono delle sanguisughe. Ne parlarono i media nazionali, e ci furono proteste da parte di enti pubblici del Sud. Ma questa volta Pettenà non chiese provvedimenti per il suo Presidente, anzi votò, con tutta la maggioranza, contro il nostro documento di presa di distanza dalle parole di Muraro.

Ora è il turno del segretario provinciale della Lega Da Re, che chiede la testa del preside della scuola di Cordignano colpevole di aver portato gli studenti alla manifestazione del 4 novembre ma di non averli portati ad assistere alla messa che l’ha preceduta. Non è chiaro quali doveri professionali il dirigente scolastico abbia violato per essere addirittura oggetto di una richiesta di rimozione. Non è previsto che la scuola pubblica abbia tra i propri compiti quello di usare l’orario scolastico per far partecipare gli alunni a cerimonie religiose. E’ prevista invece l’ora di religione, con insegnanti autorizzati dal Vescovo.

Certe pretese sono degne di uno stato totalitario, ma fino a quando l’Italia è uno stato di diritto nessuno richieste come quella di rimozione per motivi politici da parte del leghista Da Re vanno rifiutate come del tutto illegittime e prive di motivazione. E’ poi particolarmente grave che la richiesta di provvedimenti verso un funzionario pubblico che ha rispettato le norme venga da chi riveste anche un ruolo istituzionale, come Sindaco di Vittorio Veneto, e come tale dovrebbe conoscere il rispetto per le leggi e per i funzionari pubblici che vi si attengono. Da questo punto di vista, il suo collega Sindaco di Cordignano si mostra più preparato e più serio quando se la prende con le norme e non con chi le applica.

Questa pretesa maniacale dei talebani nostrani di ergersi a difensori della cattolicità in nome della tradizione fa per certi versi ridere (non sono loro quelli del Dio Po e dei matrimoni con rito celtico ?) e per altri preoccupa, perché viene impugnata la religione come una clava contro “i foresti”, e si sa come usare la religione per aizzare conflitti sia una operazione particolarmente pericolosa.

Attendiamo poi una presa di posizione del mondo cattolico meno propenso a diplomazie con il potere, contro questa estrema banalizzazione del messaggio universalistico cristiano e cattolico ( “cattolico” deriva dal greco e significa “universale”, non “trevigiano” o “de noaltri”), ridotto a feticcio tradizionalistico e quasi folclorico, quasi che avesse il significato di una sopressa o di un fiasco di vino.

 

Luca De Marco

consigliere provinciale Sinistra Democratica-Sinistra e Libertà

 

 

 

Da Re chiede il licenziamento del preside che applica la leggeultima modifica: 2009-11-10T16:21:48+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento