TIA e azienda unica rifiuti

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La Sentenza 238/2009 Corte Costituzionale chiarisce che la TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) per la gestione dei rifiuti “presenta tutte le caratteristiche del tributo” e che “pertanto, non è inquadrabile tra le entrate non tributarie, ma costituisce una mera variante della TARSU”, con la conseguenza che diventa illegittimo il prelievo dell’IVA 10%, non essendo prestazione di servizio.

Si tratta di un Atto che ha avuto una vasta eco anche in funzione del fatto che molti cittadini si erano trovati a pagare quella che consideravano giustamente una tassa sulla tassa, trovandosi quindi esposti ad una doppia tassazione.

Le conseguenze di quest’atto rendono necessaria la revisione dei bilanci delle società di gestione del ciclo dei RSU, sia per andare ad una tariffazione coerente con il modello che la Sentenza obbliga a praticare, sia per trovare le forme di restituzione ai cittadini dell’IVA non dovuta. Cominciano al proposito a giungere i primi pronunciamenti giuridici in favore del rimborso ai cittadini, segnalo che il Giudice di Pace di Venezia ha imposto alla Veritas, che gestisce il servizio per la Città di Venezia, di pagare 67,36 euro più 230 euro di spese di procedura

La proposta di unificare le aziende che gestiscono la raccolta e lo smaltimento degli RSU della Provincia, che viene dal Presidente di Treviso Servizi Mirco Visentin, arriva in questo particolare momento, trovando il contrasto polemico del Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro che la trova superata, rimproverando anche a Visentin di non aver parlato con il precedente Presidente di Treviso Servizi, e trovando invece il plauso del Presidente del Priula Franco Zanata e del Presidente di Savno Riccardo Szumski.

Due questioni sono da tener presenti, la prima è quella relativa ai patrimoni, ma anche ai debiti pregressi, pensiamo solo alla ECON di Conegliano; l’altra è quella del livello di controllo, totalmente in capo al livello provinciale, sia per la direzione tecnico politica, che per l’aspetto gestionale, secondo l’opinione della Giunta Muraro, o con due livelli e compiti distinti secondo Zanata del Priula: l’ATO come organismo direttivo e la società unica per la raccolta (o le due società destra e sinistra Piave) con solo compiti operativi.

La Sentenza sottolinea come il diritto comunitario “si limita a richiedere che la legislazione nazionale garantisca un ragionevole collegamento tra la produzione di rifiuti e la copertura del costo per il loro smaltimento, secondo un principio di proporzionalità, in modo che tale costo sia posto a carico, per una parte significativa, del produttore dei rifiuti” restando “indifferente per il diritto comunitario se essa sia realizzata dal legislatore mediante l’istituzione di un tributo o la previsione di un corrispettivo privatistico”. Ed inoltre ribadisce che “ i servizi concernenti lo smaltimento dei rifiuti devono essere obbligatoriamente istituiti dai Comuni, che li gestiscono, in regime, appunto, di privativa, sulla base di una disciplina regolamentare da essi stessi unilateralmente fissata”.

Leggendo attentamente queste parti della Sentenza sembra di poter dire che è maggiormente coerente con le disposizioni di Legge il modello che vede il ruolo di direzione e coordinamento in capo alla Provincia, senza però espropriare i Comuni dal diritto di controllo diretto sulla gestione, essendo poi gli stessi ad esserne responsabili di fronte ai cittadini. Venendo così suffragata la posizione che abbiamo preso come Gruppi delle sinistre in Consiglio Provinciale, di opposizione netta all’ipotesi centralista del Presidente Muraro che vuole per acqua e rifiuti che tutto sia in capo unicamente alla Provincia, garantendo invece la salvaguardia delle prerogative dei Comuni. Inoltre appare totalmente percorribile la strada del mantenimento del ruolo pubblico e non privatistico di questo importante settore

Dispiace che sulla prospettiva di gestione e pianificazione futura la proposta di Treviso Servizi si fermi allo stato attuale delle cose, ipotizzando come destinazione di smaltimento finale ancora l’incenerimento, senza prendere in considerazione il GSS (Granulated “Sintetic Sand”) che permetterebbe di avviarsi verso il modello Rifiuti Zero andando a recuperare all’uso civile ciò che fino a poco tempo fa era considerato “secco indifferenziato”.

Si tratta un metodo che vede un’eccellenza tra le imprese del nostro territorio (recentemente premiata alla manifestazione “Sobrietà come stile di vita”), e che può essere raggiunto anche seguendo l’esempio del Comune di Ponte nelle Alpi che, seguendo il metodo di raccolta del Consorzio Priula, con l’aggiunta della separazione per la raccolta dei pannolini e pannoloni usati, ha superato il 90% di raccolta differenziata. Come ultima cosa voglio far notare che il conferimento di pannolini e pannoloni, come da più parti viene segnalato, rappresenta anche una spesa consistente per quella che è un’utenza debole composta da famiglie con bambini ed anziani, e che quindi una raccolta separata con una tariffazione “sociale” prenderebbe i classici due piccioni con una fava, migliorando l’ambiente e sostenendo le famiglie. Se sembra poco…

 

Stefano Dall’Agata – Sinistra e Libertà

Consigliere Provincia di Treviso

 

 

TIA e azienda unica rifiutiultima modifica: 2009-10-10T08:50:45+02:00da admin
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