Richiesta di ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan

Treviso, li 30 settembre 2009



Al Signor Presidente Della Provincia di Treviso

Al Signor Presidente Del Consiglio Provinciale




Ordine del Giorno:

Richiesta di ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan



IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI TREVISO


PREMESSO CHE:



  • L’Articolo 11 della Costituzione Italiana recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”


  • È un dato duramente e crudamente statistico che ormai le guerre mietono il maggior numero di vite tra la popolazione civile, arrivando ormai ad una percentuale di vittime tra la popolazione civile che raggiunge il 90% ;


  • nell’ambito della missione ISAF, da otto anni truppe italiane sono presenti in Afghanistan,


  • dopo otto anni l’unico prodotto di questa missione è l’esposizione di tutti i militari al tiro a bersaglio dei talebani, con un conto delle vittime in continua crescita.

CONSIDERATO CHE:

  • occorre ragionare su una immediata strategia d’uscita militare che serva a restituire piena responsabilità alle risorse della politica e ai suoi organismi internazionali, lavorando affinché le Nazioni Unite lancino rapidamente una conferenza di pace;

  • sulle modalità e l’opportunità dell’intera missione in Afghanistan, non solo della partecipazione italiana, si deve aprire una riflessione seria, franca e immediata. Che sappia prendere atto di come la missione dia il segno di una grave insufficienza nella strategia politica;

  • i raid della NATO in Afghanistan hanno ucciso civili in continuazione e in gran numero, donne, persone anziane e bambini; la conseguenza è stata che le truppe occidentali si sono guadagnate rapidamente la patente di truppe di occupazione mentre è cresciuta nei loro confronti l’ostilità delle popolazioni locali;

  • non si poteva e non si può parlare di missione di pace, mentre in quel Paese la coltivazione di oppio è diventata indomabile, la corruzione dilaga, l’inefficienza del governo di Karzai ha raggiunto livelli ineguagliabili;

  • libertà, diritti, democrazia diventano parole insensate anche a seguito delle ultime elezioni presidenziali in cui Karzai si è fatto proclamare vincitore sulla base di poco più di 1 milione di voti su 4 milioni di votanti (sui 28 milioni di abitanti del Paese) con un milione e mezzo di schede contestate (così come verificato dagli Osservatori della Comunità Europea). In un Paese in cui aumenta l’ostilità verso gli occupanti per la mancanza di sicurezza, per l’aumento della corruzione e del narcotraffico, per la mancanza di diritti (lo scandalo delle torture nella prigione di Bagram e la licenza di violentare le mogli), per il peggioramento delle condizioni materiali di vita, per il progressivo coinvolgimento dei civili nei bombardamenti Nato-USA;

  • l’appartenenza dell’Italia alla Nato non implica, di per sé, l’automatica condivisione di tutte le scelte dell’Alleanza e non può quindi diventare l’alibi per non elaborare, esporre, sostenere un punto di vista autonomo del nostro Paese che abbia al centro il ritiro anche unilaterale – del nostro contingente.

CHIEDE AL GOVERNO E AL PARLAMENTO:

  • che si avvii da subito un percorso che porti nel più breve tempo possibile al ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan;

  • che il ritiro non comporti l’abbandono del popolo afghano. Dopo aver contribuito con l’intervento militare alla distruzione del paese, occorre ora ridare la parola alla politica: l’Italia si faccia portatrice presso le Nazioni Unite della proposta di organizzare una Conferenza Internazionale di pace, che coinvolga tutte le componenti afghane e i principali paesi dell’aerea, per poter individuare un nuovo tipo di intervento che aiuti concretamente il popolo afghano a ricostruire il paese e a difendere i diritti e la libertà delle donne e degli uomini di quel Paese.


I Consiglieri

Stefano Dall’Agata

Marco Scolese

Stefano Mestriner

Luca De Marco


Richiesta di ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistanultima modifica: 2009-10-05T08:27:00+02:00da admin
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