La longa manus della Lega sulla caccia

caccia.jpegPurtroppo per gli esponenti della Lega Nord amministrare non significa ricevere una delega dai cittadini e servire le Istituzioni, significa invece avere la possibilità di occuparle. Cosa che tentano di fare con qualunque mezzo.

Il tentativo che si sta compiendo di controllare la Commissione Venatoria Provinciale è solo l’ultimo di una innumerevole serie di esempi di una prassi costante.

In questo caso è un’associazione venatoria, l’Enal Caccia a porre la questione riportata dal quotidiano locale.

Stefano Dall’Agata – Capogruppo Sinistra Democratica Provincia di Treviso

 

da La Tribuna di Treviso – SABATO, 05 SETTEMBRE 2009

 

Bufera sulla commissione venatoria
La Provincia vuole scegliere tra una rosa di 6 candidati per associazione Dall’Agata: «Prima si dava un solo nome: così Muraro sceglie chi vuole lui»
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«La giunta provinciale del presidente Leonardo Muraro vuole indebolire lo strumento di controllo rappresentato dalla commissione venatoria provinciale». A lanciare l’accusa è Stefano Dall’Agata, consigliere provinciale di Sinistra democratica. Ma Dall’Agata non è il solo a battere il pugno sul tavolo, indignandosi: in via Battisti è infatti arrivata una bella letterina di fuoco firmata dal presidente dell’EnalCaccia, Pietro Saldan, che invita caldamente la Provincia di Treviso, guidata da Lega e Pdl, a riformulare il bando, scaduto ieri, pubblicato appunto per formare la nuova commissione venatoria.
Perché? «Molto semplice – dice Dall’Agata -: mentre in passato era buona norma chiedere alle varie associazioni, dalle venatorie alle ambientalistiche, dall’EnalCaccia appunto al Wwf e via di questo passo, di fornire per la commissione il nome di un solo candidato effettivo e del suo supplente, quest’anno la Provincia ha avuto la bella idea di formulare un nuovo bando chiedendo a ogni associazione la bellezza di sei candidati alla commissione: 6 nomi tra i quali sceglierne ovviamente sempre uno solo». E allora? «E allora è chiaro che mentre prima ogni associazione proponeva un solo nome blindato, di fiducia, più il suo sostituto; ora su una rosa di 6 nomi non dico che la Provincia possa scegliere un nome a lei vicino ma certo può scegliere, per ogni associazione, perché è la Provincia che sceglie, il candidato diciamo più gradito, o meno fastidioso. E così la commissione perde di autorevolezza. E infatti – sottolinea Dall’Agata – l’EnalCaccia pretende che si torni alla vecchia formula. Anche perché i suoi nomi li ha già fatti e sono appunto due: l’avvocato Giampietro Carrer e lo stesso Saldan». Le riflessioni di Dall’Agata sembrano all’acqua di rose e invece aprono scenari inquietanti in merito a strutture decisive come la commissione venatoria provinciale. E gli addetti ai lavori lo sanno bene. Dietro a tutto ciò, manco a dirlo, c’è anche una bella guerra intestina tra gli «alleati» Lega e Pdl. E il fatto che il mondo dei cacciatori è un vero campo di battaglia.
(Alessandro Zago)
La longa manus della Lega sulla cacciaultima modifica: 2009-09-05T09:33:00+02:00da admin
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