incontro sulla bretella di Vittorio Veneto

Incontro con i comitati sulla bretella di Ceneda: la incompiuta non serve a nessuno, o la si completa o si valutino altre ipotesi

 

bretella_vittorio3.jpgMartedì sera siamo stati invitati ad un incontro con il Comitato dei Comitati vittoriesi, per un confronto di informazioni e di valutazioni sulla bretella di Ceneda. Nel corso del cordiale incontro abbiamo comunicato i dati di fatto a nostra conoscenza sullo stato dell’opera e sono state condivise valutazioni sulla sua utilità.

La storia della bretella comincia con l’accordo di programma sottoscritto il 15/02/2005 tra Regione, Provincia e Comune di Vittorio Veneto, e nel quale si stabiliva di realizzare la bretella di collegamento tra Casello A27 di Cozzuolo e Statale 51 “di Alemagna”, attraverso il collegamento tra Casello A27 e via Matteotti e il collegamento con la Zona Industriale.

L’opera viene suddivisa in due stralci:

il 1° stralcio: tratto dal Casello Vittorio Sud a via Matteotti, per un costo presunto di 7.500.000,000 Euro; il 2° stralcio: completamento con il collegamento alla Zona Industriale, da via Mattei a via della Bressana, per un costo presunto di 5.300.000,000 Euro

Per il primo stralcio si stabilisce che:

la Regione mette 5.000.000,00 di Euro; la Provincia mette 1.000.000,00 di Euro e si impegna a progettare e realizzare l’opera; il Comune di Vittorio Veneto mette 1.500.000,00 e predispone la variante al PRG.

Successivamente, in data 08/09/05, viene sottoscritto un accordo di programma tra Regione, Provincia, Comune, Eni e Interal per la prima parte del primo stralcio. Il primo stralcio viene infatti diviso in due fasi: la prima è quella, oggi realizzata, che va da via Matteotti a via della Bressana. Il progetto viene preparato dal Comune. Le opere vengono realizzate dalla società Interal (quella dell’Emisfero), per un valore pari al contributo previsto a carico del Comune, di 1.500.000,00 Euro.

Il tratto mancante, da via della Bressana al Casello, resta a carico della Provincia per 1.000.000 e della Regione per 5.000.000. La Regione impiega più di due anni per procedere allo stanziamento, ma oggi i soldi sono nella disponibilità della Provincia.

Il Comune e la Provincia affermano ora di voler procedere speditamente per la realizzazione del secondo tratto del primo stralcio, con l’approvazione del progetto definitivo, l’avvio degli espropri e l’appalto dei lavori.

Per il secondo stralcio, quello che realizza il collegamento alla Zona Industriale e quindi alla statale sul Menarè, nell’accordo del 2005 si rimandava ad un accordo da stipulare entro 180 giorni con Anas, Ferrovie Italiane  e Autostrade. Accordo che non è mai stato sottoscritto.

Dopo un paio di anni, in data 15/01/2007 la Giunta Provinciale ha approvato uno studio di fattibilità del secondo stralcio. E nella stessa data il Presidente della Provincia ha chiesto all’Anas un finanziamento di 7.000.000,00 di Euro. Richiesta rimasta senza risposta.

Ad oggi non c’è nessuna assicurazione sul finanziamento e sulla realizzazione del secondo stralcio.

 

A questo punto vi è la ragionevole certezza che il primo stralcio sia destinato a restare l’ultimo, e che dunque l’opera venga realizzata solo in parte, cioè a restare incompiuta. Questo comporta che, a fronte di una evidente cementificazione di suolo agricolo, dovuta alla nuova viabilità e all’espansione edilizia che è prevedibile vi si sviluppi attorno, i benefici sulla viabilità generale della città siano molto scarsi, per non dire nulli.

Realizzare solo il primo stralcio non significa infatti realizzare parzialmente l’opera prevista, ma significa fare cosa del tutto  diversa. Se lo scopo della bretella a T è quello di sgravare le strade comunali dal traffico pesante che va  e proviene dal casello A27, e se è vero quello che dice la relazione al progetto predisposta dalla Provincia, secondo la quale attualmente via sotto le Rive assorbe il 50% del traffico pesante in entrata e uscita dall’autostrada, allora le conseguenze sulla viabilità sono facilmente prevedibili. Se a questo flusso di traffico viene imposto di transitare per la nuova bretella, facendo sbucare i mezzi pesanti su via Matteotti alla rotonda dell’Emisfero e poi mandandoli in Zona Industriale attraversando via Sant’Antonio e il centro di San Giacomo, c’è da pensare che qualche problema lo si avrà sia sulla rotonda sia sul centro di San Giacomo.

Se anche si realizzasse un miracolo e arrivasse subito il finanziamento per il secondo stralcio, comunque il completamento dell’opera seguirebbe di un paio d’anni l’apertura della bretella Casello A27- via Matteotti. Quel tratto è infatti tutto da progettare, e il tracciato individuato dallo studio di fattibilità, che prevede un lungo tratto in galleria per bypassare via Cal de Livera e la ferrovia e congiungere via Mattei con via della Bressana, fa prevedere che la progettazione non sia per niente semplice, certamente non sarebbe affare di poche settimane. Ma comunque il finanziamento da parte dell’Anas non c’è, e non esiste nessun atto che faccia prevedere che possa a breve arrivare.

Già nel settembre 2007 ho presentato, assieme al collega Claudio Dus, una interpellanza al Presidente della Provincia sostenendo che “solo la realizzazione integrale dell’opera permetterà la soluzione parziale di annosi problemi relativi alla viabilità dell’area e al collegamento di questa con l’Autostrada A27, e che dunque la realizzazione del solo primo stralcio rischia di non dare una soluzione soddisfacente ai problemi ma di aggiungerne di nuovi”.

 

A questo punto sarebbe ragionevole che Provincia e Comune non andassero avanti a testa bassa e per partito preso, ma prendessero in considerazione di sospendere l’iter dell’opera nell’attesa di avere una tempistica realistica sulla realizzazione del secondo stralcio, valutando come realistica anche l’ipotesi che i soldi dall’Anas non arriveranno mai. Sarebbe dunque opportuno che si valutassero attentamente alcune ipotesi alternative:

– quella che punta sul rafforzamento di via Sotto le Rive e Cal de Livera. Si faccia dunque uno studio di fattibilità ben ponderato, e lo si metta a confronto non con la sola bretella Casello-via Matteotti, ma con l’intera opera e il suo costo (6 milioni, di cui 5 della Regione e 1 della Provincia, per il completamento del primo stralcio, 7 milioni per il secondo stralcio), cioè compreso il tratto di collegamento con la Zona Industriale

– quella che punta sull’apertura di un casello autostradale in Zona Industriale. Ipotesi già perseguita in passato dall’Amministrazione Provinciale e sulla quale esistono ipotesi progettuali. Già nel 2003 l’allora assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Leonardo Muraro, annunciò come fatto l’accordo con Autostrade per l’apertura del casello, poi non se ne fece niente e un paio di anni dopo si scelse la via della bretella. Oggi, a distanza di qualche anno, si potrebbe nuovamente verificare la praticabilità di quell’obiettivo, considerando anche la pressione politica che il Presidente della Provincia ha saputo esercitare per ottenere altrove l’apertura di un nuovo casello sull’A27, nel Comune di Santa Lucia.

 

Condividendo questo insieme di valutazioni, abbiamo dato la nostra disponibilità ai rappresentanti del comitato a riportare la questione all’attenzione del Consiglio Provinciale.

 

Luca De Marco

Consigliere provinciale Sinistra Democratica – Sinistra e Libertà

incontro sulla bretella di Vittorio Venetoultima modifica: 2009-08-07T16:31:00+02:00da admin
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