la sinistra sul Sant’Artemio: restano i dubbi

La Sinistra sul Sant’Artemio: bene la fine dei lavori, ma restano forti dubbi sull’opera nel suo complesso e i suoi costi totali

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Dopo che i lavori di ristrutturazione del complesso Sant’Artemio sono stati completati, i tre consiglieri di Sinistra e Libertà (Luca De Marco e Stefano Dall’Agata di Sinistra Democratica, Marco Scolese del Movimento per la Sinistra) e  Stefano Mestriner (Comunisti Italiani-Verdi) esprimono soddisfazione per il positivo andamento dei lavori, ma sollevano alcune questioni riguardo al costo complessivo a carico bilancio della Provincia e al completamento del Progetto Sant’Artemio.

“Le ditte aggiudicatarie hanno rispettato i tempi di consegna previsti e questo è un fatto positivo. Come positivo è il fatto che rispetto al progetto predisposto dalla Provincia abbiano introdotto delle migliorie significative (come la centrale termica  a biomasse,  nonché una serie di migliorie sugli isolamenti degli edifici)” – afferma Luca De Marco – “si conferma così la capacità tecnica e progettuale delle nostre imprese e la cosa non può che farci piacere”. “D’altra parte – continua De Marco –  ribadiamo però quanto detto più volte, e cioè che l’operazione Sant’Artemio non può risolversi in un mero trasferimento degli uffici provinciali in una nuova sede. Trasferimento tra l’altro non poco costoso, ma che ha prosciugato risorse enormi dal bilancio della Provincia. Il centrosinistra approvò l’operazione Sant’Artemio nel 2004 perché sottraeva quell’area alla speculazione edilizia alla quale il Comune la destinava e salvaguardava l’utilizzo pubblico di un’area di pregio storico e ambientale. E perché il progetto poteva avere il senso di ridare alla città un’area destinata alla segregazione e volgerla invece all’aggregazione. Attualmente non c’è ancora nessuna destinazione per gli edifici a est, quello destinato all’archivio fotografico e al museo della psichiatria, che non è un orpello accessorio ma è un punto essenziale del recupero di un’area che non è storicamente neutra, il teatro e la foresteria. Senza contare le Case Stefani e Villa Sogliani. Nel Consiglio straordinario sul Sant’Artemio che chiedemmo nell’ottobre 2006 proponemmo che il Consiglio seguisse con attenzione il completamento del recupero anche di quegli edifici, ma non si è voluto dar seguito a quella indicazione. Non è pensabile che il Sant’Artemio alle otto di sera debba diventare un’area chiusa dove girano i vigilantes, altrimenti avremmo speso una marea di soldi pubblici per niente, tanto valeva mettere tutti gli uffici in palazzoni a più piani.”

Critica la posizione di Stefano Dall’Agata sulla non collaborazione tra il Comune di Treviso e l’Amministrazione Provinciale “Stupisce, anche se fino ad un certo punto, la mancanza di una regia comune tra Giunte che hanno lo stesso colore politico, imputabile soprattutto a quello che è apparso come un atteggiamento ostile al progetto S.Artemio da parte del duo Gobbo-Gentilini. Sintomatica poi l’assenza del Sindaco Gobbo alla festa per la consegna delle chiavi; forse che non sia neppure stato invitato?…”

Marco Scolese  osserva: “La Provincia ha venduto i propri beni immobiliari per concentrare tutte le risorse sul Sant’Artemio. Per i cittadini ad oggi di certo c’è  la diminuzione del patrimonio immobiliare, una spesa enorme a bilancio e un ufficio con vista da capogiro per il Presidente, ma rimane tutto da dimostrare quanto davvero il Sant’Artemio sarà aperto realmente ai cittadini della provincia”.

Sui costi complessivi sostenuti dalla Provincia Stefano Mestriner accusa “non c’è ancora un quadro definitivo dell’operazione, anche se le somme già impegnate superano di gran lunga i 57 milioni di cui ha parlato il presidente Muraro. Per le sole opere necessarie alla ristrutturazione per creare la nuova sede della Provincia, dopo 3 perizie di variante, siamo arrivati a 58,5 milioni di euro; a questi vanno aggiunti almeno 16 milioni relativi alla viabilità: un totale che si aggira attorno ai 75 milioni, a cui vanno aggiunti gli arredi, eventuali altre varianti per le opere viabilistiche e il recupero di alcuni edifici nella parte est”. Secondo Mestriner “l’unica cosa certa finora è che un recupero edilizio sicuramente ben eseguito è costato alla Provincia un’infinità di soldi: un’opera faraonica che costerà molto cara ai trevigiani a causa delle manie di grandezza di Zaia e del suo successore Muraro che hanno preferito concentrare le risorse dell’ente nella realizzazione di questa nuova sede piuttosto che in opere di edilizia scolastica e viabilità”.

 

 

la sinistra sul Sant’Artemio: restano i dubbiultima modifica: 2009-07-23T11:51:45+02:00da admin
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