A Treviso serve una rifondazione del centrosinistra

 

Il risultato della tornata amministrativa in Provincia è inequivocabile: un dilagare della destra, e della Lega in particolare. Il centrosinistra, per come attualmente è, non è stato in grado di rappresentare un argine all’ondata leghista. Anche a fronte di esperienze di governo locale positive, è prevalsa la voglia di Lega. Pesa in tutto ciò una dinamica nazionale che è evidente, al di là delle autoassolutorie considerazioni dei dirigenti del PD. Ma pesa anche una situazione locale del centrosinistra che ha una sua specificità. Mogliano e Vittorio Veneto rappresentano in Provincia le due realtà dove il centrosinistra è storicamente più radicato. L’affermarsi della Lega nei due comuni non è qui un fatto scontato, ma è stato costruito con il sostanzioso contributo del centrosinistra, e del PD in particolare.

A Mogliano la divisione interna al Partito Democratico è deflagrata in due liste contrapposte. La triste vicenda del ballottaggio, dove sono prevalse logiche da regolamento dei conti interni al PD rispetto all’esigenza di fronteggiare il dilagare leghista e il suo cavallo di Troia Azzolini, dimostra a quale punto di irresponsabilità si possa arrivare quando si perde la bussola politica.

A Vittorio Veneto la vocazione solitaria del PD, che ha rifiutato qualsiasi ipotesi di alleanza al primo turno e di apparentamento al secondo turno con le forze del centrosinistra, puntando tutto sul confronto interno alla destra tra Lega e Pdl, ha realizzato il difficilissimo obiettivo di consegnare ad un quasi monocolore leghista il governo di una città dove il centrosinistra non è mai sceso sotto il 40% in tutte le ultime elezioni.

Neanche a volerlo, si può negare che il ruolo svolto dal Partito Democratico in provincia di Treviso è al di sotto delle responsabilità che competono al partito di gran lunga maggiore nel centrosinistra. Fino a quando il PD non si penserà come parte di uno schieramento più ampio e non si porrà l’obiettivo di consolidare e organizzare questo campo, sono destinate a prevalere logiche di schieramento correntizio interno, vocazioni solitarie, tentazioni ad accordi con questa o quella parte del campo avverso.

La destra, forte dei numeri e dell’egemonia territoriale, si può permettere momenti di confrontation interna anche dura, tra Lega e Pdl e tra sacconiani e gaviani dentro il Pdl. Che dall’altra parte si faccia della Provincia di Treviso, frontiere estrema del centrosinistra, un campo di battaglia tra quarelliani e bottaciniani, è semplicemente pulsione suicida e sintomo di una irrazionale cupio dissolvi. Le cui conseguenze ricadono inevitabilmente su tutto lo schieramento.

In questo panorama tragico, la sinistra, o perlomeno una parte di essa, ha messo in campo esperienze unitarie interessanti. A Mogliano con “Sinistra Moglianese”, a Vittorio Veneto con “Sinistra Vittoriese”, si è rifiutata la logica della testimonianza o del ritrarsi elitario e si è scelto di stare dentro la sfida per il governo e per la costruzione di una prospettiva di nuovo centrosinistra. Non è un caso che, a differenza delle liste comuniste, questi due soggetti si siano spesi esplicitamente anche nei ballottaggi per l’appoggio al candidato democratico.

Una rifondazione democratica, pur necessaria, non è sufficiente se non si colloca all’interno di una rifondazione del centrosinistra, che abbia come scopo la realizzazione di una credibile proposta di alternativa alle destre. Coltivare ancora da parte del PD lo stratagemma elettoralistico escogitato da Veltroni del “correre da soli”, credendo possa davvero essere una strategia politica, significa condannare per sempre queste terre  al dominio forza-leghista.

Luca De Marco

A Treviso serve una rifondazione del centrosinistraultima modifica: 2009-06-26T17:41:00+02:00da admin
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