Proroga permessi di soggiorno: prevale il buon senso

 Proroga del permesso di soggiorno per chi perde il lavoro: una misura di buon senso, a differenza della “cattiveria” al Governo

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La decisione della Prefettura e Questura di Treviso di prorogare la durata del permesso di soggiorno oltre i sei mesi fissati dalla Bossi Fini per i lavoratori immigrati che hanno perso il lavoro è una misura di buon senso e che merita sostegno.

La proroga va nella direzione di una corretta gestione della questione immigrazione, anche alla luce del decreto sicurezza che introduce il reato di clandestinità. Si potrebbe verificare così la situazione assurda e incivile di un lavoratore immigrato che perde il lavoro dopo anni o decenni nei quali ha messo su casa e famiglia, ha i figli nati qua e che frequentano le scuole. Ha insomma condotto una vita del tutto onesta e trasparente, ma se non riesce a trovare un nuovo lavoro dopo sei mesi viene considerato “clandestino” e dunque considerato alla stregua di un “delinquente”.

La propaganda fanatica e ideologica per biechi scopi elettoralistici produce una legislazione incivile e i fatto inapplicabile, all’insegna della sbandierata “cattiveria”, che in realtà produce cattive leggi, prima ancora che leggi cattive. E’ per questo che deve soccorrere il buon senso e il pragmatismo, per non produrre situazioni di inutile tensione sociale e di spregio dei diritti umani e civili delle persone.

Luca De Marco, coordinatore provinciale Sinistra Democratica

vedi la notizia oggi su tribuna di treviso.doc

Proroga permessi di soggiorno: prevale il buon sensoultima modifica: 2009-05-25T17:40:00+02:00da admin
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