Bando anticrisi: Muraro disponibile a metà

BANDO PER DISOCCUPATI DELLA PROVINCIA: MURARO IN COMMISSIONE APRE ALLA POSSIBILITA’ DI MODIFICA PARZIALE

Muraro dichiara che accoglierà in parte le proposte della sinistra

La Provincia si impegna inoltre a informare del Bando anche i patronati sindacali e non solo i parrocci

Giovedì sera si è riunita la commissione Lavoro del consiglio Provinciale, a seguito della richiesta di convocazione urgente presentata dal centrosinistra a norma di Regolamento.
In quella sede il presidente Muraro ha ribadito quanto già detto in queste settimane riguardo al bando anticrisi. Per il Presidente le adesioni al bando daranno anche la misura dei livelli di povertà presenti in Provincia.

Da parte nostra abbiamo ribadito le critiche ad un bando che non può essere considerato un termometro della crisi in quanto rivolto ad una platea estremamente esigua rispetto all’area di sofferenza e di disagio sociale conseguente.
I paletti che il bando pone sono infatti stringenti:
– avere la cittadinanza italiana
– risiedere in Provincia di Treviso
– avere perso il lavoro non prima del 1 ottobre 2008
– avere perso un lavoro che durava da almeno 6 mesi
– essere iscritto ad un Centro per l’Impiego come disoccupato
– non essere in cassa integrazione né aver fatto domanda di disoccupazione ordinaria
– avere un isee, come nucleo famigliare, inferiore a 14.900 euro
chi ha tutti questi requisiti può chiedere il rimborso di alcune spese sostenute per la casa o per la cura dei figli o dei genitori anziani, solo per la parte spesa dal 1 ottobre 2008 e fino alla cifra di 1.000,00 Euro.
Fino ad oggi il bando, che si è aperto il 6 aprile, ha registrato pochissime richieste. Non più di 11 cittadini fino a ieri avevano infatti presentato domanda di accesso al bando.
La ragione di questo quasi fallimento non sta solo nei requisiti particolarmente stretti, ma anche in un opera di informazione sull’opportunità del bando parziale e carente da parte dell’Amministrazione Provinciale. Il testo del bando e i moduli per le domande sono stati infatti inviati solo ai Comuni e ai parroci, saltando tutta la rete dei patronati alla quale solitamente i cittadini si rivolgono per aver aiuto e informazioni nella conoscenza e nell’esercizio dei propri diritti e per l’espletamento delle pratiche.
Non è chiaro perché si coinvolgano i parroci in un tipo di attività con risvolti burocratici che certamente esula dalla loro missione, e non siano state invece informate associazioni di categoria, dei consumatori e sindacali che queste tematiche, direttamente e attraverso i loro patronati di riferimento, le masticano tutti i giorni. Abbiamo dunque chiesto che vengano coinvolti i patronati e alla fine della commissione l’Amministrazione Provinciale si è impegnata ad estendere l’informazione a questi soggetti nei prossimi giorni.
Abbiamo chiesto inoltre al Presidente Muraro che si rivedano i criteri del bando, che si tolgano gli aspetti discriminatori nei confronti degli stranieri e l’eccesso di restrizioni che rendono difficile anche per i possibili destinatari del bando, che sono i lavori precari e discontinui e i lavoratori autonomi. In particolare che si estenda il possibile beneficio anche a chi ha perso il lavoro prima del 1 ottobre e a chi ha perso un lavoro di durata inferiore ai sei mesi, a chi risiede in provincia da meno di cinque anni e a chi ha una cittadinanza diversa da quella italiana.
Su questi punti il Presidente Muraro ha dichiarato una disponibilità di massima a rivedere i criteri del bando, anche per quanto riguarda la possibilità di allargamento ai cittadini stranieri, ma solo per quelli comunitari (sarebbero così compresi i cittadini rumeni, ma non gli svizzeri), rimandando ad ulteriori incontri con i sindacati la definizione precisa delle modifiche.
Non è stata invece accolta la nostra proposta di coinvolgere la commissione provinciale nella revisione del bando. Coerentemente con il consueto atteggiamento di assoluto non coinvolgimento del Consiglio nelle scelte amministrative dell’Ente da parte della Giunta.
Dalla seduta è emerso come, in definitiva, il bando sia stato redatto in maniera approssimativa ed abbia prodotto ad oggi risultati di molto inferiori alle aspettative. Oltre all’aspetto del tutto ideologico e pregiudiziale da parte leghista di voler escludere i cittadini non italiani, il bando ha una valenza molto ristretta e si rivolge a categorie particolari del mondo del lavoro e non alla massa dei lavoratori colpiti dalle varie crisi aziendali, né tantomeno alle tante famiglie in difficoltà della Provincia di Treviso. Le poche risorse messe a disposizione dall’Amministrazione non consentirebbero del resto molto di più, perciò propagandarlo come un bando rivolto a tutto il mondo del lavoro ora in sofferenza, o come un bando che serve a misurare la gravità della crisi in provincia, significa fare una pessima operazione di propaganda e ingenerare confusione nei cittadini, proprio nel momento in cui ci sarebbe da agire con la massima cautela e senso di responsabilità per approntare risposte rapide ed efficaci per una crisi che c’è e si sente, al di là di come vada o non vada il bando della Provincia.
Luca De Marco
consigliere provinciale Sinistra Democratica

vedi articolo su il gazzettino.doc

Bando anticrisi: Muraro disponibile a metàultima modifica: 2009-04-24T15:55:00+02:00da admin
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