La finanza fa paura, cresce Banca Etica

La Tribuna di Treviso, 12 aprile 2009

Dopo 10 anni vola anche nella Marca il sistema di credito del mondo no-profit. Barbieri: «Valutiamo clienti e progetti, siamo un esempio anti-crisi»

Nel 2008 risparmi per 560 milioni. «E nel 2009 già il +30% sui nuovi conti»

Banche tradizionali battute dalla finanza etica. In tempi in cui gli investitori chiedono fiducia e le banche vengono affossate dai titoli tossici, Banca Etica continua la sua corsa. «Negli ultimi quattro mesi abbiamo un +15% sui finanziamenti e +30% sui nuovi conti – commenta il vice presidente dell’istituto Luigi Barbieri – Gli utili? Investiti in nuove filiali». Un sistema di credito ideato 10 anni fa da associazioni no-profit diventato un modello anti-crisi.
A fine 2008 la raccolta del risparmio aveva toccato i 560 milioni di euro mentre gli oltre 3.000 finanziamenti concessi hanno rilasciato oltre 400 milioni di euro a privati e imprese del territorio. Numeri che fanno pensare. E raccontano un sistema finanziario alternativo. «A breve chiederemo ai nostri 30.000 soci una ricapitalizzazione per poter erogare più prestiti – annuncia Barbieri – non riusciamo a stare dietro alle richieste e dobbiamo adeguarci».
Con l’assemblea straordinaria i vertici dell’istituto puntano all’ampliamento della rete bancaria, toccata da un successo in assoluta controtendenza.
«Valutando clienti e aziende sia sull’aspetto economico che etico, riusciamo ad ottenere una profilatura più profonda del cliente – continua Barbieri, dirigente trevigiano che ha preso parte al progetto fin dagli albori insieme a Francesco Tartini e Stefano Dall’Agata – con insoluti sono solo dello 0,4%. Diamo cioè la precedenza al cliente con con i soldi deve finanziare un investimento nel turismo alternativo piuttosto che sulle energie rinnovabili rispetto a quello che vuole comprarsi l’appartamento per speculare a Cortina». Un probabile controsenso agli occhi del banchiere tradizionale, da sempre alla ricerca dei margini. «Noi serviamo una fetta di risparmiatori spesso snobbati dalle classiche banche e diamo la precedenza ai nostri soci. Nella filiale di Treviso, ad esempio, da dove controlliamo anche i territori di Belluno, Venezia e parte di Pordenone, abbiamo superato i 700 soci. Movimentiamo denaro per oltre 17 milioni di euro, compreso il micro-credito».
Banca Etica sembra volersi porre in alternativa alla finanza vorace. «I nuovi assetti che le banche dovranno assumere per evitare gli errori del recente passato, si dovranno ispirare in qualche maniera al nostro modello – dice Barbieri – nel nostro piccolo infatti siamo riusciti ad avere performance con il segno più anche nei fondi comuni. Lì i cui soldi vengono investiti in stati che tengono comportamenti etici e, nel caso del fondo azionario, in imprese che seguono uno sviluppo sostenibile. Una filosofia che dovrebbe essere replicata per stare alla larga dalle brutte sorprese».
(Enrico Lorenzo Tidona)

La finanza fa paura, cresce Banca Eticaultima modifica: 2009-04-12T21:35:00+02:00da admin
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