Ato: che fare ?

da Il Gazzettino, 31 marzo 2009

 

Muraro vuole la chiusura degli Ato

  

In Provincia scoppia la guerra per la gestione dell’acqua

 

acqua.jpgLe minoranze si spaccano sull’acqua. Un ordine del giorno che verrà messo ai voti nel consiglio di domani sera chiede, in buona sostanza, la chiusura degli Ato (Ambiti territoriali ottimali) per la gestione del servizio idrico integrato e il passaggio di tutte le competenze agli uffici di viale Battisti. Il Pd ha annunciato il voto favorevole, assieme a quello scontato della maggioranza, mentre i gruppi di sinistra, con Dall’Agata al timone, restano sulle barricate. «Le competenze sull’acqua devono restare, con i sindaci, vicine ai cittadini», spiega il capogruppo della Sd. «Meglio tagliare le spese e pulire il sottobosco del potere, semplificando e dando la gestione a persone votate dai cittadini», ribatte Lorenzo Biagi, capogruppo Pd.
      La giunta Muraro resta alla finestra e spera di poter riempire il contenitore della Provincia con tutte le competenze che gli spettano per legge, e attualmente disperse in galassie di enti e gestori territoriali. Per l’acqua in Veneto ci sono otto Ato. Tre dividono la Marca. Dal più grande, Veneto Orientale, che comprende 88 Comuni e una manciata di enti gestori. Ai più piccoli, quello interregionale Lemene, che nel trevigiano conta solo Meduna di Livenza, e il Brenta, che serve Resana. In mezzo c’è l’Ato Laguna di Venezia, con cinque Comuni della Marca meridionale e un’altra manciata di enti gestori.

      La Provincia chiede alla Regione di fare piazza pulita, «rideterminando gli Ato e trasferendo le funzioni» a viale Battisti. «Condividiamo – applaude Biagi – la priorità va data agli enti eletti dai cittadini, non a tutti quei consorzietti riempiti dai partiti: è questa la casta che costa». Ma basta guardare un po’ più a sinistra e le cose cambiano. «Ci sono dei rischi di privatizzazione del servizio, più si allontana dai sindaci e dai cittadini e più cresce il rischio», ricorda Dall’Agata. Ma oltre alle dispute interne all’opposizione, la maggioranza punta a fare incetta delle competenze che le spettano.

      La stessa situazione, infatti, se non ancora più frammentata, riguarda i tre consorzi per la raccolta dei rifiuti nella Marca. In seguito all’ultimatum di Muraro ora si procede a passo spedito verso il Piano d’ambito territoriale. Ieri è andata in scena una commissione, puramente auditiva, in cui i tre presidenti, Vallardi per il Tv1, Zanatta per il Priula e Bonesso per il Tv3, hanno espresso le loro perplessità. «Se qualcuno non è disponibile romperemo il giocattolo», aveva tuonato Muraro. E l’obiettivo rimane quello di far decollare l’Ato Marca Ambientale.

Mauro Favaro

Ato: che fare ?ultima modifica: 2009-03-31T22:30:00+02:00da admin
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