S e L: Un buon modo per cominciare

di Francesca Santoro PICT0198.jpg(dal sito nazionale di Sinistra Democratica)

In un gelido inizio di primavera, nello splendido salotto di piazza Farnese, all’ombra dell’ambasciata francese e a pochi passi da Campo dei Fiori, nasce Sinistra e Libertà, figlia del movimento di Sinistra Democratica, del movimento di Nichi Vendola, dei Verdi, del Partito socialista e di Unire la Sinistra.
Tanti padri, ma una sola speranza: quella di cancellare l’ultima cocente sconfitta elettorale alle politiche dell’aprile scorso e di ridare speranza al popolo della sinistra, schiacciato tra il deludente silenzio del Partito democratico e l’ennesimo nostalgico tentativo dei post-comunisti Ferrero e Diliberto.
La tramontana inclemente di Roma anima lo sventolio delle bandiere (purtroppo ma fortunatamente solo provvisoriamente bianche) della nuova formazione. Nel bar all’angolo la gente affolla il bancone in cerca di un caffè caldo per riprendersi dal freddo. Tante facce note. Scorgo Ritanna Armeni sorridente. Riccardo Barenghi si aggira tra la gente. Tanta Cgil. Tanti volti noti, ma anche sostenitori di Fava e Vendola, di Guidoni,  Nencini e Francescato, e pezzi di sezioni, dall’Alberone alla Garbatella.
Sul palco si alternano personaggi della cultura e della politica, ma il compito di scaldare le persone è tutto nelle mani dei leader.  A tessere un filo conduttore nei ragionamenti che si dipanano tra un oratore è l’altro, due conduttori d’eccezione: Moni Ovadia e Daniela Brancati.
Ed è proprio Ovadia, che da mesi si batte strenuamente e con passione per la nascita di un nuovo soggetto della sinistra, ha sottolineare che “noi siamo quelli che davvero tengono alla vita e non Berlusconi e i suoi amici che pensano che la vita debba essere dominata”  e che parlare di vita significa affrontare le questioni  che  preoccupano di più anche gli uomini e le donne che affollano la piazza: la crisi economica, la cassa integrazione che si allarga a macchia d’olio nelle regioni industriali. La speranza è che questa sinistra possa vivere e fortificarsi, affrontando compatta il primo test delle europee. Cercando di riallacciare il rapporto con i territori.

Le parole con cui Claudio Fava ha commentato questa manifestazione sembrano leggere nelle speranze dei presenti, scottati pochi mesi fa dal naufragio elettorale della Sinistra arcobaleno: “Presto non saremo più un cartello elettorale, ma un grande partito della sinistra. E sulle dichiarazioni di ieri mattina di Franceschini, secondo il quale non ci sarà più una esperienza come quella dell’Unione con 15 partiti: “Noi l’abbiamo detto molto prima di Franceschini che l’Unione è un’esperienza sepolta. Vogliamo però capire se ci sono le condizioni politiche per un rapporto con il Pd per costruire un centrosinistra con nuove intenzioni, una nuova cultura politica e con una nuova coerenza. Per ora vediamo nel Pd una grande continuità nel non decidere: dal testamento biologico, alla mancata solidarietà con gli studenti che lottano contro Gelmini. Prendo atto però che Franceschini ha fatto sue oggi le nostre proposte durante il governo Prodi di dare un reddito sicuro ai disoccupati”. Claudio Fava è salito sul palco osservando compiaciuto la frase impressa sul fondale “ricomincia da te” mentre sullo schermo scorrevano le immagini del film su Peppino  Impastato “I cento passi”,   e la omonima canzone dei  Modena City Ramblers. E quei fotogrammi sono serviti al coordinatore nazionale di Sd per collegare idealmente le strade di Napoli dove al mattino assieme a 150mila persone era sfilato per ricordare le vittime della mafia ed affermare che “Libertà è anche libertà dalle mafie”.

Umberto Guidoni ha sottolineato come in un momento così difficile occorrerebbe investire in formazione e ricerca e non partorire provvedimenti che con la riforma della scuola e dell’università non hanno niente a che vedere.

“In un momento di crisi come l’attuale ci vuole il coraggio dell’utopia: mettere insieme l’economia e l’ecologia che e’ l’unico modo per essere realisti’. E’ con queste parole che  Grazia Francescato ha esordito dal palco di Piazza Farnese ‘La sinistra del terzo millennio – ha aggiunto la presidente dei Verdi – deve saper difendere tutti, non solo gli essere umani ma tutti gli esseri viventi’. Quanto al futuro della lista, Francescato non ha escluso che possa diventare un’unione politica più profonda: ‘Se sono rose fioriranno’. I giornalisti le hanno chiesto cosa pensasse delle critiche di Franceschini all’Unione: ‘Errare – e’ stata la risposta – e’ umano, perseverare e’ diabolico. Se Franceschini continua a pensare di poter correre da solo per il governo, faccia pure’.

Il segretario dei socialisti non era in piazza, Riccardo Nencini è appena uscito dall’ospedale dove è stato ricoverato dopo un bruttissimo incidente automobilistico. Non ha però voluto far mancare la sua voce e attraverso un messaggio video ha detto: “Parte della fortuna personale l’ho investita in questo incidente che mi impedisce ancora di essere in piazza con voi in questa prima uscita di Sinistra e Libertà. La parte di fortuna che resta la dedico a questa grande iniziativa politica appena nata che sarà sicuramente l’unica vera novità delle elezioni del 6 e 7 giugno”.  “Sento che sarà una lista fortunata, e la mettiamo a disposizione di un paese che in questo momento ha bisogno di fortuna. Una lista- ha concluso il segretario del Ps- che metterà in moto una sinistra nuova, moderna, in grado di coniugare i meriti con i bisogni, i diritti con i doveri e soprattutto in grado di promuovere un cambiamento e un’alternanza alla guida del paese”.
 
E Nichi Vendola, con il suo consueto stile coinvolgente, ha detto: “Vanno bene gli aiuti alle imprese, ma insieme a questi ci deve essere anche una moratoria sui licenziamenti. C’e’ bisogno di più sinistra. La gente vive con angoscia e paura. La sinistra deve tornare come fabbrica della speranza e della libertà”. Vendola aveva poi attaccato il governo Berlusconi sottolineando che “vuole rendere meno drastiche le norme sulla sicurezza sul lavoro in un paese dove ci sono 1.300 morti l’anno”. Secondo il leader del Movimento per la sinistra, “da quando la sinistra e’ scomparsa dal Parlamento il nostro paese ha fatto molti passi indietro”. E proprio per questo così ha risposto alle frasi di Franceschini: “credo che oggi il tema fondamentale sia la costruzione di una sinistra plurale e unitaria. E’ necessario costruire un campo largo delle opposizioni. Non è il tempo – ha concluso – del centrosinistra, ma il tempo della sinistra”.

Sipario finale con foto ricordo e “People have the power” sparata dagli altoparlanti, nella speranza che davvero questa sinistra possa portare un cambiamento nella grigia scena politica attuale.

S e L: Un buon modo per cominciareultima modifica: 2009-03-23T00:14:07+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento