Testamento biologico: sì al referendum

La proposta di Ignazio Marino fatta al convegno dei radicali di ricorrere al referendum dimostra, con evidenza, che il Partito Democratico ha scelto di abbandonare le posizioni di Marino e di cercare una mediazione con le posizioni del Vaticano, trascritte in Parlamento dalla destra. Del resto, lo ha ammesso esplicitamente in una intervista Dorina Bianchi, che ha preso il posto di Marino come capogruppo del PD in commissione sanità, che ora vi sarà una correzione di linea.
L’unico strumento di pressione resta quello dell’appello all’opinione pubblica attraverso un referendum popolare, pur sapendo che, vivendo in un paesemarino_i3703.jpg scarsamente democratico e con un sistema dell’informazione totalmente sottomesso ai potenti, la battaglia referendaria sarebbe difficilissima. D’altra parte non vi è molta alternativa: il Parlamento italiano non rappresenta l’elettorato, ma è diretta emanazione di ristrette oligarchie. Gli italiani, infatti, non hanno potuto, alle elezioni, scegliere tra posizioni politiche diverse ma sono stati chiamati a schierarsi tra due contenitori tanto vuoti di politica quanto zeppi di propaganda e marketing elettorale. In particolare nel centrosinistra, con la nascita del partito unico, l’elettorato di quello schieramento non ha più potuto scegliere tra le posizioni laiche in tema di diritti rappresentate dai DS, e quelle moderate e vicine al clero come quelle della Margherita. In mancanza di una scelta elettorale che stabilisca il peso dell’una o dell’altra tendenza, si è scelto di comprimere forzatamente le differenze e di costruire a tutti i costi delle sintesi tra le posizioni laiche e quelle clericali. Con l’unico risultato di arrivare all’afasia politica, e di non riuscire a reggere le pressioni delle corrazzate vaticane. D’altra parte aver tenuto fuori dal Parlamento forze laiche come quelle sinistra ecologista, comunista e socialista, fa sì che su una serie di questioni, da quelle del lavoro a quelle della laicità, manchi nelle camere la rappresentanza di parti ampie dell’opinione pubblica e di intere culture politiche che hanno contribuito alla costruzione della Repubblica.
Per questo al giorno d’oggi il referendum diventa uno strumento fondamentale per la rappresentanza politica. Pur nella rozzezza di dover porre delle questioni secche e limitate, ha il merito di far esprimere gli elettori su proposte concrete e definite, e non sulla falsa alternativa tra due partiti unici sempre più simili, che dietro le schermaglie verbali ad uso dei tg e a ridosso della campagna elettorale, continuano a puntare alla grande omologazione e alla grande spartizione di ciò che resta del paese.
Sosteniamo perciò con forza la proposta del senatore Ignazio Marino di sottoporre al giudizio degli elettori quella che si profila come una pessima legge, escogitata contro e non per il testamento biologico.
                                                                                       Luca De Marco

leggi l’articolo su la Repubblica di oggi di stefano rodotà.doc

Testamento biologico: sì al referendumultima modifica: 2009-02-15T09:52:00+01:00da admin
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