Le ragioni dello sciopero

maurizio_landini.gifDalla parte del lavoro per i diritti e la democrazia

Venerdì 13 febbraio i metalmeccanici e pubblici dipendenti scioperano e manifestano insieme a Roma.
Chiediamo al Governo una svolta di politica economica e sociale per uscire dalla crisi. Siamo contro la Confindustria e le Associazioni imprenditoriali che sostengono il Governo e praticano gli accordi separati.

E’ in crisi un modello di sviluppo che in questi anni ha creato precarietà, diseguaglianze sociali, ridotto i salari e favorito la rendita finanziaria.

Occorre redistribuire la ricchezza verso il reddito da lavoro, un nuovo modello economico compatibile con l’ambiente difendendo così il valore del lavoro e l’occupazione.

Governo e Confindustria vogliono scaricare il costo della crisi sui lavoratori dipendenti, i precari e i pensionati.

Noi avanziamo precise richieste:

–   Che i sostegni pubblici alle imprese e al sistema industriale siano vincolati al blocco dei licenziamenti, alla non chiusura di stabilimenti, alla non delocalizzazione delle produzioni ed inoltre che siano finalizzati verso l’innovazione di prodotti e produzioni ecocompatibili.

–   Di estendere gli ammortizzatori sociali a tutte le imprese e a tutti i lavoratori compresi i precari e di aumentare il trattamento di cassa integrazione all’80% della retribuzione.

–   Di prorogare i rapporti di lavoro precari nella prospettiva di una loro stabilizzazione.
–   Di sostenere il testo Unico sulla Sicurezza del lavoro che ogni giorno viene peggiorato da Governo e Confindustria.
–   Di ridurre il peso fiscale sugli aumenti del Contratto nazionale, di aumentare le detrazioni fiscali e restituire il drenaggio fiscale ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.

  Di investire sulla manutenzione del territorio.

  Di rafforzare lo stato sociale.

Il 13 febbraio scioperiamo e manifestiamo contro l’accordo separato del 22 gennaio sul Modello contrattuale che riduce i salari, indebolisce i Contratti nazionali, apre la strada alla messa in discussione del diritto di sciopero e sostituisce la contrattazione collettiva con la bilateralità.

Chiediamo il referendum sull’accordo, perché le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto di decidere sulle piattaforme e sugli accordi che li riguardano.

Scioperiamo e manifestiamo per difendere la democrazia e la Costituzione dagli attacchi del Governo Berlusconi.

Dai diritti sul lavoro, ai temi dell’immigrazione, alle questioni etiche il Governo anche attraverso uno scontro diretto con il Presidente Napolitano sta cercando di mettere in discussione i principi democratici e costituzionali del nostro Paese.

La Fiom e la Funzione Pubblica con la manifestazione di Piazza San Giovanni manifestano per i diritti del lavoro e per i diritti di tutti e invitano tutte le donne e tutti gli uomini a partecipare.

 di Maurizio Landini, segretario nazionale FIOM CGIL

Le ragioni dello scioperoultima modifica: 2009-02-12T23:54:00+01:00da admin
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