Equiparazione tra partigiani e repubblichini: ci risiamo

PRESENTATA PROPOSTA DI LEGGE DA PARTE DEI SOCIALISTI DI DESTRA E DEL PDL PER EQUIPARARE PARTIGIANI E REPUBBLICHINI. l’Anpi si mobilita

vedi qui il testo: proposta di legge.pdf 

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Proposta del Pdl. Uguali reduci fascisti e partigiani
Una pattuglia di deputati per l’istituzione dell’Ordine del Tricolore: una croce e 200 euro per ogni iscritto
Insorge l’Anpi. Vassalli: iniziativa incostituzionale

Duecento euro l’anno, e un nuovo ordine «cavalleresco», l’«Ordine del Tricolore», che tiene assieme, con rinnovato intento «pacificatorio», tutti i partecipanti alla Seconda guerra mondiale. Sotto l’effige di una medesima croce di bronzo con coccarda, lo Stato terrà assieme soldati delle forze armate italiane del ‘40-’45, partigiani, gappisti, inquadrati nel Corpo volontari della libertà, invalidi e mutilati, ex prigionieri, internati nei campi di concentramento e anche appartenenti a «formazioni che facevano riferimento alla Repubblica Sociale Italiana».
Sono tutti assieme, vittime e carnefici, nella proposta di legge 1360 presentata da Lucio Barani, esponente del Pdl di provenienza Nuovo Psi (come sindaco di Aulla fece posizionare una statua in marmo di Carrara di Bettino Craxi in piazza omonima, statua da poco messa all’asta per far cassa dal nuovo sindaco Udc), e firmata da una nutrita pattuglia di esponenti del Pdl.
Lo schema, proposto già due volte nel corso delle precedenti legislature, prende forma sulla falsa riga dell’«Ordine di Vittorio Veneto», creato per i combattenti della Prima guerra mondiale.
Questo secondo ordine, si legge nella nota che accompagna i nove articoli della proposta, «deve essere considerato un atto dovuto, da parte del nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della bontà della loro lotta per la rinascita della Patria». Per la copertura il ministero della Difesa ha trovato ben 200 milioni di euro l’anno.
Insorge l’Anpi, che il 13 gennaio alla Sala del Cenacolo della Camera, assieme a Giuliano Vassalli, Claudio Pavone, Marina Sereni, Raimondo Ricci e Armando Cossutta, metterà il luce il «disordine» nella storia patria apportato da questa proposta. Non esiste nessun Paese in Europa dove i collaborazionisti del nazismo siano stati premiati dice Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale, spiegando come il principio esposto nella proposta di legge sia incostituzionale.
Medesime remore sono esposte da gli esponenti del Pd Roberta Pinotti, ministro ombra alla Difesa, e Roberto Zaccaria, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera. La prima espone «profonda indignazione», spiegando: «La rivalutazione dei combattenti della Repubblica sociale viene proposta non solo sotto forma di legittimazione politica, ma anche dal punto di vista economico, con l’assegnazione seppur simbolica di un vitalizio annuo. Come a dire che lo Stato italiano debba oggi trovarsi a remunerare i principali responsabili delle macerie dalle quali è risorto sessant’anni fa».
Per Zaccaria questa nuova proposta «capovolge l’ordine dei valori costituzionali equiparando indistintamente chi combattè in difesa della libertà e chi combattè per mantenere la dittatura con tutte le sue aberrazioni. È un ennesimo tentativo di revisionismo storico – conclude – con il quale il centrodestra vorrebbe accreditare i repubblichini nella storia d’Italia e sconvolgere le radici stesse della repubblica».

Corriere della Sera 9.1.09
La proposta di legge
«Onorificenza ai repubblichini» Insorgono i partigiani

ROMA — L’idea appare semplice e, in tempi di riscoperta patriottica, tale da mettere d’accordo tutti: la proposta di legge numero 1360 che sarà esaminata a giorni dalla commissione Difesa della Camera e che è stata presentata da parlamentari del Pdl tra i quali Cristaldi e De Corato di An, chiede che venga istituito un «Ordine del Tricolore», come «atto dovuto verso tutti coloro che impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della “bontà” della loro lotta per la rinascita della Patria». Dell’Ordine, dovrebbero far parte tutti coloro che abbiano «prestato servizio militare per almeno sei mesi in zona di operazioni delle forze armate italiane durante la guerra 1940-45», mutilati e invalidi, ex prigionieri o internati, partigiani gappisti e no ma anche «combattenti nelle formazioni dell’esercito nazionale repubblicano durante il biennio 1943-45».
Arriva dunque per proposta di legge l’approdo di un cammino che negli ultimi anni in molti hanno portato avanti: quello della «pacificazione nazionale» tra vincitori e vinti, dell’equiparazione di fatto dei partigiani ai ragazzi di Salò, i repubblichini che seguirono Mussolini nell’ultima disperata avventura. Equiparazione che peraltro i proponenti della legge vorrebbero non solo negli onori, ma anche nei vantaggi materiali che ne derivano: nel testo infatti si prevede una erogazione annua a partire dal 2009 di 200 milioni di euro come «adeguamento pensionistico» ai reduci della guerra o eventualmente alle loro vedove, un vitalizio insomma. E siccome la legge Finanziaria non prevede tale stanziamento, si dà mandato al ministro dell’Economia di reperire altrove e in fretta le risorse.
I primi ad insorgere sono stati i partigiani dell’Anpi, che terranno martedì prossimo sul tema una conferenza pubblica alla Sala del Cenacolo (parleranno tra gli altri Giuliano Vassalli, Claudio Pavone, Armando Cossutta) e che denunciano «l’ennesimo tentativo da parte della destra di sovvertire la storia d’Italia e le radici stesse della nostra Repubblica con un ddl che equipara partigiani, deportati e militari ai repubblichini di Salò», tentativo peraltro fallito nella scorsa legislatura con un pdl analogo. Ma anche dal Pd (che pure aveva visto un suo esponente, Paolo Corsini, sottoscrivere il testo e in seguito ritirare la firma) ieri si sono levate le voci scandalizzate del ministro ombra della Difesa Roberta Pinotti e di Roberto Zaccaria, che parlano di «gesto di gravità inaudita che suscita profonda indignazione », di «palese e goffo tentativo di stravolgere la storia», insomma del «peggior revisionismo possibile » non estraneo a «un pezzo riconoscibile dell’attuale maggioranza di governo», come si deduce dalle dichiarazioni passate di «Alemanno e La Russa».
«Non c’è niente di scandaloso nè di immorale – ribattono i consiglieri romani del Pdl Cassone e Gramazio – : è un atto dovuto, la sinistra vuole solo riportare alla luce antichi rancori». Anche il presidente della Commissione Difesa, Edmondo Cirielli, ribatte al Pd, e accusa gli avversari di non «aver fatto alcuna opposizione» all’inserimento del pdl tra quelli da esaminare. E il fatto che lui, da presidente, sia anche relatore del provvedimento è dovuto solo «alla delicatezza del tema trattato».
Lo scontro
Il Pdl: istituire l’Ordine del Tricolore è un atto dovuto verso chi impugnò le armi L’Anpi: la destra vuole sovvertire la storia d’Italia Salò Le brigate nere della Repubblica di Salò
Paola Di Caro

Equiparazione tra partigiani e repubblichini: ci risiamoultima modifica: 2009-01-10T17:29:00+01:00da sdtv
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