Rifondazione: l’ora delle scelte

Rifondazione: il partito verso la scissione, il giornale verso il cambio di rotta

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PRC: CON CAMBIO DIRETTORE A ‘LIBERAZIONE’ AVVIO DELLA SCISSIONE (ASCA) – Roma, 8 gen – L’annuncio l’ha dato l’ex segretario Franco Giordano, con una intervista su ”la Repubblica” di oggi: se la Direzione del partito lunedi’ prossimo cambiera’ il direttore di ”Liberazione”, lui e altri dirigenti si riterranno liberi di abbandonare Rifondazione.
Giordano conferma questa intenzione nel pomeriggio, quando fa una rapida apparizione nel Transatlantico di Montecitorio: ”La convivenza e’ diventata difficile con chi ha nostalgia del muro di Berlino”.
E cosa avete intenzione di fare? ”Io continuo a proporre una lista unitaria di tutta la sinistra per le prossime elezioni europee.
Non serve rinchiudersi in un fortino identitario”, e’ la replica.
Ma anche questa proposta non convince affatto il segretario Paolo Ferrero, che sta lavorando per la presentazione del simbolo del suo partito alle elezioni europee della prossima primavera (salvo imprevisti dettati dalla riforma della legge elettorale proporzionale attualmente in vigore).
L’allontanamento di Piero Sansonetti dalla direzione di ”Liberazione” e’ intanto dato ormai per sicuro, dopo che la segreteria del Prc ha diffuso la notizia di aver chiesto a Dino Greco, ex segretario della Camera del lavoro di Brescia, uno dei militanti piu’ stimati della sinistra della Cgil, di dirigere il quotidiano.
Greco ha fatto sapere di aver ringraziato Paolo Ferrero per la proposta e la stima manifestatagli, ma di non aver sciolto tutte le sue riserve.
Secondo alcune indiscrezioni, l’accettazione della direzione del quotidiano da parte di Greco verrebbe ufficializzata entro la fine della settimana.
Prende cosi’ corpo l’idea che ”Liberazione” possa avere due direttori, uno politico e uno giornalistico, come richiesto dall’editore Luca Bonaccorsi intenzionato a intervenire rilevando la testata con un accordo editoriale e finanziario da siglare con il Prc.
Se con Greco e’ sciolto l’identikit del direttore politico, resta da decidere quello del direttore giornalistico che il segretario Ferrero preferirebbe fosse una donna.
Una richiesta in questo senso e’ stata rivolta a Giuliana Sgrena, inviata de ”il manifesto”, che pero’ smentisce la sua candidatura.
Una soluzione, almeno temporaneamente, potrebbe essere trovata all’interno della redazione.
Si fa il nome di Guido Caldiron, redattore della cultura, che per due anni aveva lasciato ”Liberazione” per fare l’addetto stampa di Ferrero quando quest’ultimo era ministro del welfare.
Fin qui la vicenda del quotidiano del Prc, quella che ha fatto precipitare la crisi del gruppo dirigente del partito.
Ma ormai il problema di Giordano e di altri esponenti della minoranza e’ come abbandonare la casa comune.
”Lunedi’ mattina e’ prevista la riunione della Direzione del Prc che dovrebbe formalizzare l’allontanamento di Sansonetti.
Se l’intenzione rimarra’ questa, io mi dimettero’ da quell’organismo”, dice l’ex sottosegretario Alfonso Gianni.
Lo stesso farebbero gli altri esponenti della minoranza.
Ma alla domanda se questo equivale a formalizzare una scissione, lo stesso Gianni precisa che alla fine di gennaio ci sara’ un’assemblea nazionale della minoranza del Prc per prendere le decisioni del caso.
Quanto all’annuncio fatto da Giordano su ”la Repubblica”, l’ex sottosegretario se la cava con una battuta: ”Quando si divorzia, bisogna comunicare questa decisione al proprio consorte”.
Che la prospettiva sia la scissione, lo conferma l’iniziativa che stanno prendendo in queste ore esponenti della minoranza che non vorrebbero seguire Giordano.
Milziade Caprili, ex vicepresidente del Senato, gli ex senatori Raffaele Tecce e Matilde Provera, Sandro Valentini, della Direzione del Prc, insieme ad alcuni dirigenti locali del partito, sono decisi a presentare lunedi’ prossimo un proprio documento politico che pur criticando la segreteria di Ferrero non si spinge fino al limite della rottura.
Contro la scissione potrebbero schierarsi anche Sergio Boccadutri, l’amministratore del partito che sta curando gli aspetti finanziari che riguardano ”Liberazione”, e Salvatore Bonadonna, presidente del collegio nazionale di garanzia del partito (entrambi avevano votato la mozione di Nichi Vendola all’ultimo congresso di Rifondazione).
No comment da parte di Fausto Bertinotti.
L’ex presidente della Camera, convinto che il lavoro di ricostruzione della sinistra abbia bisogno di tempi lunghi, si sta dedicando al lavoro di preparazione dell’uscita di un suo nuovo libro.

Rifondazione: l’ora delle scelteultima modifica: 2009-01-09T11:53:23+01:00da sdtv
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