La presa in giro della social card

Ma quale Social Card  Una beffa e solo per pochi
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Rocco Di Blasi *
La montagna ha partorito il topolino. Il grande can can orchestrato sotto Natale intorno alla Social Card si è rivelato una povera cosa, come abbiamo documentato nei giorni scorsi su www.ilsalvagente.it , il nostro quotidiano on line. A fine 2008 erano state attivate infatti, soltanto 330mila Carte, rispetto a una platea (ipotetica) di un milione e trecentomila aventi diritto. Altro che intervento “benefico” per Natale o Capodanno. Neppure per la Befana si raggiungerà la cifra ipotizzata con tanta enfasi. Ci si penserà, con calma e tanta burocrazia, in questo 2009, mentre le casse dello Stato hanno concesso i 120 euro di arretrati di cui si parla da prima dell’estate 2008, soltanto a un quarto delle persone ultra-bisognose a cui si pensava che sarebbero andate. Il calcolo è semplice. Si moltiplicano i 120 euro realtivi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008 (i famosi “arretrati”) per i “fortunati” 330mila vincitori delle Card effettivamente caricate e si ottiene una cifra di poco superiore ai 39 milioni di euro, meno della metà della vincita del famosi SuperJackpot da 100 milioni dell’Enalotto. E siccome Enel ed Eni hanno promesso un contributo che supera di gran lunga i 39 milioni, lo Stato per gli indigenti (dopo tanti spot di Tremonti e Sacconi) in pratica non ha sborsato un euro.
Le cifre, del resto, di questo flop arrivano direttamente dall’Inps, che – poco prima di Capodanno – ha reso noto di aver attivato 330mila Card, rispetto alle 520mila domande ricevute. Ne sono state respinte, quindi, 140mila, mentre 52mila devono essere ancora esaminate, visto che le procedure adottate complicano ancora di più la situazione e sono state distribuite tesserine a povera gente che pensava di aver vinto una specie di terno al lotto, salvo scoprire alla cassa di un supermercato che la Card non era stata caricata perché “mancavano i presupposti”. Una Card beffa, insomma.
Ma, quanto a beffe, se ne sono viste anche altre. «Ai nostri sportelli – spiega Laura Gamberini, segretaria organizzativa della Cisl bolognese – si sono rivolte 500 persone, con la lettera in mano. Di queste, 150 avevano i requisiti minimi e solo 30, finora, hanno ricevuto la Carta degli acquisti». E non è tutto, perché – sottolinea la Gamberini – «il 40% degli acquisti tramite Card è andata fallita», perché sul “Bancomat dei poveri” non era stato ancora caricato nulla. Un disastro, insomma.
In realtà, alla fine è apparso chiaro l’obbiettivo di Tremonti e del governo Berlusconi. Negare la detassazione delle tredicesime, dicendo che non c’erano i soldi disponibili e che era meglio concentrarsi sulle fasce più deboli e poi spendere un’inezia anche per i debolissimi, trasferendo la spesa – utile sotto Natale per “distrarre” l’attenzione dei media – dal bilancio 2008 a quello 2009.
E l’aleatorietà continua. Per la “ricarica” nel 2009 delle carte abilitate, sul sito del ministero dell’Economia si specifica che «nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro (40 euro x 2 = 80 euro) sulla base degli stanziamenti via via disponibili». Come si vede non vengono assicurate scadenze fisse, ma si parla di “stanziamenti disponibili”. Strano modo di procedere, per una iniziativa tanto sbandierata.
* direttore editoriale de “Il Salvagente”

da Liberazione del 4 gennaio

La presa in giro della social cardultima modifica: 2009-01-04T09:57:55+01:00da sdtv
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