Questione morale: la sinistra DS l’aveva posta per tempo

Che negli enti locali, particolamente le Regioni, si stesse affermando lo strapotere dei “capibastone”, e che si profilasse l’emergere di una nuova questione mmorale all’interno del centrosinistra, era stato per tempo denunciato dall’allora Sinistra DS, guidata da Fabio Mussi e Cesare Salvi. L’occasione era stata quella del Consiglio Nazionale dei Democratici di Sinistra del luglio 2005. La sinistra DS si espresse allora contro le posizioni del segretario Piero Fassino su due questioni fondamentali: la richiesta di ritiro delle truppe italiane dall’Iraq (per fortuna ci pensò poi il governo Prodi a ritirare le truppe, ma allora il Segretario DS si sperticava in lodi per il ritorno della democrazia in Iraq), e il disaccordo sulla Fed (la Federazione tra DS, Margherita e Socialisti, preludio alle liste unitarie e alla nascita del Partito Democratico, definito l’altro giorno da D’Alema una “amalgama non riuscita”), ma pose anche con forza l’allarme per l’allentamento del rigore etico nelle amministrazioni regionali. E lo fece con la presentazione di un ordine del giorno a tre mani, scritto assieme a Giorgio Napolitano, l’attuale Presidente della Repubblica, del quale riportiamo il testo:

18 Luglio 2005
L’Ordine del Giornologo_democraticidisinistra.jpg del Consiglio Nazionale DS sul rigore morale

Il Consiglio Nazionale dei DS considerato:

che il grande risultato ottenuto alle recenti elezioni regionale rappresenta un forte impulso al successo nelle elezioni politiche del 2006.

Che questo impone una nuova responsabilità, non solo in termini di innovazione nei contenuti e di coerenza programmatica, ma anche in termini di sobrietà nei comportamenti e di rigore morale.

Che in quanto avvenuto in alcune esperienze del governo locale e regionale, anche rette dal centrosinistra, sul piano della moltiplicazione degli incarichi politici ed amministrativi, ha suscitato sconcerto e giustificate critiche nell’opinione pubblica.

Che la competizione per il governo del paese con al destra sarà misurata non solo sui programmi alternativi, ma anche su un’alternativa di rigore nella pratica politica.

Che la dimensione dei costi impropri della politica rischia di assumere dimensioni inaccettabili, tanto più in un momento di crisi economica e di difficoltà per i conti pubblici e per i bilanci familiari. Che tutto questo contribuisce a porre una questione di qualità della democrazia e delle istituzioni. Che non affrontare il nodo dei costi impropri della politica e di una rigorosa prassi istituzionale ed amministrativa significherebbe lasciare il campo al rischio dell’emergere di una nuova “questione morale”. Che tali tendenze degenerative vanno combattute rafforzando il ruolo di indirizzo e di controllo delle assemblee elettive, contrastando fenomeni di esasperazione personalistica della politica e  la proliferazione di strutture funzionali ad essa, anche sottoponendo a verifica il quadro normativo e istituzionale che  attiene al funzionamento della politica stessa.Impegna per questo il Partito a riprendere la riflessione dell’iniziativa culturale e progettuale sui temi istituzionali e sulla riforma della politica ponendola tra gli assi centrali dell’identità dei DS e del contributo al programma dell’Unione, per giungere ad una proposta che risponda in modo efficace alle attuali esigenze della società italiana.

Invita i rappresentanti dei DS in tutte le istituzioni, nazionali, regionali e locali a proseguire ed intensificare l’impegno per una rigoroso pratica politica ed amministrativa, come uno dei terreni primari della nostra sfida alle destre.

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leggi sul tema: intervista a Cesare Salvi.doc

Questione morale: la sinistra DS l’aveva posta per tempoultima modifica: 2008-12-21T11:47:00+01:00da sdtv
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