tornano le dimissioni in bianco; grazie al governo

«Dimessa» perché mamma. Con una lettera in bianco firmata di proprio pugno al momento dell’assunzione. E lasciata a casa solo pochi giorni dopo il compimento del primo anno di età del bambino, così da non ottenere neppure l’indennità di disoccupazione. E’ la situazione denunciata da una lavoratrice della Falmec di Vittorio Veneto….

vedi articolo di oggi su la tribuna di treviso.doc

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Dimissioni in bianco fatte firmare ad una lavoratrice: se non fosse per il Governo delle destre, il pCCNL-A.jpgroblema sarebbe già archiviato come un fenomeno del passato

  La notizia che una lavoratrice denuncia di essere stata costretta a firmare delle dimissioni in bianco al momento dell’assunzione da parte del datore del lavoro è una di quelle notizie che, al di là di come andrà a finire la vicenda in questione, a quest’ora avrebbe dovuto essere sparita dal novero delle notizie possibili oggi, ed entrare in quello delle notizie appartenenti invece ad un’altra epoca.

Questo perché il Parlamento aveva approvato una legge che rendeva del tutto impraticabile questo tipo di pratica illegale. Partendo da una proposta del gruppo parlamentare di Sinistra Democratica, infatti, nell’ottobre del 2007 fu approvata al Senato la legge n. 188, con i voti del centrosinistra e anche di Alleanza Nazionale, (alla Camera aveva avuto l’unanimità dei consensi) e con l’ostilità degli industriali, la quale con un’idea  molto semplice rendeva impossibile il trucco delle dimissioni in bianco. Prevedeva infatti che la lettera di dimissioni dovesse essere presentata solo su appositi moduli, già datati e con scadenza di 15 giorni, da ritirare gratuitamente presso gli uffici pubblici. In questo modo, perdeva di qualsiasi valore la richiesta di dimissioni fatta firmare con la data in bianco e tenuta nel cassetto pronta ad essere utilizzata in ogni momento contro la malcapitata lavoratrice.

La legge entrò in vigore a marzo di quest’anno. Al momento dell’attuazione si verificarono anche alcuni eccessi burocratici legati alle modalità scelte per l’espletamento della richiesta di avere e compilare il nuovo modulo per la richiesta di dimissioni. Inconvenienti facilmente risolvibili aggiustando le procedure.

Nel frattempo ci furono però le elezioni e cambiò il governo. Il nuovo governo, senza troppi complimenti, annunciò che avrebbe abolito completamente la norma e difatti, con il decreto 112 del 25 giugno 2008, la legge venne semplicemente soppressa.

Un passo indietro alla situazione precedente, compiuto senza troppe spiegazioni, evidentemente dietro precise pressioni. Contro questa grave scelta si era mobilitata Sinistra Democratica, e le forze sindacali, ma senza ottenere alcun ascolto dalla destra. L’operazione venne criticata anche dalla consigliere di parità nazionale, Fausta Guarriello, che per legge deve vigilare sulle conseguenze che le scelte legislative hanno sui diritti delle donne. Anche per questo, Fausta Guarriello è stata dimissionata dal governo, dopo soli 9 mesi di attività nell’incarico di durata quadriennale, con la motivazione che non era in linea con gli indirizzi di governo.

Ed eccoci oggi, di nuovo, alle prese con notizie di questo genere. Se il governo delle destre non avesse abolito la norma del centrosinistra, oggi un caso come quello della Falmec di Vittorio Veneto non potrebbe esistere, perchè non si porrebbe neppure il problema di capire se davvero le dimissioni sono state scritte ora o se sono state firmate tempo addietro con la data in bianco. Farebbe testo solo la data del modulo di dimissioni. Una soluzione tanto semplice da rendere sospetta la sua abolizione.

Le donne e le lavoratrici, anche su questo, hanno di che ringraziare il Governo.

Luca De Marco, coordinatore provinciale SD

tornano le dimissioni in bianco; grazie al governoultima modifica: 2008-12-07T15:03:00+01:00da sdtv
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