Veneto: la crisi fa saltare i precari

da La Nuova Venezia, 25 novembre 2008

VR101W.jpgPrecari, in Veneto 60 mila posti a rischio

Viafora (Cgil): «Va estesa la copertura dei sussidi, intervenga la Regione»

Per i contratti a tempo in scadenza nel 2008 la prospettiva è il mancato rinnovo

VENEZIA. Con la scadenza di fine anno, tra i 50 e i 60mila contratti a tempo determinato rischiano di non essere rinnovati. La recessione economica in atto, dopo aver già ridotto il ricorso anche alle forme contrattuali più flessibili, rischia di scaricarsi proprio sui quei lavoratori che non possono contare su alcuna forma di tutela sociale. I settori vanno dall’industria (dove si ricorre, prevalentemente, al lavoro interinale), passando dall’agricoltura e anche dal turismo. «Ma i riflessi rischiano di essere ancora più pesanti» sottolinea Emilio Viafora, segretario della Cgil del Veneto. «L’arretramento dell’industria sta già producendo l’uscita dal mercato del lavoro di precari e immigrati – continua Viafora -. Ma non bisogna dimenticare la pubblica amministrazione, con i Comuni alle prese con la drastica riduzione dei trasferimenti, o la scuola dove, visti i tagli decisi del ministro Gelmini, a giugno ci sarà un consistente ridimensionamento degli organici».
I numeri. Secondo Bruno Anastasia, responsabile dell’Osservatorio regionale di Veneto Lavoro, «i 50-60mila contratti a tempo determinato che andranno a scadenza sono fisiologici, nel senso che non sono né di più né di meno rispetto a quelli dello scorso anno». Altro discorso, secondo Anastasia, «è capire quanti di questi saranno rinnovati: solo la dinamica del tasso di disocuppazione ce lo dirà». Resta il fatto che la flessione delle assunzioni, in regione, è già realtà (si veda la tabella in alto). Si arriva, nel manifatturiero, a riduzioni del 39% dei contratti a tempo indeterminato ma anche del 34% tra i contratti flessibili. Nel periodo agosto-aprile, le assunzioni a tempo determinato sono state oltre 2mila in meno nell’industria e altri 762 posti sono stati ridotti nell’agricoltura. Se si guarda al lavoro a somministrazione (ex interinale, ovvero attraverso le agenzie) i numeri si fanno più «rumorosi»: in agricoltura il calo delle assunzioni è stato di 662 posti, nell’industria di quasi 5.600 e altri 487 posti in meno nei servizi.
Pullman della speranza. Lo sanno bene nel Bellunese, dove le aziende dell’occhialeria sono lo specchio di come anche il lusso stia segnando, in modo preoccupante, il passo. Al Silmo, la fiera internazionale dell’occhialeria di Parigi, tra i big del settore c’era solo Luxottica. Non un buon segnale. Lo stesso gruppo di Leonardo Del Vecchio, il primo al mondo nel settore, rispetto al passato ha ridotto il ricorso al lavoro interinale. «Non bastavano mai, tanto che erano costretti a rivolgersi all’estero» sottolinea Alessandra Fontana, segretaria provinciale della Nidil. Ovvero del raggruppamento della Cgil che si occupa dei lavoratori precari. «Arrivavano intere famiglie in pullman da Polonia e Romania, ma adesso anche Luxottica è costretta a tagliare. Si è iniziato con 60 contratti a tempo non rinnovati a fronte di quattro stabilizzazioni. Altri 20-30 contratti scadono a dicembre». E si parla di precari, perché allargando l’analisi alla cassa integrazione o all’inserimento in mobilità il quadro assume tinte ancora più fosche.
Sarà alta stagione? Le vacanze invernali sono alle porte, ma, dopo una stagione estiva in negativo, la prima neve non ha certo diffuso ottimismo a piene mani tra le aziende del comparto turistico regionale. «I contratti in scadenza a fine anno non ci riguardano – sottolinea Gian Ernesto Zanin, presidente di Federturismo Veneto -. Certo che i colleghi della montagna, nonostante la stagione si presenti normale, saranno prudenti». La crisi, sostiene Zanin, si rifletterà non tanto sul numero dei vacanzieri quanto «su quanto questi spenderanno». Presto per capire i riflessi sull’occupazione, anche se la ricerca di maggiore flessibilità «sta interessando tutti i costi fissi, anche quelli del personale. Come? Attraverso l’esternalizzazione di servizi, come, ad esempio la pulizia». La crisi investe anche l’irrinunciabile sosta all’autogrill. E dopo il boom di richieste per semplici toast al posto di panini più costosi, i sindacati iniziano a temere – come riporta il Corriere Economia – per gli stagionali: 1.400 addetti, su 11.400 dipendenti in Italia, legati alle decisioni del gruppo della famiglia Benetton.
Le proposte. «Nel corso del primo incontro regionale sulla crisi e insieme a Cisl e Uil del Veneto – spiega Emilio Viafora – abbiamo chiesto alla giunta veneta di intervenire. Per questi lavoratori, come noto, non esiste alcuna rete di protezione: vanno trovate le risorse, a livello nazionale, regionale ed europeo, per riuscire a garantire anche questi lavoratori. Il 2009, se possibile, sarà anche peggiore dell’anno che si sta chiudendo. Per questo è fondamentale creare delle reti di protezione prima che sia troppo tardi, ovvero prima di trovarci in piena emergenza».

Veneto: la crisi fa saltare i precariultima modifica: 2008-11-25T09:54:49+01:00da sdtv
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