il Governo con la sua politica aggrava la crisi

La politica del Governo: più tasse, meno salari, meno servizi, aggrava e non risolve la crisi

La crisi finanziaria sta diventando crisi economica, e la crisi economica produce crisi sociale, licenziamenti, mancati rinnovi di contratti a termine, peggioramento delle condizioni di lavoro e dei livelli salariali.
La politica del governo sul fronte salariale è purtroppo chiara: l’inflazione programmata dal Governo, quella sulla base della quale procedere al rinnovo dei contratti, è stata fissata dal governo in misura inferiore all’inflazione reale. Dunque il Governo programma un abbassamento del potere di acquisto di salari e pensioni.
L’unica misura concreta a favore dei lavoratori finora adottata, la detassazione degli straordinari, oltre a riguardare una piccola parte dei lavoratori e a escludere di fatto le lavoratrici, è oggi particolarmente sbagliata e assurda a fronte di una situazione nella quale le aziende ricorrono alla cassa integrazione e non al lavoro straordinario, e anzi chiedono ai lavoratori di consumare il proprio monte ferie.
Oramai perfino l’ufficio studi di Confindustria ha riconosciuto che bisogna rilanciare la domanda interna, cioè la capacità di spendere di lavoratori e pensionati.
La situazione italiana è quella di un paese con i salari più bassi d’Europa, più alti solo del Portogallo, e nel quale è andata via via aumentando la differenza tra i più ricchi e i più poveri.
Dal 1985 al 2005, gli anni che nei libri di storia verranno definiti come il periodo della globalizzazione e i suoi effetti, è aumentato il ‘gap’ tra ricchi e poveri nei paesi industrializzati e l’Italia è risultata sesta su 30 tra i campioni di disuguaglianza in una speciale classifica redatta dall’Ocse in cui viene superata solo da Messico, Turchia, Portogallo, Usa, e Polonia.
La politica del Governo non da nessuna risposta, ma anzi aggrava i danni della crisi.
Per questo fa bene la CGIL a indire uno sciopero generale per chiedere un cambio di rotta e interventi immediati e precisi su salari, stipendi e pensioni.
0ltre alla riduzione diretta, l’altro modo per abbassare il peso del fisco su salari e pensioni è quello di combattere l’evasione e fare in modo che tutti paghino tutte le tasse dovute. Rispetto alle misure messe in campo dal governo di centrosinistra, il nuovo governo Berlusconi si è affrettato a eliminarle: è così scomparsa la tracciabilità dei pagamenti ai professionisti, l’obbligo di apposizione sugli assegni del codice fiscale del girante, l’elenco dei fornitori, la sanzione per i datori di lavoro che occupano lavoratori privi del tesserino di riconoscimento (con pesanti conseguenze sul fronte della sicurezza nei cantieri), e tante altre misure volte a stroncare, finalmente, il fenomeno enorme dell’evasione fiscale.
Le previsioni ufficiali del governo prevedono un aumento della pressione fiscale nei prossimi anni: 42,8% nel 2008, 43,00% nel 2009, 43,2% nel 2010, 43,1 nel 2011. Le entrate fiscali dalle imposte dirette sono previste in aumento di anno in anno, passando dai 246 miliardi di euro ai 298 miliardi nel 2013. Quelle da imposte indirette lo stesso, passando dai 219 miliardi nel 2008 ai 250 nel 2013. Nel 2008 le entrate delle imposte dirette, soprattutto l’Irpef, sono aumentate di più del 4% rispetto allo scorso anno. E il governo, a fronte di maggiori entrate, che fa ? Taglia i servizi, licenzia 80.000 lavoratori della scuola, toglie risorse alla sicurezza (tagli per 3,5 miliardi nel biennio 2009-2011, pari a 40.000 operatori in meno), alla giustizia e a tutti i servizi pubblici, e copre invece generosamente i debiti del Comune di Catania, gestito a lungo dal sindaco Scapagnini, medico personale di Berlusconi e oggi promosso a deputato, sborsando 140 milioni di euro senza neanche chiedere che venga dichiarato lo stato di dissesto finanziario.
E intanto i comuni sono ridotti alla canna del gas, privi di risorse e impediti a spendere le poche che hanno, e dunque costretti a ridurre i servizi ai cittadini, proprio quando andrebbero aumentati per far fronte alla crisi sociale che avanza. In definitiva, la politica della destra è chiara: più tasse e meno servizi. Per la sinistra, c’è molto da lavorare.

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vedi volantone-notiziario

di Sinistra Democratica sd 9.doc

il Governo con la sua politica aggrava la crisiultima modifica: 2008-11-22T15:14:00+01:00da sdtv
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