Difendiamo i servizi davvero pubblici

INTERVENTO ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI AMMINISTRATORI DI SINISTRA DEMOCRATICA  DI GABRIELE ZANELLA, CONSIGLIERE COMUNALE DI CONEGLIANO

Firenze, 8 novembre 2008cda_d0.jpg

E’ positiva e meritoria un’assemblea politica nazionale per discutere di enti locali. L’amministrazione locale, oggi più che mai, è infatti orfana di indirizzi e valutazioni di tipo politico, elementi che per alcune grandi ragioni ritengo siano a breve necessari.

Il depotenziamento delle assemblee elettive e la contestuale aziendalizzazione degli enti locali hanno prodotto che anche l’amministrazione sia ostaggio della deriva tecnocratica e a-democratica che la politica ha imboccato, ed è un bene che un’assemblea di questo tipo arrivi in un momento in cui la politica, e la nostra parte in maniera particolare, deve dire in maniera chiara con che istanze vuole stare in Europa.

Il patto di stabilità rappresenta oggi contemporaneamente per molte amministrazioni una scure , un alibi del non fare , un motivo di operazioni economiche e patrimoniali nefaste imperniate sul clientelismo, e le contraddizioni che esso comporta rappresentano soprattutto per molti amministratori di destra una sponda importante per la creazione tra i cittadini di una cultura antieuropea.

E’ certamente positivo, in linea di principio, un controllo quantitativo della spesa pubblica ed una stabilizzazione di essa. La contraddizione nasce, nel momento in cui il sistema controlla al capello quanto si spende e non controlla per nulla il “come” si spende.

Questa è la sede adatta per chiedere che la Sinistra compia una elaborazione progettuale e comunichi una proposta chiara in netta controtendenza alla deregolamentazione degli ultimi quindici anni che si è resa esplicita, purtroppo, a partire dalla Legge Bassanini.
E’ necessario che amministratori e cittadini possano tornare a fare riferimento a soggetti come i CORECO, che le autorities abbiano un reale potere; lo strumento oggi rappresentato solo dalla Corte dei Conti è palesemente insufficiente.
In una parola è necessario il controllo, a maggior ragione a fronte di un eventuale federalismo fiscale.

In merito a questo, va detto che la Sinistra trevigiana è d’accordo con la rivendicazione di molti amministratori del nostro territorio affinché il 20% del gettito Irpef rimanga ai comuni, ma in un contesto di forte controllo; perché altrimenti, di per sé, per i cittadini, se i soldi pubblici vengono sperperati a Roma o a Conegliano, non cambia nulla.

E inoltre, è importante il controllo in una situazione in cui lo sperpero, in mancanza di cash o nell’impossibilità di farne uso, viene finanziato con la cementificazione, la mercificazione, l’erosione del territorio; sia con accordi pubblico-privato, sia, molto più semplicemente, per conseguire oneri di urbanizzazione.
Siamo di fronte a casi di compromissione definitiva della realtà territoriale per raffazzonare la spesa corrente, spesso per mantenere in vita un contesto frammentato di piccoli comuni, di macchine amministrative che rifiutano di unirsi in aggregazioni più funzionali ed economiche.

Vi è poi l’esigenza per molti amministratori di sinistra, di fare chiarezza in merito ai servizi pubblici locali e di avere a questo proposito una precisa linea politica.
I servizi oggi esternalizzati a municipalizzate si trovano nella maggior parte dei casi in una zona d’ombra.
Il fatto che una SpA pubblica sia costretta a lucrare sul servizio pubblico da corda a parecchie ambiguità, ad una situazione nella quale un formale buon funzionamento della società corrisponde molto spesso ad una vessazione dei cittadini ed a una compressione dei diritti dei lavoratori. Ed a situazioni inverse, nelle quali perdite dovute all’inefficienza ed allo sperpero vengono giustificati nella maniera inversa, con il fatto che trattandosi di servizio pubblico non debba esserci una stretta valutazione aziendale.

Stiamo attenti, perché in rapporto a queste perdite il cittadino non può avere una cognizione a breve termine. Esse vengono coperte a lungo termine attraverso la ricapitalizzazione di queste società, vale a dire attraverso l’alienazione di patrimonio pubblico!
Io credo che per quanto riguarda i servizi pubblici che non hanno particolare rilevanza strategica sia necessaria la trasparenza di una gara di

evidenza pubblica, che vadano in questi casi rimosse le posizioni di privilegio.

E che rimangano però strettamente sotto il controllo pubblico quei servizi che presentano una rilevanza strategica o situazioni di particolare delicatezza.

La concezione odierna della possibilità di affidamento in house va a mio parere cambiata. Non possiamo partire da elementi di tipo giuridico (l’analogo controllo, il 100% del capitale); bensì dobbiamo partire da un elemento politico, l’importanza del servizio. Non possiamo trattare allo stesso modo, ed in maniera asettica, il servizio idrico e la gestione della sosta. Credo che uno dei primi impegni della sinistra debba essere una valutazione, un inventario, su quali siano i servizi da sottrarre al mercato ed a una valutazione strettamente economicistica, e quali siano i servizi da sottoporre ad una chiara e trasparente comparazione; non va lasciato spazio a società pubbliche che assumono senza procedura concorsuale, a carrozzoni ai quali si continuano ad affidare i più disparati servizi perché continuino ad esistere.

Facciamoci portatori di questa istanza, di questa divisione tra ciò che deve essere servizio pubblico e ciò che deve smettere di fare finta di esserlo.

scarica qui le relazioni di massimo mezzetti.doc e di monica cerutti.doc

Difendiamo i servizi davvero pubbliciultima modifica: 2008-11-21T00:09:00+01:00da sdtv
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