l’Europa: solidarietà e sicurezza energetica

Un’Europa più verde e più sicura
Immagine 006.jpgLa Commissione europea ha presentato oggi il suo piano per la sicurezza e la solidarietà energetica. Obiettivi la riduzione dei consumi e la dipendenza dalle importazioni estere entro il 2020 in parallelo con l’implementazione del “pacchetto clima e energia”.

A poche ore dal vertice con la Russia di Nizza, in cui sarà affrontata una lunga serie di questioni, a partire dalla sicurezza energetica europea nei confronti delle importazioni russe, e da quello di Washington che, al di là dell’emergenza finanziaria dovrebbe porre le basi per una nuova governance mondiale su una pluralità di temi, dall’economia all’ambiente, la Commissione europea fa un’ulteriore passo avanti rispetto ai suoi partner. L’Europa getta il cuore oltre l’ostacolo della crisi attuale, oltre la metà del 2020, al centro del discusso “pacchetto clima e energia” e pone l’orizzonte al 2050, con il lancio della “Nuova strategia per la sicurezza e la solidarietà energetica”.
Nell’ultimo anno i prezzi legati all’energia sono aumentati del 15%, riflettendosi nelle tasche dei contribuenti europei in maniera sensibile. Oggi il 54% dell’energia utilizzata dai Ventisette è importata, principalmente dalla Russia: con circa il 42% di importazioni solo per il gas è il suo principale cliente e, se non si inverte la tendenza nel 2020 si raggiungerà l’84% per il gas e il 90% per il petrolio. Attualmente nove stati dell’Unione europea sono dipendenti al 100% da importazioni energetiche “estere” per quanto riguarda il loro fabbisogno energetico. Il costo stimato è di 700 euro all’anno per ogni cittadino europeo. Dati inaccettabili, una situazione che va frenata.
“E’ una sfida a cui non possiamo sottrarci – ha affermato oggi in una conferenza stampa a Bruxelles il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso – dobbiamo prendere tutte le necessarie misure per aumentare la nostra efficienza energetica, riducendo consumi e la nostra dipendenza dalle importazioni, favorendo lo sviluppo di tecnologie “verdi”, ad energia alternativa e rinnovabile che dovrebbero anche aiutarci a raggiungere gli obiettivi di riduzione 20-20-20″. I tre “20” stanno per la riduzione entro l’anno 2020 delle emissioni di Co2 e per l’aumento del 20% di energie rinnovabili e risparmio energetico.
Ambiziosi obiettivi per il cui raggiungimento la Commissione europea ha individuato 6 aree di interesse e azione strategica: innanzitutto la creazione di infrastrutture che permettano un miglior approvvigionamento e una migliore diversificazione delle risorse energetiche. Si va dallo sviluppo del piano di interconnessione del Baltico, alla creazione del corridoio meridionale che, attraverso la Turchia, colleghi l’Europa ai ricchi giacimenti di gas e petrolio del Caspio, fino alla sviluppo di una rete di centarli eoliche off-shore nell’area del mare del Nord.
Altre aree d’azione riguardano lo sviluppo di una coerente e univoca politica energetica con i partner terzi, che porti l’Europa a “parlare e contrattare con una sola voce”; un miglior utilizzo delle risorse energetiche “proprie dell’Unione”, sviluppando meccanismi di “solidarietà energetica” tra gli stati membri e una più incisiva campagna per un più efficace risparmio energetico, a partire dalle case, dall’illuminazione e dai trasporti. La Commissione ha ad esempio proposto di etichettare i pneumatici delle auto a seconda del consumo di combustibile o di utilizzare lampadine fluorescenti al posto di quelle a incandescenza. Misure semplici che, a parere dell’esecutivo comunitario, dovranno essere conteggiati alla voce “benefici, e non costi” e che permetterebbero di ridurre fortemente la nostra dipendenza energetica dall’estero (un –26% nel 2020) e il consumo energetico (-15% nel 2020).
Barroso è poi tornato a parlare dell’approvazione del cosìdetto “pacchetto clima”, affermando di non vedere nella crisi attuale un ostacolo, semmai un incentivo a proseguire nel strada stracciata, evitando di ripetere gli errori del passato. “Certo che siamo preoccupati, ma non vedo ragione – ha argomentato Barroso – per ridurre le ambizioni sul cambiamento climatico. Al contrario – ha osservato -, proprio a causa della crisi finanziaria dovremmo essere ancora più ambiziosi, per due ragioni: innanzitutto, la crisi non ha certo ridotto i rischi del cambiamento climatico”, che bisogna comunque affrontare; in secondo luogo, “avremo presto una nuova amministrazione Usa che sembra avere posizioni ben più vicine a quello che proponiamo noi”. Barroso guarda alla conferenza Onu sul clima di Copenaghen in cui, se il pacchetto sarà adottato, l’Europa potrà presentarsi in una posizione di forza rispetto agli altri partner internazionali.
L’invito poi è a non ripetere gli errori fatti con la crisi finanziaria, quando si sono approvate in ritardo misure che sarebbe stato meglio adottare in precedenza, prima che fosse troppo tardi. Senza contare che l’investimento nelle energie rinnovabili e alternative e nelle tecnologie verdi sarebbero un incredibile volano per la ripresa economica. “Per lottare contro la recessione – ha proseguito Barroso – dovremo lanciare dei piani di recupero economico, e in questo quadro, se gli Stati membri vogliono un sostegno per le loro industrie possono, invece di ricorrere ai vecchi metodi e alle vecchie politiche industriali, promuovere misure per l’efficienza energetica; questo è il vero programma per la crescita, il settore più promettente per l’Europa: lo sviluppo delle tecnologie per il risparmio energetico e la protezione dell’ambiente”. Io non sono assolutamente d’accordo – ha concluso il presidente della Commissione – con coloro che sostengono che a causa della crisi economica dovremmo ridurre le nostre ambizioni sul clima. Piuttosto, dobbiamo aumentarle, e vederle come un motore di crescita per l’Europa”. Insomma, ambiente e economia vanno a braccetto. (Fonte: La Stampa)

articolo pubblicato il 14 novembre 2008

l’Europa: solidarietà e sicurezza energeticaultima modifica: 2008-11-20T21:14:25+01:00da sdtv
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