E’ ora di unità a Sinistra

 Katia Bellillo, Umberto Guidoni, Luca Robotti*,   19 novembre 2008

 L’intervento     E’ necessario, subito, aprire un dibattito pubblico sui programmi con cui affrontare le amministrative, ma anche per definire statuto e segno grafico. Inoltre, si deve affrontare il tema della lista unica alle europee. Ad un mese dalla convocazione dell’assemblea nazionale de La Sinistra tutto è unire.jpgancora in alto mare

A Nichi Vendola
A Claudio Fava
A Paolo Cento


Cari compagni,
il documento con cui abbiamo lanciato la manifestazione del 13 dicembre e l’interesse che sta suscitando nei territori e tra le nostre compagne ed i nostri compagni, ci dicono che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta.

Si percepisce una volontà viva di fare presto, di avere una risposta che permetta di riorganizzarci e misurarci nella società, soprattutto ora che la crisi mondiale del liberismo e le ricadute terribili sui lavoratori e le fasce sociali più deboli, anche in Italia, non possono essere gestite da chi è responsabile del disastro attuale.

È evidente, proprio perché dobbiamo parlarci in modo franco, che la scelta di Folena di ritirare la propria adesione dal documento, così come i molti “boatos” che arrivano da alcuni settori del PRC, che sono stati resi pubblici dalla stampa nazionale, non aiutano ad approfondire e rendere più chiaro il progetto che abbiamo messo in campo, ma semmai a creare incertezze tra i compagni e a raffreddare un clima di generale positività.

Noi pensiamo che, come recita il nostro documento, il tempo sia adesso, che il vero rischio di costruire una fusione a freddo tra i gruppi dirigenti delle nostre forze non sia nell’agire speditamente, ma piuttosto nel consumarsi in un dibattito lungo ed in alcuni casi capzioso sulla formulazione del nostro stare insieme. L’impeto non è sempre negativo, soprattutto se é legato alle aspettative del nostro popolo che ci chiede di agire in fretta.

L’idea che ci guida da sempre, anche nella battaglia interna al nostro Partito, è quella che chi fa politica debba mantenere la parola data; rispettare gli impegni che comunemente ci siamo presi diventa, oggi, dal nostro punto di vista, uno degli elementi principali con cui misurarci con la nostra gente, la vera cartina di tornasole con la quale il nostro popolo ci giudicherà.

Dobbiamo pronunciare, in tempi rapidi, una parola definitiva sulla necessità di un dibattito pubblico sui programmi con cui vogliamo presentarci alle elezioni amministrative (primarie delle idee); ad un mese dalla convocazione dell’assemblea nazionale non abbiamo ancora costituito i gruppi di lavoro per definire statuto e segno grafico, e, soprattutto, stiamo tenendo in una condizione di indeterminatezza e di confusione il tema delle elezioni europee.

Dobbiamo affrontare il tema della lista unica alle europee tenendo presente la coerenza della scelta amministrativa e la possibilità di una scelta alternativa in caso questa ipotesi si rivelasse impraticabile. Come potremmo spiegare al popolo della Sinistra che dovremmo dividerci in un voto per la lista del PRC, in un voto per la lista di SD e via via nella riframmentazione identitaria che sta uccidendo la sinistra di questo Paese o nella riproposizione di un’indistinta lista che richiami l’esperienza delle elezioni politiche dello scorso anno.

Noi, come potrete capire, crediamo fermamente che sia urgente definire una strategia comune in modo deciso e coraggioso, ma anche generoso ed appassionato; vi chiediamo di non avere paura e di continuare a lavorare per rendere reale e concreta la proposta che insieme abbiamo delineato.

Il rischio più grande che abbiamo di fronte è quello che si possa sedimentare un voto di sinistra per il Partito Democratico o la rassegnazione di accontentarsi di una deriva identitaria e massimalista.

La nostra storia di comunisti italiani ci convince che non possiamo permettercelo, non possiamo tradire la speranza, l’aspettativa che migliaia di compagne e di compagni hanno nel nostro progetto.

I dibattiti interni alle nostre forze politiche, il confronto che abbiamo avviato nazionalmente, che, credo non sfugga a nessuno, riguarda una marginalità di mondo politico ed intellettuale, deve affrontare un radicamento nella società che passa anche attraverso le sfide elettorali, per aprirsi alla partecipazione, alla militanza, alla passione di un popolo di sinistra che sta ricercando un luogo dove rimettersi in cammino, ridefinire un alfabeto comune e proporre al paese un’idea di cambiamento e di unità delle forze democratiche che lo salvi dalla deriva berlusconiana ed autoritaria.

I lavoratori, le donne e gli uomini, i giovani di questo Paese hanno bisogno di un’idea di cambiamento che ridia fiducia nella vita, nel futuro; ecco perché si aspettano da noi l’unità per costruire una forza politica che, attraverso la sintesi, sappia rappresentare nelle istituzioni la loro dignità ed i loro diritti.

Sarebbe opportuno al più presto fare il punto, dipanare tali questioni, per dare maggiore sicurezza dei tempi e delle modalità del nostro agire, ma soprattutto per dirci in modo chiaro che il lavoro che abbiamo messo in campo deve concludersi con una forza rappresentativa della sinistra italiana.
Vi proponiamo quindi di convocare una riunione nei tempi e nelle modalità che decideremo insieme, nel più breve tempo possibile.

*Unire la Sinistra
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E’ ora di unità a Sinistraultima modifica: 2008-11-19T22:01:00+01:00da sdtv
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