Ambiguità leghiste e ambiente

Ambiguità leghiste e ambiente

Se si dovesse definire l’attività governativa della Lega Nord guardando al rapporto tra i reali benefici per il nostro territorio e l’acquiescenza ai poteri forti sono molti i fatti che portano a pensare ad una sostanziale omologazione degli uomini di Bossi a quel mercatismo, disprezzato a parole, ma sottoscritto nei fatti dal Ministro Tremonti.

Ha dell’incredibile ad esempio, nella logica di dare valore al territorio, alla capacità dei cittadini e delle imprese di investire nell’innovazione, la bocciatura dell’emendamento che prevedeva il prolungamento degli sgravi fiscali per l’efficienza energetica di edifici e elettrodomestici, avvenuta    il 15 ottobre scorso in Commissione Ambiente della Camera e poi confermato in Aula.

Come non notare, purtroppo, la schizofrenia a tal proposito della Lega Nord, che nella Commissione Ambiente della Camera esprime la Presidenza con l’On. Angelo Alessandri e la presenza dell’On. Guido Dussin, mentre non si può che stendere un velo pietoso sull’attività al Ministero per l’Ambiente della signora Prestigiacomo.

È da tenere presente che la detrazione fiscale del 55% per le misure sull’impiego di fonti rinnovabili ed il risparmio energetico nell’edilizia, introdotta dal Governo Prodi, è una misura che è stata utilizzata da 230 mila famiglie, mettendo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro, ripagando così al fisco lo sgravio previsto.

La nostra Provincia ha usufruito di questa nuova economia, che ha portato notevoli benefici alle famiglie, alle imprese – soprattutto le medie e piccole imprese artigiane che operano nel settore –  dando un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto; ed in questo anche l’Amministrazione Provinciale, con il sostegno convinto al Distretto per la Bioedilizia, ha avuto parte attiva, dispiace perciò che i bei discorsi sulle buone prassi e sulla loro estensione, fatti venerdì scorso a Treviso dal Ministro Maroni, non trovino poi coerenza negli Atti di Governo, rispetto ad uno dei territori che è da considerare tra i più virtuosi nel panorama italiano

Anche sulla questione delle biomasse ad uso agricolo ci si trova di fronte all’ambiguità del Ministro Zaia, incapace di sostenere il concetto di filiera corta introdotto nella legge finanziaria del 2008, che infatti non compare e da qui la richiesta di inserimento che arriva da più parti, nella bozza di Ddl sull’energia elettrica da biomasse attualmente in circolazione.

Si rischia così di penalizzare i nostri agricoltori, che speravano di inserire nelle loro rotazioni agrarie colture oleaginose come il girasole, il colza e la brassica carinata portandoli alla chiusura, favorendo nel contempo i grandi impianti che utilizzano olio vegetale proveniente dall’estero.

Non si può che essere preoccupati invece dal balletto di proposte e smentite governative intorno ai famigerati CIP6 (contributi governativi prelevati dalle bollette…) in favore degli inceneritori, come dal voto della Lega Nord al Comune di S. Biagio di Callalta, in cui pur contrastando in una mozione l’ipotesi di un inceneritore a Silea, si è scelto di lavarsi le mani rispetto all’impianto gemello che Unindustria Treviso vuole costruire a Mogliano Veneto; su questo punto, conoscendo il carattere “leninista” dell’organizzazione della Lega Nord, viene da chiedersi se e quanto abbia pesato l’opinione al proposito del più illustre esponente della Lega Nord in quel di Mogliano, cioè il presidente Muraro, tenendo presente che quando la commissione ambiente del Consiglio Provinciale ha valutato di dover visitare impianti per il trattamento dei rifiuti, la maggioranza ha scelto di approfondire la conoscenza solo degli inceneritori e non di altri tipi di impianto.

Stefano Dall’Agata

Capogruppo Sinistra Democratica Provincia di Treviso

Ambiguità leghiste e ambienteultima modifica: 2008-11-17T03:25:00+01:00da sdtv
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