informazione sotto attacco

ASSALTO SQUADRISTA ALLA RAI 

Ieri sera la trasmissione Chi l’ha visto condotta da Federica Sciarelli ha proposto, tra gli altri temi, anche la questione scuola, con immagini e foto relative agli scontri in piazza dei giorni scorsi. Nella notte una sorta di spedizione punitiva messa in atto da una quarantina di persone che poco dopo la mezzanotte ha forzato i blocchi della vigilanza Rai e scavalcato i tornelli che consentono l’accesso all’edificio. Stando a quanto riferito dalle guardie giurate in servizio, i componenti del gruppo hanno dichiarato che l’azione era “contro” la trasmissione ‘Chi l’ha visto’, a quell’ora comunque gia’ terminata. Sul posto sono state fatte intervenire le forze dell’ordine ma nel frattempo gli autori dell’irruzione erano riusciti a dileguarsi. Questa mattina un nuovo episodio segnalato dall’azienda agli investigatori: nella redazione di ‘Chi l’ha visto’ sono giunte telefonate di minaccia ai redattori della trasmissione. Telefonate che sono state registrate e i nastri sono stati quindi consegnati alle autorita’ competenti per cercarefascisti_su_marte.jpg di arrivare, attraverso voci e rumori, a una possibile identificazione degli autori delle minacce.

“E’ un assalto squadristico quello che ieri sera hanno tentato ai danni della trasmissione “Chi l’ha visto” condotta da Federica Sciarelli su Raitre, una delle trasmissioni peraltro più rigorose del servizio pubblico”. Lo afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. “Un atto davvero preoccupante, a cui seguono le telefonate di minaccia di questa mattina in redazione, che non può essere sottovalutato ma che, al contrario deve immediatamente allertare gli organi di informazione e le organizzazioni sindacali. La trasmissione ha svolto correttamente il ruolo di servizio pubblico facendo vedere le immagini di piazza Navona e le aggressioni della destra. Questa vicenda dimostra che c’è una singolare indulgenza nei confronti dello squadrismo di destra che si è manifestata da piazza Navona alle aule parlamentari allorchè sono stati sottovalutati episodi di infiltrazioni. Un’indulgenza non più tollerabile. Non vorremmo che come già accaduto tanti anni fa si stesse giocando la carta della provocazione. L’associazione Articolo21 – conclude Giulietti – esprime la più totale solidarietà a Federica Sciarelli, alla redazione di Chi l’ha visto e alla rete diretta da Paolo Ruffini”. (da www.articolo21.info)

Il testo delle telefonate: “Verremo sotto casa”
ROMA (Ansa) – Sono quattro le telefonate di minacce arrivate nella redazione di ‘Chi l’ha vistò dopo la puntata in cui sono stati mostrati i volti di alcuni appartenenti a Blocco Studentesco coinvolti negli scontri di piazza Navona: a parlare è una voce maschile, sembrerebbe sempre la stessa, che parla a nome di Forza Nuova. Almeno due telefonate inoltre, secondo quanto si apprende, arrivano da un’utenza telefonica intestata a Roberto Fiore, parlamentare e segretario del movimento di estrema destra.

Forza Nuova ha fatto sapere che non c’entra con le minacce a ‘Chi l’ha vistò, come non c’entra con la ‘spedizione’ fallita alla Rai di Roma. Lo afferma Paolo Caratossidis coordinatore nazionale di Forza Nuova che rileva: “Queste fantomatiche minacce non sono addebitabili a noi, né direttamente né indirettamente. Noi abbiamo centinaia di utenze telefoniche intestate, come movimento politico mai faremmo una tale assurdità. C’é qualcuno che sta facendo di tutto per sollevare un vespaio inutile facendo un grande favore a Berlusconi. Se i riflettori vengono puntati su queste facezie non si riesce più ad organizzare un’opposizione bipartisan al Pdl sul decreto Gelmini”.

Ecco il testo delle telefonate.

– prima telefonata: “questa è la segreteria nazionale di Forza Nuova, abbiamo visto il vostro numero del 3 novembre in cui pubblicate foto di persone in cui chiedete a ‘Chi l’ha vistò dove abita e il nome e cognome. Noi facciamo lo stesso su di voi, su tutti voi. Chi ha visto voi, chi lavora con voi, dove abitate, nome e cognome. E poi verremo sotto le vostre case”.

– seconda telefonata: “Non solo i parenti fino al secondo e al terzo grado, ma anche cani, gatti, pesci rossi e canarini. stateci attenti”

– terza telefonata: “‘Chi l’ha vistò noi vi abbiamo visto, vi guardiamo. Sotto casa, quando uscite, quando andate a portare a passeggio il cane, vi guardiamo sempre. Vi abbiamo visto, vediamo, vedremo, stiamo sempre con gli occhi bene aperti. Voi invece no”.

– quarta telefonata: “Qualcuno di voi si è perso un cane? Noi lo abbiamo visto, che dobbiamo fare lo dobbiamo prendere? lo laviamo? gli dobbiamo levare le pulci? poi lo dobbiamo ridare? E’ valida anche per i cani questa trasmissione? Qualcuno di voi ha perso cani o gatti? Noi ne abbiamo trovati svariati. Diteci che dobbiamo fare, se dobbiamo lavarli o togliergli le pulci prima di restituirli. Li portiamo direttamente a casa. Eventualmente prendiamo anche i bambini davanti all’asilo, ci andiamo direttamente noi se volete, ditecelo, fatecelo sapere”.

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iNTERVISTA A «KLAUSCONDICIO»

Dell’Utri: «La Rai deve cambiare. Al Tg3 conduttori un po’ dark»

Il senatore Pdl a tutto campo: «Mangano eroe a modo suo. Saviano? Lo capisco. Io vittima dell’Antimafia»

ROMA – Negli ambienti della Rai qualcosa sta cambiando. Ma molto resta ancora da fare. Questa, in sintesi, la posizione di Marcello Dell’Utri sulle ultime esternazioni del premier Silvio Berlusconi e sulla necessità più volte sottolineata dal presidente del Consiglio di diffondere ottimismo. Intervistato da Klaus Davi per «KlausCondicio», in onda su YouTube, il senatore non risparmia un duro attacco al servizio pubblico radiotelevisivo. «Berlusconi in prima persona continua a diffondere ottimismo. Io – spiega – penso che qualcosa per forza dovrà cambiare, non so cosa, con la nuova Rai, ma comunque qualcosa cambierà». Come? Partendo da un nuovo approccio stilistico. «Le notizie, certo, bisogna darle, sennò si torna al fascismo, ma c’è modo e modo di comunicarle. Magari con conduttori più gradevoli di adesso. Ed ecco l’affondo: «Io guardo il Tg3 – attacca Dell’Utri – e vedo che ci sono degli anchorman che hanno già una faccia un po’ gotica, un po’ dark. Sicuramente, ce ne sono più in Rai che sugli altri network. Credo che il direttore del telegiornale dovrebbe dimostrare un maggiore esprit de finesse in queste cose. Farle, dirle lo stesso, ma magari con un’altra espressione».

SAVIANO E L’ANTIMAFIA – Un’intervista a tutto campo quella che Dell’Utri ha concesso a Klaus Davi. Il senatore del Pdl ha anche risposte ad alcune domande su Roberto Saviano, sostenendo come lo scrittore di Gomorra abbia ragione a voler andarsene dall’Italia. «Il libro che ha scritto è un libro-denuncia e in quanto tale oggetto di tante attenzioni poco piacevoli». Nell’ampia intervista il senatore siciliano tocca anche il tasto antimafia: «C’è e ci sarà finchè esiste la mafia ed è un bene. Credo, tuttavia, che, allo stato attuale, il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato, soprattutto quando alcuni procuratori antimafia “fanno politica”». In questo caso il riferimento del senatore Pdl è alle parole del procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, circa l’impossibilità per i giudici di processare i politici collusi con la mafia: «È giusto che l’Antimafia faccia il suo lavoro e si impegni. Certamente tra le tante richieste e le tante accuse che ha lanciato e formalizzato, alcune sono finite nel nulla. Antimafia sì, insomma, ma evitando di fare politica». E qui Dell’Utri ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Non solo l’Antimafia, quanto piuttosto i procuratori di Palermo hanno usato molto e a sproposito lo strumento dell’aggressione politica. Io, onestamente – rivendica il senatore – me ne sento in assoluto una vittima. Non ci sarebbe stata l’accusa nei miei confronti se non ci mafioso2_2.jpgfosse stata la grande affermazione di Forza Italia in Sicilia nel 1994. Più che intercettazioni, a inchiodarmi sono state dichiarazioni di pentiti suggerite, perché in molte inchieste molti pentiti hanno parlato di me due anni dopo le loro confessioni».

MUSSOLINI – Dell’Utri risponde a Klaus Davi anche su Mussolini. «Sbagliò, non c’è dubbio – spiega il senatore di Dell’Utri – ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato, e in questo è stato l’unico, un senso di patria al Paese, che non c’era prima e non c’è stato neanche dopo».

MANGANO – Il senatore siciliano torna anche sull’argomento Mangano: «Malato com’era, sarebbe potuto uscire dal carcere e andare a casa, se avesse detto solo una parola contro di me o contro il presidente Berlusconi. Invece non lo ha fatto. Per me è un eroe, a modo suo» spiega Dell’Utri. «Un conto – aggiunge – è dire così, un conto dire che è un eroe in senso assoluto». Pronta la replica del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «Dell’Utri – dice l’ex pm – non ha mai sconfessato se stesso, vede nei mafiosi degli eroi, lo ha sempre detto, è la sua cultura».

04 novembre 2008 da corriere.it

informazione sotto attaccoultima modifica: 2008-11-04T21:34:00+01:00da sdtv
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