il paese della censura

Ieri mattina, nella vetrata dell’ufficio di uno sfasciacarrozze, mi è capitato di vedervi appiccicati degli adesivi con la faccia del Duce, e sotto la scritta: “la storia mi darà ragione”. La solita schifosa invasione di effigi fascisteggianti che trabocca in ogni dove.

La sera al TG sento ripetere, in altri termini, la stessa delirante profezia. E’ il premier Berlusconi che, in visita al presidente USA, afferma che la storia riconoscerà che Bush è stato un grande presidente. Ma probabilmente ha più chance di riabilitazione il ditta525613767.jpgtore italiano che il pessimo Bush, definito dal regista Oliver Stone come “un bullo che vuole bombardare tutto e tutti”.

Al Presidente USA è dedicato l’ultimo film di Stone, “W”. Sarà la pellicola inaugurale del Festival del Cinema di Torino, diretto da Nanni Moretti. Pare che il film dovesse andare al Festival di Roma, ma per il suo carattere fortemente critico nei confronti del Bush era stato rifiutato come film d’apertura. Normale episodio di censura per ossequio al potere, nel paese del più grande conflitto di interessi della storia occidentale. Fatto sta che, ad oggi, il film del tre volte premio oscar Oliver Stone non ha nessun distributore italiano. Mentre sta per uscire in tutte le sale americane ed europee, non è ancora certo che potremmo vederlo nei nostri cinema.

190278253.jpgIntanto a Genova qualcuno cerca di censurare il matematico Piergiorgio Odifreddi. Succede che lo studioso sia invitato a partecipare alle giornate del Premio Exodus, assieme ad altri volti noti della cultura italiana. Ma qualcuno non è d’accordo, e sostiene che invitare Odifreddi “è una caduta di stile e una vergogna”. Il tutto per una intervista nel quale lo studioso ha attributo al governo israeliano un atteggiamento fascista. La richiesta di censura proviene da Giacomo Gatti, vicepresidente del consiglio comunale e del PDL, e ovviamente da un esponente del Partito Democratico, già senatore della Margherita, Egidio Banti. Accusano Odifreddi di essere antisemita. A difenderlo, invece, l’ex capo delle comunità ebraiche in Italia Amos Luzzatto. Odifreddi risponde così: “esistono una religione, un popolo con la sua cultura, uno Stato con il suo governo. Ho criticato il governo. Come criticare il governo italiano. Che c’entra con antisionismo e antisemitismo ?”. Già, che cosa c’entra ?

Luca De Marco

il paese della censuraultima modifica: 2008-10-15T01:42:00+02:00da sdtv
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