Governo: Italia, indietro tutta !

Altro che “rialzati”: Regredisci, Italia !

La parola chiave delle proposte del Ministro Gelmini per la scuola italiana è “ritorno”: ritorno al voto, ritorno al maestro unico, ritorno dell’educazione civica, ritorno al voto in condotta. C’è un segno ideologico evidente in questa teoria del ritorno. La ministra è mossa fondamentalmente dall’esigenza di trovare giustificazione agli immensi tagli decisi da Tremonti e diligentemente accettati dal ministro, e lo fa attingendo al bacino ideologico della destra e del pensiero reazionario. Per usare una definizione del filosofo Augusto Del Noce, esperto del settore: “Mentre il conservatore è riconciliato con la realtà presente, il reazionario è totalmente insoddisfatto e vi vede una decadenza rispetto a una realtà storica passata. Vuole perciò tornare indietro nel tempo, a un momento in cui i germi di questa decadenza e dissoluzione non esistevano, o meglio, erano difficilmente percettibili.”1031716221.jpg
Questo è un governo che ha innestato la retromarcia; se avesse a disposizione una macchina del tempo come quella dei film, posizionerebbe la lancette agli anni ’50 o anche prima, “quando i treni arrivavano in orario”. Un altro tema ricorrente della nuova classe di governo è quello della lotta al ’68: “bisogna abrogare il ‘68” dice il ministro Sacconi, “bisogna far finire il ‘68” conferma il senatore Quagliariello, “è ora di chiudere il ‘68” sostiene la presidente della Commissione Cultura della Camera Valentina Aprea. Veleggiano tutti sull’emulazione della battaglia lanciata in Francia da Sarkozy, e lo fanno con il gusto di attribuire ad una fantomatica sinistra sessantottina tutti i guasti del paese.
Ancora più indietro si spinge la nostalgia dei seguaci di Almirante, a voler riabilitare i combattenti della Repubblica Sociale alleati dei nazisti e collaboratori nelle deportazioni nei campi di sterminio, come fa il ministro La Russa, o ad alimentare la teoria italiota del fascismo come dittatura per modo di dire, anche se con qualche brutto scivolone come le leggi razziali, come fa Alemanno. Del resto, lo giustifica Cicchitto di Forza Italia, “il fascismo non fece né lager né gulag”. A rieccoci con la solita storia, gli italiani brava gente, i cattivi erano Hitler e Stalin, i fascisti dei bonaccioni che giocavano con l’olio di ricino. “Mussolini mandava la gente a fare vancanza al confino e non ha mai ammazzato nessuno” diceva qualche anno fa Berlusconi. E i 40.000 italiani deportati nei lager ? e i crimini di guerra commessi nelle folli imprese coloniali del regime, con centinaia di migliaia di morti, campi di concentramento, utilizzo di gas, deportazioni di massa, repressioni feroci ? Siamo l’unico paese occidentale nel quale la faccia del dittatore fascista la si trova su un souvenir, un calendario, l’etichetta di bottiglie, diffuse ovunque, nei bar, nei mercatini.
Ha ragione Italo Bocchino, vicecapogruppo del PDL alla Camera, quando rivendica che questo è il governo più a destra della storia della Repubblica. La candidatura del fascista Ciarrapico, che considera Berlusconi l’erede di Salò, non è stata una svista. La cultura di riferimento di buona parte della maggioranza è sempre quella “Dio, Patria, Famiglia” ed è facilissimo riscontrarlo nei provvedimenti e nelle intenzioni del Governo.
In questa ansia regressiva, nessuno però può battere la Lega, che quando ci si mette spinge la sua nostalgia fino ai bei tempi della preistoria, quando nelle pianure e nelle valli della Padania vivevano felici i Celti, i Veneti, i Liguri.
La regressione civile e culturale fomentata dalla destra trova purtroppo una buona disponibilità nell’opinione pubblica: quando i tempi sono duri e il futuro si prospetta cupo, è rassicurante pensare che “si stava meglio quando si stava peggio”. La battaglia ideologica della destra è inoltre in campo da parecchi anni e gode di un potenziale di fuoco propagandistico mediatico da far rabbrividire, ed oggi può ben raccogliere i frutti di tanta semina.
Non sarà la politica di restaurazione del Governo Bossi Berlusconi a farci uscire dalla situazione difficile in cui stiamo, ma anzi lisciare il pelo alle nostalgie, e oscurare dietro una cortina fumogena di bassa propaganda l’assoluta latitanza del governo di fronte alla crisi sociale che morde il paese, fatta di bassi salari, basse pensioni, lavoro precario e poco sicuro, ci porterà un domani ad avere davvero nostalgia di come stiamo oggi.
Luca De Marco

Governo: Italia, indietro tutta !ultima modifica: 2008-09-12T15:50:00+02:00da sdtv
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