Caso Amidevi: si faccia presto e si chiarisca tutto

“E’ una delle realtà d’avanguardia nel Veneto in questo settore, è conosciuta e apprezzata anche a livello internazionale e con la mia visita intendo constatare dal vivo i metodi innovativi usati per stimolare al meglio le persone con handicap sensoriali della vista o dell’udito”. Così l’assessore regionale alle politiche sociali Remo Sernagiotto, accompagnato dall’assessore provinciale alle politiche sociali Alessio De Mitri, dichiarava nel settembre 2010, in visita alle strutture di Amidevi e Sphera, gestite dalla signora Paola Nicoli. Pochi mesi dopo scoppiava lo scandalo.

Quella di Amidevi e Sphera è una storia tristissima, e che provoca tanta rabbia. Esistono infatti poche cose spregevoli come quella di speculare sulla pelle dei disabili e negare loro l’aiuto e i servizi per i quali vengono giustamente investiti soldi pubblici. Per questo auspichiamo che si arrivi presto alla chiusura del procedimento e vengano appurate tutte le responsabilità.

Tutto nasce quando, giusto un anno fa, il 10 gennaio 2011, due disabili sensoriali (la Provincia non ha competenza sulla disabilità in generale, ma solo per quanto riguarda non udenti e non vedenti) dichiarano alla provincia di non ricevere più da mesi i servizi di assistenza dei quali in precedenza potevano usufruire. Ma alla Provincia risulta invece che i servizi vengono regolarmente erogati, e perciò rimborsati dalla Provincia, dalle associazioni della signora Paola Nicoli. Ovviamente dietro rendiconto delle attività svolte. Da lì parte l’indagine: perché venivano chiesti i rimborsi alla Provincia, 20.000 per i due soggetti in questione, per servizi che non vengono erogati ? Il direttore generale e la Dirigente di settore presentano denuncia in Procura, la Giunta rescinde il contratto con le due associazioni, Amidevi e Sphera, e affida il servizio ad un altro soggetto.

L’indagine appura che il caso è molto più ampio dei due iniziali. Su 87 assistiti, in 77 casi ci sono irregolarità, cioè rimborsi chiesti per servizi non erogati. In totale si tratta di ben 270.000 euro sottratti alle casse pubbliche per erogare servizi a disabili, che poi non sono stati effettivamente erogati.

La Provincia si attiva per recuperare i soldi indebitamente percepiti. A tal fine il Giudice dispone il sequestro dei beni delle due associazioni e della Paola Nicoli per un importo di 300.000 euro, a favore della Provincia.

Subito dopo la denuncia all’autorità, in gennaio la Provincia dispone una verifica interna sul comportamento di due dipendenti, per violazione delle procedure. Non avrebbero tempestivamente informato i superiori sulle irregolarità emerse. Una delle due dipendenti viene spostata ad altro ufficio, l’altra si è già trasferita in Regione, nell’assessorato del solito assessore Regionale Remo Sernagiotto. Ora la dipendente, Antonella Masullo, ha il ruolo di coordinatore dell’Osservatorio Regionale sulle Politiche Sociali. In Regione potrà ritrovare Barbara Trentin, già assessore provinciale alle politiche sociali fino all’agosto 2010, quando si dimette per diventare capo della segreteria dell’assessore Sernagiotto e lascia il posto di assessore provinciale ad un altro fedelissimo seguace di Sernagiotto, Alessio De Mitri, già suo collaboratore in Regione.

Pare che dalle indagini emerga una contiguità e una consuetudine tra la Paola Nicoli e il personale dell’Assessorato provinciale tali da poter far pensare ad una impunità di fronte alle irregolarità commesse. Se così fosse il fatto sarebbe ancora più grave, perché testimonierebbe dell’esistenza di una liason politico amministrativa perversa, volta a lucrare sulle spalle dei disabili. Ma sarà compito della magistratura accertare le circostanze.

Certo è che, dal punto di vista politico, a Treviso l’assessorato alle politiche sociali è stato per gli anni della scorsa amministrazione Muraro un feudo del PDL, e dell’area sernagiottiana in particolare. Non è un caso che, nella nuova amministrazione, il referato al sociale sia tornato nelle mani del leghista Paolo Speranzon. E Alessio De Mitri, ora semplice consigliere, e trombato dalla Lega nella corsa a presidente dell’ATER di Treviso, faccia il battitore libero, rivestitosi da pasdaran anticasta, e abbia condotto una campagna interna al gruppo consigliare per far cambiare il capogruppo Franco Conte con un esponente dell’ala sernagiottiana.

Luca De Marco

Caso Amidevi: si faccia presto e si chiarisca tuttoultima modifica: 2012-01-10T17:38:00+00:00da admin
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