12/01/2012
Barcon: ora si fermi il progetto
Barcon:dopo le dichiarazioni di rinuncia di Colomberotto, ora il progetto va fermato dagli enti pubblici
Apprendiamo con soddisfazione dalle dichiarazioni alla stampa del signor Colomberotto, che sarebbe venuta meno la sua volontà di procedere all'operazione sull'area di Barcon. Riteniamo però che queste dichiarazioni da sole non siano sufficienti a bloccare l'iter del progetto.
Dal punto di vista giuridico amministrativo, siamo di fronte ad una procedura, la stessa che intende utilizzare Ikea per l'insediamento nel trevigiano a Casale Sul Sile, che è quella dell'accordo di programma ai sensi dell'art. 32 della legge 35 del 2001. Un accordo tra enti pubblici per progetti a rilevanza regionale. In questo senso il Comune di Vedelago si è fatto proponente presso la Regione dell'accordo di programma per la realizzazione di un nuovo casello sulla Pedemontana, con relativa nuova viabilità di collegamento, e in cambio di un contributo economico e della messa a disposizione delle aree per la viabilità, l'accordo riconosce ai privati la trasformazione dell'area da agricola a industriale, per farci il polo agro-industriale e commerciale, e la nuova cartiera, e la facoltà di escavare 2.000.000 di metri cubi di ghiaia e di rivenderla. E la palla sta in mano alla Regione, dato che il Comune è notoriamente schieratissimo a favore dell'operazione e la Provincia non si è ancora espressa in maniera definitiva. Ai sensi del Piano Territoriale Provinciale quell'accordo non sa da fare, a meno che il Consiglio Provinciale non decida di derogare al proprio piano. Ma ora le province verranno probabilmente tolte di mezzo e quindi non dovrebbero costituire un problema per chi voglia trasformare il territorio a suo piacimento e tornaconto.
Esiste un precedente che ci fa valutare con prudenza le dichiarazioni di Colomberotto: ci riferiamo alla questione delle casse di espansione in riva al Piave, sempre su terreni di proprietà di Colomberotto. Un progetto che prevedeva la escavazione di 4 casse di espansione, con l'estrazione di 6,5 milioni di metri cubi, una enormità. Il progetto era una proposta di project financing avanzata da alcuni cavatori con l'assenso del proprietario dei terreni. In una intervista Colomberotto dichiarò, dopo che il progetto era uscito sulla stampa e aveva sollevato diverse proteste, di aver cambiato idea e di non essere più disponibile all'operazione. Ma ci vollero altri mesi, nei quali i comuni rivieraschi si coalizzarono e scese in campo, anche su nostra sollecitazione, l'intero Consiglio Provinciale, perché la Regione dichiarasse lo stop al progetto.
E' dunque necessario che al più presto siano gli enti pubblici, a cominciare dal Comune di Vedelago e dalla Regione, a mettere la parola “fine” all'operazione Barcon e salvare i 90 ettari di territorio agricolo a rischio cemento.
Luca De Marco
coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà
17:57
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
10/01/2012
Caso Amidevi: si faccia presto e si chiarisca tutto
“E’ una delle realtà d’avanguardia nel Veneto in questo settore, è conosciuta e apprezzata anche a livello internazionale e con la mia visita intendo constatare dal vivo i metodi innovativi usati per stimolare al meglio le persone con handicap sensoriali della vista o dell’udito”. Così l'assessore regionale alle politiche sociali Remo Sernagiotto, accompagnato dall'assessore provinciale alle politiche sociali Alessio De Mitri, dichiarava nel settembre 2010, in visita alle strutture di Amidevi e Sphera, gestite dalla signora Paola Nicoli. Pochi mesi dopo scoppiava lo scandalo.
Quella di Amidevi e Sphera è una storia tristissima, e che provoca tanta rabbia. Esistono infatti poche cose spregevoli come quella di speculare sulla pelle dei disabili e negare loro l'aiuto e i servizi per i quali vengono giustamente investiti soldi pubblici. Per questo auspichiamo che si arrivi presto alla chiusura del procedimento e vengano appurate tutte le responsabilità.
Tutto nasce quando, giusto un anno fa, il 10 gennaio 2011, due disabili sensoriali (la Provincia non ha competenza sulla disabilità in generale, ma solo per quanto riguarda non udenti e non vedenti) dichiarano alla provincia di non ricevere più da mesi i servizi di assistenza dei quali in precedenza potevano usufruire. Ma alla Provincia risulta invece che i servizi vengono regolarmente erogati, e perciò rimborsati dalla Provincia, dalle associazioni della signora Paola Nicoli. Ovviamente dietro rendiconto delle attività svolte. Da lì parte l'indagine: perché venivano chiesti i rimborsi alla Provincia, 20.000 per i due soggetti in questione, per servizi che non vengono erogati ? Il direttore generale e la Dirigente di settore presentano denuncia in Procura, la Giunta rescinde il contratto con le due associazioni, Amidevi e Sphera, e affida il servizio ad un altro soggetto.
L'indagine appura che il caso è molto più ampio dei due iniziali. Su 87 assistiti, in 77 casi ci sono irregolarità, cioè rimborsi chiesti per servizi non erogati. In totale si tratta di ben 270.000 euro sottratti alle casse pubbliche per erogare servizi a disabili, che poi non sono stati effettivamente erogati.
La Provincia si attiva per recuperare i soldi indebitamente percepiti. A tal fine il Giudice dispone il sequestro dei beni delle due associazioni e della Paola Nicoli per un importo di 300.000 euro, a favore della Provincia.
Subito dopo la denuncia all'autorità, in gennaio la Provincia dispone una verifica interna sul comportamento di due dipendenti, per violazione delle procedure. Non avrebbero tempestivamente informato i superiori sulle irregolarità emerse. Una delle due dipendenti viene spostata ad altro ufficio, l'altra si è già trasferita in Regione, nell'assessorato del solito assessore Regionale Remo Sernagiotto. Ora la dipendente, Antonella Masullo, ha il ruolo di coordinatore dell'Osservatorio Regionale sulle Politiche Sociali. In Regione potrà ritrovare Barbara Trentin, già assessore provinciale alle politiche sociali fino all'agosto 2010, quando si dimette per diventare capo della segreteria dell'assessore Sernagiotto e lascia il posto di assessore provinciale ad un altro fedelissimo seguace di Sernagiotto, Alessio De Mitri, già suo collaboratore in Regione.
Pare che dalle indagini emerga una contiguità e una consuetudine tra la Paola Nicoli e il personale dell'Assessorato provinciale tali da poter far pensare ad una impunità di fronte alle irregolarità commesse. Se così fosse il fatto sarebbe ancora più grave, perché testimonierebbe dell'esistenza di una liason politico amministrativa perversa, volta a lucrare sulle spalle dei disabili. Ma sarà compito della magistratura accertare le circostanze.
Certo è che, dal punto di vista politico, a Treviso l'assessorato alle politiche sociali è stato per gli anni della scorsa amministrazione Muraro un feudo del PDL, e dell'area sernagiottiana in particolare. Non è un caso che, nella nuova amministrazione, il referato al sociale sia tornato nelle mani del leghista Paolo Speranzon. E Alessio De Mitri, ora semplice consigliere, e trombato dalla Lega nella corsa a presidente dell'ATER di Treviso, faccia il battitore libero, rivestitosi da pasdaran anticasta, e abbia condotto una campagna interna al gruppo consigliare per far cambiare il capogruppo Franco Conte con un esponente dell'ala sernagiottiana.
Luca De Marco
17:38
Scritto da: STEFANO
in PROVINCIA | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: amidevi, provincia, sernagiotto | OKNOtizie |
Facebook
08/01/2012
Il Tar blocca la Pedemontana Veneta: un colpo al berlusconismo e allo zaismo
Il Tar blocca la Pedemontana Veneta: un colpo al berlusconismo e allo zaismo
Il Tar del Lazio ha dichiarato illegittimi i provvedimenti con i quali è stato approvato il progetto della Pedemontana Veneta, quella i cui lavori sono stati inaugurati il 10 novembre scorso da Zaia. Il Tar ha accolto le ragioni di un cittadino, che contestava la legittimità della procedura intrapresa dal Governo Berlusconi e dalla Giunta Galan e poi Zaia per l’approvazione del Progetto. Non bastava infatti, secondo Berlusconi e Galan, che la pedemontana fosse inserita tra i progetti della Legge Obiettivo, quella che sveltiva l’iter di approvazione delle opere strategiche inserite nella programmazione del CIPE. Per saltare tutte le procedure si era seguita la strada delle procedure d’urgenza della protezione civile. Il Governo aveva infatti dichiarato lo stato di emergenza, come si fa nel caso di alluvioni o terremoti, per la situazione del traffico tra Vicenza e Treviso. In questo modo si legittimava l’emanazione di ordinanze d’urgenza che potevano derogare a qualsiasi legge, perché, si sa, se c’è una emergenza bisogna agire subito. Con decreto del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi veniva individuato un commissario straordinario, nella figura dell’ingegner Vernizzi, autorizzato a procedere per ordinanze di protezione civile. Il progetto definitivo della Pedemontana veniva approvato con una di queste ordinanze. Secondo il Tar il decreto del Presidente del Consiglio che dichiarava lo stato di emergenza era immotivato, e di conseguenza risultano illegittime la nomina del commissario e le sue deliberazioni sull’opera. La stessa procedura di straordinarietà, che come è noto era molto cara a Berlusconi e alla sua corte, in particolar modo al capo della Protezione Civile Bertolaso e alle imprese che lavoravano per la Protezione Civile, è stata utilizzata in Veneto anche per la realizzazione del Passante di Mestre. Anzi, quel provvedimento del 2003 ha rappresentato il primo caso di una dichiarazione di emergenza applicata alla congestione del traffico stradale. La Corte dei Conti, nella sua indagine sulle procedure e i costi del Passante, a maggio di quest’anno rilevava come: “La mutazione – per così dire “genetica” - delle ordinanze di protezione civile… ha trasformato impropriamente questo strumento in mezzo ordinario di soluzione ai problemi organizzativi dell’apparato amministrativo pubblico, provocando una marginalizzazione dei procedimenti di affidamento normativamente previsti (codice dei contratti) e l’esclusione degli organi di controllo come la Corte dei conti o l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici”. Per questo la Corte auspicava che si tornasse a utilizzare le ordinanze straordinarie solo in casi di vera calamità o catastrofe. La sentenza del Tar si pone in questo solco, e afferma la necessità di “scongiurare la praticabilità di surrettizie scorciatoie esclusivamente preordinate a garantire l‟inosservanza della legge”. Recita infatti la sentenza del TAR: “Se è vero che, soprattutto negli ultimi anni, la superfetazione della decretazione d’urgenza ha indotto un‟evidente espansione del concetto stesso di “straordinarietà” dell’intervento (in molti casi atteggiantesi quale “ordinaria” modalità di attuazione dell’azione pubblica), va invece rimarcato come la necessità di riaffermazione dell’“ordinario” quadro normativo ordinamentale imponga di ricondurre l’impiego di tale strumento in un ambito di effettiva, quanto comprovabile, eccezionalità: sì da scongiurare la praticabilità di surrettizie scorciatoie esclusivamente preordinate a garantire l‟inosservanza della legge, laddove quest’ultima venga “sterilizzata” dalla consentita derogabilità alle disposizioni di rango primario. Se, a tale riguardo, non può esimersi il Collegio dal formulare l’auspicio che competente Pubblica Autorità promani un forte segnale di discontinuità quanto all’uso intensivo – quanto, frequentemente, inappropriato – della decretazione d’urgenza, il proposto thema decidendum impone di ribadire la constatata inadeguatezza motivazionale del decreto presidenziale del 31 agosto 2009, laddove – pur a fronte della precedente inclusione dell’opera nel novero degli interventi rilevanza strategica (alla quale accede una ben delineata configurazione degli snodi preordinati alla realizzazione dell’infrastruttura, con ricadute anche di carattere processuale volte ad accelerare la definizione delle controversie eventualmente insorte) e del successivo affidamento in concessione della progettazione, realizzazione e gestione della Pedemontana, nondimeno è stato deciso – invero, sorprendentemente – di presidiare il prosieguo del percorso realizzativo con un intervento commissariale ex lege 225/1992” Il Presidente Zaia ha parlato, a proposito della sentenza del TAR, di “eccesso di democrazia”. In realtà c’è stato un deficit di democrazia nelle modalità di approvazione del progetto della Pedemontana, come oggi certifica il TAR e già denunciava la Corte dei Conti per il Passante. Tanto più ingiustificabile, se si considera che il Governo Berlusconi nel 2001 emanò la Legge Obiettivo, che doveva per l’appunto servire a superare lungaggini burocratiche e a consentire una rapida realizzazione delle grandi opere pubbliche, a partire da quelle disegnate da Berlusconi in TV sulla lavagna messa a disposizione dal fido Vespa. Salutiamo quindi con soddisfazione questa sentenza, nell’attesa di conoscere la deliberazione del Consiglio di Stato al quale la Regione ha presentato ricorso, perché punta a smantellare uno dei lasciti negativi del berlusconismo: l’utilizzo della protezione civile per la realizzazione di opere pubbliche saltando le regole, la gestione di grandi eventi come le visite del Papa o anche solo le feste religiose attraverso procedure d’urgenza come si fosse di fronte ad un terremoto. Tutto accentrato nelle mani di pochi fedelissimi, in primis di quelle del capo della Protezione Civile Bertolaso che Berlusconi nominò pure sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Lo stesso meccanismo che faceva ridere a crepapelle lo spregiudicato imprenditore che si fregava le mani per l’avvenuto terremoto a L’Aquila pregustando i ricchi appalti che gli sarebbero spettati. Se il blocco della Pedemontana verrà confermato, per il territorio di Treviso ci sarà anche la positiva conseguenza del tramonto dell’operazione Barcon a Vedelago, dove i cavatori propongono di aggiungere, e in parte di finanziare, un nuovo casello alla costruenda Pedemontana che sia di servizio alle tante cave della zona attraverso una nuova viabilità di collegamento, e in cambio chiedono di poter cementificare trasformare quasi 90 ettari di area agricola, che sta alle spalle della bellissima Villa Emo a Fanzolo, trasformandola in area industriale e commerciale. Una parte del terreno agricolo verrebbe utilizzata per insediarvi uno stabilimento per la produzione del latte, per la macellazione e la lavorazione dei derivati, e accanto una specie di enorme supermercato per prodotti a km zero. L’altra parte del territorio agricolo verrebbe occupato da una cartiera, ora insediata a Piombino Dese nel padovano, che si svilupperebbe su due piani. Uno dei quali interrato, cioè da scavare. Si tratta di una operazione contro la quale sono schierati non solo i comitati locali ma anche tutte le associazioni di categoria, e che vede invece il sostegno degli amministratori locali della Lega.
17:39
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
31/12/2011
Auguri !
17:23
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
28/12/2011
14 gennaio a Vicenza: FUTURO AL LAVORO
futuroSabato 14 gennaio 2012
ore 9.30-17.30
Villa Tacchi, Viale della Pace, 89, Vicenza
ore 09.30Apertura dei lavori
Lalla Trupia
Sessione I
Dalla società del ben-avere a quella del ben-essere
Stefano Bartolini Università di Siena
Illustrazione documento su economia e lavoro
Alessandro Sabiucciu Comitato scientifico nazionale SEL
Intervento
Achille Variati Sindaco di Vicenza
Dibattito
Pausa pranzo
Sessione II
Contro l’economia virtuale, per la materia vivente
Marcello Buiatti Università di Firenze
Le buone pratiche della green economy
Alessandro Zan Assessore ambiente e lavoro Padova
Dibattito
ore 17.00 Conclusioni
Fabio Mussi Presidenza nazionale SEL
Partecipano fra gli atri:
Luigi Amendola (cons. prov. Treviso)
Michele Bertucco (candidato sindaco centrosinistra Verona)
Giuseppe Bortolussi (CGIA Mestre)
Adone Brandalise (docente Università Padova)
Andrea Castagna (segr. prov. CGIL Padova)
Ousman Condè (pres. unione immigrati Vicenza)
Heidi Crocco (ass. politiche sociali Cavarzere)
Valentina Dovigo (dir. naz. Legambiente)
Daniele Giordano (segr. reg. FP-CGIL)
Oscar Mancini (pres. com. NO Nucleare)
Giorgio Molin (segr. reg. FIOM)
Giovanni Nalin (cons. com. Rovigo)
Don Dino Pistolato (Caritas)
Ilario Simonaggio (segr. reg. FILT-CGIL)
Silvano Veronese (CNEL)
Emilio Viafora (segr. reg. CGIL)
Gianni Zagato (coord. com. scient. naz. SEL)
Rita Zanutel (vicesindaco San Stino di Livenza)
17:17
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
14/12/2011
Luca Telese a Villorba
14:36
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: luca telese, libreria lovat | OKNOtizie |
Facebook
Costruire l'alternativa
COSTRUIRE L'ALTERNATIVA
insieme per un paese più giusto
per una città migliore
16 dicembre, ore 20,45,
saletta proiezione presso Auditorium Dina Orsi a Parè di Conegliano
introduce Luca De Marco
interventi di Marco De Toffol, SEL Conegliano, su "Giovani e futuro",
Loris Scarpa, FIOM CGIL, su "il lavoro al tempo della crisi",
Luigi Amendola, consigliere provinciale, su "la crisi della Provincia"
14:32
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
11/12/2011
vendola: la manovra è iniqua
18:58
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
incontro con Elettra Deiana e don Albino Bizzotto
16:05
Scritto da: STEFANO
in Pace | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: don albino bizzotto, elettra deiana, taglio alle spese militari, spese militari, montebelluna, montebelluna nuova | OKNOtizie |
Facebook
03/12/2011
l'equità sia giustizia sociale
L’assemblea federale di Treviso di Sinistra Ecologia Libertà, valutato i primi passi del Governo Monti e della sua nuova maggioranza, ribadisce le proprie priorità rispetto alle politiche necessarie per far uscire il paese dal momento difficile:
paghi chi non ha mai pagato, e dunque lotta senza quartiere all’evasione e all’elusione fiscale, anche sperimentando misure innovative (perché non fare un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali all’estero ?)
paghi chi ha le spalle coperte, e dunque patrimoniale, seria e non di facciata o light, per recuperare risorse da redistribuire diminuendo le tasse ai redditi medio bassi.
tassare le rendite finanziare, lavorare per l’introduzione in Europa della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie speculative
tagliare le spese militari, per recuperare soldi da investire in scuola e sanità, massacrate dai continui tagli.
La prima, grande opera pubblica di cui c’è bisogno nel nostro paese è la messa in sicurezza del territorio: rilanciare la manutenzione e le opere di prevenzione del dissesto, significa rilanciare l’occupazione e l’economia, molto più che con le grandi opere.
Pare che il Governo intenda perseguire altre priorità, a cominciare dalle pensioni. Riteniamo che non vi sia bisogno di interventi peggiorativi delle condizioni dei lavoratori. Far lavorare di più le italiane e gli italiani e ridurre loro l’importo delle pensioni future, difficilmente basterà a sanare i conti pubblici, ma sicuramente peggiorerà i conti privati e le condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Così come non serve a rilanciare la crescita economica l’aggiramento dell’art. 18 o la facilitazione a licenziare, se non nelle costruzioni astratte e ideologiche di qualche teorico molto poco pratico.
Attendiamo perciò il contenuto concreto dei provvedimenti annunciati, e misureremo a partire dai nostri programmi quanto le scelte del Governo e della maggioranza che lo sostiene siano per noi condivisibili.
Dal nostro punto di vista, la crisi finanziaria ed economica, che nasce dalla disuguaglianza sociale che negli USA ha prodotto la bolla dei mutui sub-prime , non può essere superata alimentando nuove disuguaglianze e ingiustizie sociali.
L’equità annunciata dal governo nei provvedimenti, secondo noi non significa dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ma non può che voler dire “maggiore giustizia sociale”.
Treviso, 1 dicembre 2011
09:24
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
02/12/2011
Valerio Calzolaio a Treviso
NOTA BENE: l'orario di inizio è stato posticipato alle 18,30
16:19
Scritto da: STEFANO
in AMBIENTE | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: valerio calzolaio, ecoprofughi, annalisa milani, abdallah kezraji | OKNOtizie |
Facebook
svuotare gli arsenali
15:55
Scritto da: STEFANO
in Pace | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: spese militari | OKNOtizie |
Facebook
24/11/2011
Si può fare di più
19:04
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
18/10/2011
Salutiamo il poeta di Pieve di Soligo e del Mondo
Salutiamo il grande poeta Zanzotto, con riconoscenza per quanto ha rappresentato per la nostra provincia e per tutta la cultura italiana e con il rammarico di non poter più ascoltare la sua voce di letterato e di amante appassionato della nostra terra, impegnato nel difendere il paesaggio naturale e umano del Veneto e della Marca Trevigiana dalle strettoie di un “progresso scorsoio” nel quale soffoca la vocazione più antica e autentica delle nostre terre.
Zanzotto aveva denunciato per tempo la degenerazione del turbo capitalismo nella finanziarizzazione estrema, l’aggressione al paesaggio veneto che diventa perciò stesso destabilizzazione culturale e mentale, il carattere artificiale delle mitologie politiche sulla superiorità etnica dei veneti.
Riconosciamo nella figura di Zanzotto una delle massime espressioni della cultura italiana ed europea, e ad un tempo della cultura trevigiana. Il locale conciliato col globale, il radicamento autentico contro lo spaesamento frutto di una massificazione pubblicitaria e ideologica che desertifica i territori proprio quando più dice di esserne espressione.
Per noi la figura di Zanzotto, le sue idee, la sua arte, e le sue battaglie, resteranno nel novero delle cose più belle e più utili da portare nel futuro, del Veneto e del mondo.
Luca De Marco
________________
“C’è un grande marasma, una disperazione confusa, che poteva essere intuita già nei primi anni Novant
a con il fluttuare del voto dalla DC alla Lega. La quale Lega (che qui era poi la Liga, nata prima e con caratteri suoi propri) aveva anche alcune ragioni, al suo esordio, mentre più tardi si è spappolato tutto e il corpo sociale mostra ormai segni di putrefazione. Dilagano bassi sentimenti e domina un capitalismo brado che coincide con “benessere” ed egoismi che, data la fortissima slogatura culturale prodottasi nel Nordest, inducono a bislacche nostalgie e approssimazioni mitologiche. Tutte fondate su fantasmi”
"L'aspetto più urtante, almeno visualmente, di come è cambiato il Veneto è proprio l'aggressione al paesaggio. Alla scomparsa del mondo agricolo ha corrisposto una proliferazione edilizia inconsulta e causale, che ha dato luogo a una specie di città-giardino (ma sempre meno giardino e sempre più periferia di città), con un'erosione anche fisica del territorio attraverso diverse forme di degradazione macroscopica dell'ambiente. Ora, tutta questa bruttezza che sembra quasi calata dall'esterno sopra un paesaggio particolarmente delicato, "sottile" sia nella sua parte più selvatica come le Dolomiti, sia in quella più pettinata dall'agricoltura, non può non creare devastazioni nell'ambito sociologico e psicologico. Vibere in mezzo alla bruttezza non può non intaccare un certo tipo di sensibilità, ricca e vibrante, che ha caratterizzato la tradizione veneta, alimentando impensabili fenomeni regressivi al limite del disagio mentale. Per esempio, aggressività, umori rancorosi, intolleranze e spietatezze mai viste, secondo la logica di sbrogliare la crisi sociale - che si fa sempre più acuta - etnicizzandola. E così è successo perché, in realtà, quell'orrenda proliferazione è scaturita appunto dall'affievolirsi di antiche virtù"
Andrea Zanzotto
19:14
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: andrea zanzotto | OKNOtizie |
Facebook
17/10/2011
Dalla vittoria dei violenti di sabato può nascere la loro sconfitta definitiva
Sabato a Roma hanno vinto, oggettiv
amente, i violenti. Hanno sporcato una manifestazione che poteva essere grandiosa e memorabile; si sono fatti immortalare per la loro sciocca vanagloria mentre devastano oggetti innocenti e fingono di combattere la loro guerra immaginaria; si parla oggi più di loro, la cui dignità politica e culturale è molto al di sotto dello zero, che delle tantissime e dei tantissimi manifestanti armati solo delle proprie passioni e delle proprie speranze.
Ma ci sono i presupposti perché da questa loro vittoria possa nascere la loro sconfitta definitiva. Il loro gioco, infatti, è stato svelato. Solo qualche inguaribile fascista ha potuto questa volta tentare di criminalizzare l’intero movimento come violento: è invece chiaro e manifesto che i violenti operano contro il movimento, per la conservazione e la reazione. Pensare che siano solo dei prezzolati al soldo della destra probabilmente significa sopravvalutarli. Lo fanno anche gratis, neanche l’intelligenza di farsi pagare per il lavoro sporco che regalano ai signori della cricca globale.
La risposta alla violenza deve essere politica e non poliziesca. Pensare che il restringimento dei diritti sia la soluzione, come purtroppo pare voler fare anche Di Pietro rievocando la Legge Reale, significa proprio darla vinta ai violenti, riconoscere la loro forza e la debolezza della nostra democrazia. Il divieto di manifestare con cortei nel centro di Roma per un mese, annunciato dal sindaco Alemanno, è la risposta sbagliata e speculare a chi ha voluto sabotare la manifestazione di sabato. Tra gli obiettivi raggiunti dai violenti, si vuole aggiungere anche il divieto di manifestare venerdì per gli operai della Fiat convocati dalla FIOM ?
Dopo la giornata di sabato, l’eccezionalità rispetto alle altre piazze del mondo di quanto accaduto, si pongono delle questioni concrete al movimento, se vuole rilanciare l’iniziativa e non rischiare la dispersione. Ed una di queste è come continuare nell’opera di contrasto alla violenza già chiaramente emersa nel corso della manifestazione, quando la contrapposizione tra la stragrande maggioranza dei manifestanti e la minoranza di teppisti è stata evidente, e ne sa qualcosa il compagno di SEL che ci ha rimesso parti di una mano. Allora forse va esplicitata la scelta della non violenza come tratto identitario del movimento, scelta ineludibile per costruire un’alternativa ad un sistema predatorio e violento come il finanzcapitalismo e i suoi terminali politici nazionali.
I violenti dovrebbero essere comunque considerati degli “infiltrati”, al di là di chi li paga e se li paga, perché corpi estranei rispetto alla natura stessa di un grande movimento mondiale che ha l’ambizione di porre in crisi l’attuale modello di sviluppo e denunciare l’arraffamento da parte di pochi della ricchezza dei moltissimi, che diventa furto di futuro per i giovani di tutto il mondo. Vogliono portarci indietro di decenni, non cadiamo nelle loro trappole.
Luca De Marco
20:02
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
07/10/2011
Né con Gobbo, né con Gentilini: la Padania non esiste e non è un sogno
Il Presidente della Repubblica ha detto parole sagge e incontrovertibili riguardo alla cosiddetta “Padania”. Parole c
he dovrebbero essere del tutto ovvie se non vivessimo una realtà ai limiti dell'assurdo, dove un partito politico pensa di poter inventare dal nulla l'esistenza di un nuovo popolo e di una nuova nazione, e l’indulgenza interessata dei media e di gran parte delle istituzioni per anni e anni hanno mascherato l’incredibilità della situazione. Ha ragione Crozza: la Padania ha lo stesso livello di realtà di Narnia. O di Topolinia, o di Paperopoli.
Pare che Gentilini si sia schierato con il Presidente, e per questo è stato duramente attaccato dai boss della Lega trevigiana, Gobbo e Stiffoni in testa, fino a ventilarne la cacciata dalla Lega. E in qualche misura lodato da esponenti del centrosinistra. Ma Gentilini non ha negato l'esistenza della Padania. Ha detto che è un sogno arrivare alla sua indipendenza, ma che non è all'ordine del giorno, perché la Lega non avrà mai il 51% dei voti. Qualcosa di simile ha affermato Giuseppe Covre, un leghista immeritatamente classificato come “eretico”, che ribadisce di sentirsi veneto e non padano ma che la Padania è un sogno che non va negato, e che Napolitano farebbe meglio a prendersela con la sua città e i suoi concittadini napoletani.
Il sindaco di Verona, Tosi, ha detto che la Padania è solo una filosofia e che bisogna guardare alle cose concrete come il federalismo e le riforme, ed è stato perciò severamente richiamato dal ministro Calderoli che gli ha ricordato l’articolo 1 dello statuto della Lega, per il quale la finalità del movimento è l’indipendenza della Padania. Ma Tosi ha anche dichiarato di sentirsi veronese, veneto, padano, italiano, europeo.
Dalle varie reazioni dei leghisti emerge come tutti condividano l’esistenza di una entità chiamata “Padania”. La qual cosa è una emerita sciocchezza. Come ha detto pure il cardinal Bagnasco, correggendo un dirigente del porto di Genova che illustrava i flussi delle merci trasportate, esiste non la Padania ma “la Pianura Padana”.
La Padania è una invenzione della Lega Nord, che nel 1995, dopo aver rotto con Berlusconi, si dedicò alla costruzione di una identità e di una tradizione del tutto artificiali. E così cominciarono i riti dell’ampolla dal Monviso a Venezia, con la festa dei popoli padani in Riva Degli Schiavoni, le associazioni padane, i matrimoni celtici, i partiti padani, con tanto di votazioni ai gazebo per eleggere il parlamento padano, la costituzione di un Governo Padano, con sede in un palazzo veneziano e Borghezio come ultimo capo del governo (il palazzo veneziano fu poi venduto nel 2004 per finanziare la scuola “Bosina” della moglie di Bossi a Varese, quella che poi la Lega ha finanziato un anno fa con 800.000 euro di soldi pubblici). Il caso di Adro, la scuola comunale riempita di simboli padani, dimostra come la Lega tenga a questa opera di indottrinamento e di costruzione artificiale di una identità padana. Nel 1996 la lega proclama la Dichiarazione di indipendenza della Padania, nel 1997 cambia la propria denominazione da Lega Nord – Italia federale a Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Poi nel 2000 la Lega inizia il lungo matrimonio politico con Berlusconi, del quale resta per 11 anni il più fedele alleato, e vira la linea politica prima sulla devolution e poi sul federalismo fiscale. Oggi riemerge la prospettiva di un recupero dell’indipendentismo per smarcarsi dal berlusconismo agonizzante.
Dire “io sono padano” non dimostra che la Padania esiste, come sostiene il giornale leghista; significa dire “io sono un leghista che crede ciecamente alle invenzioni dei capi del mio partito”. Per questo i dirigenti leghisti difendono a spada tratta la ridicola tesi dell’esistenza della Padania, per difendere il proprio potere sull’immaginario collettivo dei propri militanti, la ragion d’essere della propria leadership.
Le reazioni offensive contro Napolitano della base leghista, invitata ad esprimersi da Radio Padania e sul quotidiano verde, e che poi emergono nelle parole di personaggi di seconda fila del partito, come il consigliere regionale Furlanetto che se la prende con l’ “anziano partenopeo”, dimostrano come Napolitano abbia colto nel segno. Dicendo che non esiste un popolo padano, Napolitano ha rivelato l’artificiosità della costruzione mitologica leghista. Dicendo che non esiste una via alla secessione, ha riportato alla realtà coloro che pensano di riesumare parole d’ordine indipendentiste per mascherare l’imbarazzante e lunghissimo legame con la cricca berlusconiana.
Non ci sfuggono le articolazioni e le sfumature di posizioni interne alla Lega, ma non riconosciamo né a una parte né all’altra la patente di “rappresentante del popolo” e altre carinerie. Sognatori o filosofi che si definiscano, sono pur sempre padani di nome e berlusconiani di fatto. Per rompere con il berlusconismo ci vuole ben altro che una dichiarazione.
Luca De Marco
coordinatore provinciale SEL Treviso
15:12
Scritto da: STEFANO
in FEDERALISMO (?) | Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: lega, secessione, padania, napolitano, gentilini, gobbo | OKNOtizie |
Facebook
28/09/2011
GRANDE SUCCESSO PER LE FIRME CONTRO IL PORCELLUM. ORA SI COSTRUISCA L'ALTERNATIVA
La campagna per la raccolta delle firme contro la legge elettorale Porcellum è stata un grande successo anche in provincia di Treviso.
Sia i banchetti che le segreterie comunali hann
o visto un grande afflusso di cittadine e cittadini desiderosi di contribuire alla eliminazione di una legge elettorale di cui nessuno parla meno che male, tantomeno il suo autore, l'ineffabile Calderoli che ha ammesso di avere fatto “una porcata”. Una legge elettorale che, è noto, permette alle segreterie di partito, in particolare a quelle monocratiche e assolute come accade nelle formazioni politiche della destra ma anche alle altre, di piazzare in parlamento dei propri fedelissimi, anziché dei rappresentanti dei cittadini elettori.
Evidente la voglia da parte dei sottoscrittori di dare con la loro firma una spinta verso il cambiamento, per fare uscire il paese da una situazione bloccata che porta solo danni.
Il dibattito politico ha già registrato questa grande spinta popolare, che ha fatto rimettere in agenda il cambio della legge elettorale. E già in molti prevedono, o auspicano, che se i referendum verranno dichiarati ammissibili sarebbe meglio votare il prossimo anno, per evitare lo svolgimento del referendum. La campagna referendaria sembra dunque in grado di accelerare la fine di questa perniciosa stagione di governo della coalizione tra Berlusconi, Bossi, Scilipoti, Calearo e Romano, e di riconsegnare ai cittadini la possibilità di aprire finalmente una pagina nuova e di far cambiare aria al paese. Per questo è importante che si lavori da subito alla costruzione di una proposta alternativa di persone, di programmi e di valori, che consenta di lasciarsi alle spalle la fascinazione populista e telecratica del berlusconismo e che ridia fiato e speranza all'Italia che resiste e che non ne può più di una politica aberrante, dominata da un coacervo di cricche di potenti ai quali tutto è consentito, e che gozzovigliano sulle spalle della gente che studia e che lavora. Per questo chiediamo che presto si tengano le primarie nazionali del centrosinistra.
In Provincia di Treviso Sinistra Ecologia Libertà ha raccolto all'incirca 2.300 firme (la cifra non può essere più precisa perché alcune firme non sono state certificate e dunque non sono state conteggiate). Un risultato molto soddisfacente, considerato che abbiamo scontato la scarsa disponibilità di moduli e la fragilità organizzativa di un partito come il nostro che non gode di alcun finanziamento pubblico e ha una struttura che si regge interamente sul volontariato.
Grande lo sforzo profuso anche dall'altro soggetto politico, l'Italia dei Valori, che ha promosso i referendum. Anche il Partito Democratico a Treviso si è speso in questa campagna, mettendo in campo la propria organizzazione diffusa in tutto il territorio provinciale, nonostante il PD non abbia sostenuto i referendum ed anzi la segreteria nazionale si sia adoperarta per evitare che si procedesse con la raccolta di firme. La stessa cosa era accaduta con la raccolta delle firme per indire i referendum sull'acqua. Bersani, un paio di giorni prima dell'inizio della raccolta di firme per il referendum, lanciò una raccolta di ben un milione di firme su una proposta di legge del PD sul servizio idrico, per ovviare ai referendum e trovare una soluzione mediana tra le posizioni pro e contro la privatizzazione. Poi di quella raccolta di firme del PD se ne persero le tracce e via via che l'onda saliva, nei territori militanti e dirigenti del PD aderirono e collaborarono alla raccolta delle firme. Sinistra Ecologia Libertà è l'unico partito che in entrambi i casi si è trovato fin da subito a promuovere e sostenere i referendum (sull'acqua Italia dei Valori sosteneva un proprio quesito, piuttosto diverso da quello del movimento per l'acqua bene comune sul quale poi si è votato).
Questo meccanismo, con il PD che aderisce in seconda battuta a iniziative di altri che non è riuscito a bloccare, dovrebbe far considerare che forse non basta essere grandi per avere grandi idee, e a volte, o meglio molto spesso, formazioni politiche relativamente piccole per quantità sanno esprimere iniziative politiche di grande qualità. E qualche riflessione si potrebbe anche fare sulle alleanze con le quali il PD vuole contribuire alla costruzione dell'alternativa al centrodestra. In entrambe le battaglie citate, e anche sul nucleare, l'UDC era nettamente schierato dalla parte opposta. Diventa dunque sempre più difficile, ma sempre più interessante, comprendere su quali base programmatiche la dirigenza del PD voglia imbastire una alleanza di governo con Casini & C.
L'unico rammarico di questa campagna per la raccolta di firme è stato che solo in alcune realtà della Provincia, e non in tutte, è stato possibile procedere ad una campagna unitaria del centrosinistra. Come dicevamo sopra, qualcuno dovrebbe comprendere di non poter fare tutte le parti in commedia, e che a forza di rimandare nel tempo il momento delle decisioni impegnative, si rischia di condannarci a morire berlusconiani.
Luca De Marco
coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà Treviso
16:55
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
23/09/2011
ULTIMO FINE SETTIMANA PER FIRMARE CONTRO LA LEGGE ELETTORALE CALDEROLI
In questi ultimi giorni utili per la raccolta delle firme sono moltissime le persone che si presentano alle segreterie dei comuni chiedendo di firmare. Ma una gran parte dei Comuni ha già spedito le firme raccolte al Comitato nazionale e ha chiuso la possibilità di firmare.

Diventa allora importante la presenza dei banchetti inquesto fine settimana per consentire a chi lo voglia di dare il proprio contributo a questa battaglia per il cambiamento. Sinistra Ecologia Libertà, che ha promosso il referendum assieme ad altri movimenti e all'Italia dei Valori, è soddisfatta della risposta dei cittadini, sempre più insofferenti e indignati di fronte ai comportamenti della classe politica attualmente al governo, che degrada la credibilità del nostro paese e fa pagare i costi della crisi a coloro che hanno sempre pagato.
La spinta del referendum serve a chiedere un radicale cambiamento per salvare il futuro del nostro paese.
Questi i principali banchetti allestiti in provincia da Sinistra Ecologia e Libertà:
Banchetti SEL per il referendum antiCalderoli
MOGLIANO sabato mattina dalle 9,00 alle 12,30 davanti supermercato Coop e domenica mattina e pomeriggio in piazza Caduti
VITTORIO VENETO Sabato mattina “Aperitivo per il referendum”, in centro al Bar Lux, dalle ore 11,30 alle 12,30
VILLORBA Sabato mattina dalle 9 alle 12,30 piazza Vittorio Emanuele II
TREVISO Domenica pomeriggio dalle 16,00 in via Roma
con il centrosinistra
MONTEBELLUNA sabato e domenica mattina e pomeriggio in piazza Dell'Armi
CASTELFRANCO sabato mattina dalle davanti supermercato Coop, sabato pomeriggio in piazza Giorgione, domenica mattina e pomeriggio in piazza Giorgione
17:20
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
19/09/2011
Banchetti da "tutto esaurito" a Castelfranco
Continua la grande mobilitazione popolare contro l'attuale legge elettorale voluta dal centrodestra!
Anche in questo fine settimana, a Castelfranco, eccezionale affluenza ai banchetti organizzati da SEL, PD, IDV, al punto da registrare il "tutto esaurito moduli"!
Il consenso nei confronti di questa iniziativa è andato oltre ogni aspettativa e dimostra la volontà dei cittadini di riprendersi il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
In un momento drammatico come questo è più che mai necessario un Parlamento pienamente rappresentativo, in grado di assumersi la responsabilità di scelte impegnative ma condivise.
E' bene ricordare che Sinistra Ecologia Libertà ha aderito fin da subito alla campagna referendaria ed è tra i sostenitori del comitato promotore.
C'è tempo fino al 25 settembre per le firme, dunque saremo in piazza anche sabato 24 e domenica 25 per il rush finale, nel frattempo suggeriamo a chi può di recarsi a sottoscrivere presso gli uffici elettorali dei Comuni di residenza che devono garantire questo diritto.
Barbara Ferrazzo coordinatrice SEL castellana
16:13
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
14/09/2011
successo a Mogliano per il referendum anti Calderoli
Raccolte da Sinistra Ecologia Libertà, Partito Dem
ocratico e Italia dei Valori, 700 firme per la promozione del Referendum per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale (il cosiddetto porcellum), nelle prime due domeniche del mese.
Spiegano i promotori: "Un forte segnale della cittadinanza che ha dimostrato una chiara e ferma volontà di cambiare questo sistema elettorale.
Diciamo grazie a tutti i cittadini che hanno firmato , ma vogliamo ricordare che il quorum non è stato ancora raggiunto e chiediamo ancora un piccolo sforzo alla città.
Ricordiamo che saremo presenti con un nostro gazebo anche domenica prossima davanti al cinema Busan dalle ore 9,30 alle 12, 30".
23:57
Scritto da: STEFANO
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook










